La trombosi portale non neoplastica (PVT) ਠuna complicanza frequente della cirrosi epatica. Attualmente, gli unici fattori di rischio associati, ripetutamente confermati in letteratura, sono il precedente sanguinamento da varici esofagee e la piastrinopenia che sbilancia il precario equilibrio coagulativo tipico della cirrosi. Tra Gennaio 2013 e Ottobre 2015, sono stati arruolati prospetticamente 253 pazienti cirrotici (età  media 58,8 ± 10,3 (23 †" 75) anni) senza neoplasie anamnestiche e/o malattia ematologica e liberi da terapia anticoagulante/antiaggregante assunta er altre cause. Nel campione raccolto sono stati studiati: lo stadio di malattia secondo il Child-Pugh (CP) e il Model for end-stage liver disease (MELD) scores, eziologia, età  ed esami laboratoristici. I pazienti con PVT sono stati il 13%, di cui il 63,3% maschi, significativamente pi๠giovani dei controllonegativi (51,9 ± 13,2 (23 †" 75) anni; P=0,004), con una maggior piastrinopenia (73,1 ± 48,1 (25 †" 174); P = 0,001), INR > 1.25 in 54,5% dei casi (P=0,024) e MELD >10 in 86,2% (P=0,001). INR e MELD sono state considerate anche come valore continuo senza raggiungere la significatività  come eziologia, ematocrito, Bilirubina ttale, AST, ALT, Albumina, Creatinina e CP score e classe. All'analisi multivariata solo la conta piastrinica ਠrisultata indipendentemente associata alla presenza di PVT (OR = 0.97, 95% CI: 0.96-0.99; P <0.001) come da letteratura. Le trombocitopenie ereditarie (ITs) sono un gruppo eterogeneo di disordini genetici con diversi gradi di severità  e cmplessità  caratterizzate da piastrinopenia associata o meno a sanguinamento di variabile entità . Tali disordini, in un substrato cosଠfavorevole come la cirrosi epatica, potrebbe spiegare l'eterogeneità  dei quadri clinici e la risposta apparentemente casuale alla terapia anticoagulante. Non abbiamo ancora dati che confermino questa ipotesi alternativa, ma se cosଠfosse, probabilmente l'approccio clinico a questa problematica cambierebbe significativamente.

La Trombosi Portale Non-neoplastica nel Paziente Cirrotico: studio della prevalenza ed eventuale correlazione con i maggiori score di funzionalità  epatica (CTP e MELD)

2016

Abstract

La trombosi portale non neoplastica (PVT) ਠuna complicanza frequente della cirrosi epatica. Attualmente, gli unici fattori di rischio associati, ripetutamente confermati in letteratura, sono il precedente sanguinamento da varici esofagee e la piastrinopenia che sbilancia il precario equilibrio coagulativo tipico della cirrosi. Tra Gennaio 2013 e Ottobre 2015, sono stati arruolati prospetticamente 253 pazienti cirrotici (età  media 58,8 ± 10,3 (23 †" 75) anni) senza neoplasie anamnestiche e/o malattia ematologica e liberi da terapia anticoagulante/antiaggregante assunta er altre cause. Nel campione raccolto sono stati studiati: lo stadio di malattia secondo il Child-Pugh (CP) e il Model for end-stage liver disease (MELD) scores, eziologia, età  ed esami laboratoristici. I pazienti con PVT sono stati il 13%, di cui il 63,3% maschi, significativamente pi๠giovani dei controllonegativi (51,9 ± 13,2 (23 †" 75) anni; P=0,004), con una maggior piastrinopenia (73,1 ± 48,1 (25 †" 174); P = 0,001), INR > 1.25 in 54,5% dei casi (P=0,024) e MELD >10 in 86,2% (P=0,001). INR e MELD sono state considerate anche come valore continuo senza raggiungere la significatività  come eziologia, ematocrito, Bilirubina ttale, AST, ALT, Albumina, Creatinina e CP score e classe. All'analisi multivariata solo la conta piastrinica ਠrisultata indipendentemente associata alla presenza di PVT (OR = 0.97, 95% CI: 0.96-0.99; P <0.001) come da letteratura. Le trombocitopenie ereditarie (ITs) sono un gruppo eterogeneo di disordini genetici con diversi gradi di severità  e cmplessità  caratterizzate da piastrinopenia associata o meno a sanguinamento di variabile entità . Tali disordini, in un substrato cosଠfavorevole come la cirrosi epatica, potrebbe spiegare l'eterogeneità  dei quadri clinici e la risposta apparentemente casuale alla terapia anticoagulante. Non abbiamo ancora dati che confermino questa ipotesi alternativa, ma se cosଠfosse, probabilmente l'approccio clinico a questa problematica cambierebbe significativamente.
2016
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