Numerosi studi clinici hanno dimostrato che la chirurgia bariatrica rappresenta la metodica pi๠efficace per la terapia del diabete di tipo 2 (T2DM) nel paziente con obesità  grave (1-4); in particolare dopo diversione biliopancreatica (BPD) la glicemia si normalizza e rimane a lungo termine entro l'intervallo di normalità  in pi๠del 95% dei casi, e contemporaneamente si verifica la sostanziale risoluzione del multiforme quadro della sindrome metabolica (5,6). Nei pazienti grandi obesi con T2DM dopo BPD, nel 75% dei casi la glicemia si normalizza entro il primo mese postoperatorio, quando il peso corporeo ਠancora a livelli elevati, tutti gli studi clinici evidenziano una precoce normalizzazione dell'azione insulinica: la BPD ha, quindi, effetti metabolici specifici che sono indipendenti dalla variazione ponderale. I meccanismi invocati per spiegare le azioni specifiche della BPD sulle condizioni metaboliche sono numerosi (7,8,9). L'interruzione dell'asse entero-insulare potrebbe bloccare l'iperinsulinemia, riducendo indirettamente la resistenza insulinica indipendentemente da ogni riduzione di massa (8). La presenza di cibo indigerito in tratti intestinali distali potrebbe provocare l'increzione di enterochine e incretine, con effetti benefici sulla secrezione endocrina pancreatica e sulla stessa massa beta-cellulare (9,10). Accanto a cià², l'estrema limitazione dell'assorbimento di grassi limita a sua volta grandemente la disponibilità  dei grassi circolanti (11,12). La conseguente deplezione cellulare dei lipidi che le infiltravano obbliga le cellule a tornare all'utilizzazione del glucosio come fonte energetica preferenziale, e ciಠrisulta in ripristino della normale sensibilità  insulinica. Inoltre la deplezione lipidica riduce la tossicità  dei trigliceridi e degli acidi grassi liberi sulle cellule beta del pancreas, con miglioramento globale della secrezione insulinica. Se il soggetto operato ha un introito energetico maggiore di tale valore, potendo assorbire soltanto una quantità  di energia pari alla soglia, perde peso sino a che il suo consumo energetico quotidiano ਠdivenuto pari alla quantità  di energia assorbita, e si stabilizza poi al peso corrispondente indipendentemente dall'effettivo introito energetico. Se viceversa l'introito ਠuguale alla soglia o inferiore o inferiore a essa, come puಠaccadere in una persona con modesto sovrappeso, non vi semplicemente in sovrappeso, il peso corporeo non ha ragione di modificarsi, poichà© in soggetto mangia tanto quanto ਠcapace di assorbire, o addirittura meno di questo.

La Diversione Biliopancreatica per la remissione della patologia diabetica nel paziente obeso

2010

Abstract

Numerosi studi clinici hanno dimostrato che la chirurgia bariatrica rappresenta la metodica pi๠efficace per la terapia del diabete di tipo 2 (T2DM) nel paziente con obesità  grave (1-4); in particolare dopo diversione biliopancreatica (BPD) la glicemia si normalizza e rimane a lungo termine entro l'intervallo di normalità  in pi๠del 95% dei casi, e contemporaneamente si verifica la sostanziale risoluzione del multiforme quadro della sindrome metabolica (5,6). Nei pazienti grandi obesi con T2DM dopo BPD, nel 75% dei casi la glicemia si normalizza entro il primo mese postoperatorio, quando il peso corporeo ਠancora a livelli elevati, tutti gli studi clinici evidenziano una precoce normalizzazione dell'azione insulinica: la BPD ha, quindi, effetti metabolici specifici che sono indipendenti dalla variazione ponderale. I meccanismi invocati per spiegare le azioni specifiche della BPD sulle condizioni metaboliche sono numerosi (7,8,9). L'interruzione dell'asse entero-insulare potrebbe bloccare l'iperinsulinemia, riducendo indirettamente la resistenza insulinica indipendentemente da ogni riduzione di massa (8). La presenza di cibo indigerito in tratti intestinali distali potrebbe provocare l'increzione di enterochine e incretine, con effetti benefici sulla secrezione endocrina pancreatica e sulla stessa massa beta-cellulare (9,10). Accanto a cià², l'estrema limitazione dell'assorbimento di grassi limita a sua volta grandemente la disponibilità  dei grassi circolanti (11,12). La conseguente deplezione cellulare dei lipidi che le infiltravano obbliga le cellule a tornare all'utilizzazione del glucosio come fonte energetica preferenziale, e ciಠrisulta in ripristino della normale sensibilità  insulinica. Inoltre la deplezione lipidica riduce la tossicità  dei trigliceridi e degli acidi grassi liberi sulle cellule beta del pancreas, con miglioramento globale della secrezione insulinica. Se il soggetto operato ha un introito energetico maggiore di tale valore, potendo assorbire soltanto una quantità  di energia pari alla soglia, perde peso sino a che il suo consumo energetico quotidiano ਠdivenuto pari alla quantità  di energia assorbita, e si stabilizza poi al peso corrispondente indipendentemente dall'effettivo introito energetico. Se viceversa l'introito ਠuguale alla soglia o inferiore o inferiore a essa, come puಠaccadere in una persona con modesto sovrappeso, non vi semplicemente in sovrappeso, il peso corporeo non ha ragione di modificarsi, poichà© in soggetto mangia tanto quanto ਠcapace di assorbire, o addirittura meno di questo.
2010
it
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Pilone_Vincenzo_23.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 815.73 kB
Formato Adobe PDF
815.73 kB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/327582
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-327582