La fotografia ਠuno strumento in grado di attivarci nella decodifica della realtà o nella rilettura degli eventi, non soltanto grazie alle sue potenzialità descrittive ma anche alla qualità espressiva, che talune foto possiedono. àˆ anche vero che siamo immersi in un "mare di immagini tecniche", che per lo pi๠hanno lo scopo di sostituirsi alla nostra coscienza critica, di disabituarci alla decodifica, di impedirci l'interpretazione, di sostituirsi all'attività pi๠vitale dell'uomo, quella ermeneutica. Se da un lato la fotografia puಠcontribuire a smascherare quanto si vuol far passare per ovvio, dall'altro puಠprestarsi a un uso manipolante. Una cultura visuale ਠcapacità di esercitare coscienza critica ed ਠin questa direzione che dovrebbe dunque andare anche un'indagine sulla fotografia: promuovere l'attività ermeneutica per farci diventare osservatori avvertiti. La fotografia ਠd'altronde primariamente rivolta al Mondo, a quel Grande Interno Architettonico in cui siamo ontologicamente gettati. L'avvento delle immagini ridondanti, il tentativo di fare dello strumento fotografico un mezzo potente di dominio non hanno impedito alla vera fotografia di farsi riconoscere. I suoi tratti distintivi, colpendoci, ci ridestano allargando il nostro orizzonte di senso, obbligandoci a un gesto ermeneutico che necessita della nostra disposizione emotiva, che si fonda sul nostro giudizio, che ci restituisce alla nostra coscienza critica.
LA NARRAZIONE FOTOGRAFICA DEL MONDO TRA FILOSOFIA E ARCHITETTURA
2014
Abstract
La fotografia ਠuno strumento in grado di attivarci nella decodifica della realtà o nella rilettura degli eventi, non soltanto grazie alle sue potenzialità descrittive ma anche alla qualità espressiva, che talune foto possiedono. àˆ anche vero che siamo immersi in un "mare di immagini tecniche", che per lo pi๠hanno lo scopo di sostituirsi alla nostra coscienza critica, di disabituarci alla decodifica, di impedirci l'interpretazione, di sostituirsi all'attività pi๠vitale dell'uomo, quella ermeneutica. Se da un lato la fotografia puಠcontribuire a smascherare quanto si vuol far passare per ovvio, dall'altro puಠprestarsi a un uso manipolante. Una cultura visuale ਠcapacità di esercitare coscienza critica ed ਠin questa direzione che dovrebbe dunque andare anche un'indagine sulla fotografia: promuovere l'attività ermeneutica per farci diventare osservatori avvertiti. La fotografia ਠd'altronde primariamente rivolta al Mondo, a quel Grande Interno Architettonico in cui siamo ontologicamente gettati. L'avvento delle immagini ridondanti, il tentativo di fare dello strumento fotografico un mezzo potente di dominio non hanno impedito alla vera fotografia di farsi riconoscere. I suoi tratti distintivi, colpendoci, ci ridestano allargando il nostro orizzonte di senso, obbligandoci a un gesto ermeneutico che necessita della nostra disposizione emotiva, che si fonda sul nostro giudizio, che ci restituisce alla nostra coscienza critica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/327606
URN:NBN:IT:BNCF-327606