Il lavoro ha ad oggetto il sistema dei delitti di corruzione come risultante dalla recente riforma attuata attraverso la l. 190 del 2012. In particolare, la ricerca si propone di indagare se attraverso la suddetta riforma si sia consumato il passaggio da un c.d. modello mercantile †" incentrato sulla "compravendita" di un atto dell'ufficio, quale oggetto dell'accordo corruttivo †" al modello clientelare †" che si fonda sulla mera accettazione indebita di utilità da parte del pubblico agente †" e sulle relative conseguenze di tale mutamento sull'individuazione del bene giuridico tutelato e quindi sul rispetto dei principi di offensività e di determinatezza. Il primo capitolo, dopo aver delineato in astratto i possibili modelli di disciplina delle fattispecie di corruzione, ripercorre l'evoluzione del modello mercantile nella legislazione italiana dal Codice sardo-italiano sino alla prima riforma dei delitti contro la pubblica amministrazione avvenuta nel 1990. Delineate le caratteristiche salienti della legislazione antecedente alla riforma 2012, l'indagine si concentra sull'individuazione del bene giuridico tutelato nei delitti di corruzione, analizzando approfonditamente le diverse teorie elaborate dalla dottrina e elaborando una proposta ricostruttiva che, pur aderendo alle teorie costituzionalmente orientate che individuano nel buon andamento e nell'imparzialità della pubblica amministrazione i beni tutelati, tenta di concretizzare tali beni in una prospettiva personalistica che prenda in considerazione gli interessi individuali e collettivi perseguiti dall'azione amministrativa. Il secondo capitolo si occupa della crisi del modello mercantile, dapprima nelle applicazioni giurisprudenziali, poi nelle ricostruzioni dottrinali e infine nelle soluzioni legislative adottate con la recente riforma. Il terzo capitolo ਠquindi dedicato, oltre che all'analisi dei principali strumenti sovranazionali che hanno profondamente influenzato il contenuto della riforma, alla disamina delle nuove fattispecie incriminatrici di corruzione per l'esercizio della funzione e di traffico di influenze. In conclusione, viene effettuata una valutazione sulla compatibilità dell'assetto della disciplina risultante dalla riforma con i principi fondamentali, in particolare con quelli di offensività e determinatezza, sanciti dalla Costituzione.
Tipicità e offesa nei delitti di corruzione pubblica
2015
Abstract
Il lavoro ha ad oggetto il sistema dei delitti di corruzione come risultante dalla recente riforma attuata attraverso la l. 190 del 2012. In particolare, la ricerca si propone di indagare se attraverso la suddetta riforma si sia consumato il passaggio da un c.d. modello mercantile †" incentrato sulla "compravendita" di un atto dell'ufficio, quale oggetto dell'accordo corruttivo †" al modello clientelare †" che si fonda sulla mera accettazione indebita di utilità da parte del pubblico agente †" e sulle relative conseguenze di tale mutamento sull'individuazione del bene giuridico tutelato e quindi sul rispetto dei principi di offensività e di determinatezza. Il primo capitolo, dopo aver delineato in astratto i possibili modelli di disciplina delle fattispecie di corruzione, ripercorre l'evoluzione del modello mercantile nella legislazione italiana dal Codice sardo-italiano sino alla prima riforma dei delitti contro la pubblica amministrazione avvenuta nel 1990. Delineate le caratteristiche salienti della legislazione antecedente alla riforma 2012, l'indagine si concentra sull'individuazione del bene giuridico tutelato nei delitti di corruzione, analizzando approfonditamente le diverse teorie elaborate dalla dottrina e elaborando una proposta ricostruttiva che, pur aderendo alle teorie costituzionalmente orientate che individuano nel buon andamento e nell'imparzialità della pubblica amministrazione i beni tutelati, tenta di concretizzare tali beni in una prospettiva personalistica che prenda in considerazione gli interessi individuali e collettivi perseguiti dall'azione amministrativa. Il secondo capitolo si occupa della crisi del modello mercantile, dapprima nelle applicazioni giurisprudenziali, poi nelle ricostruzioni dottrinali e infine nelle soluzioni legislative adottate con la recente riforma. Il terzo capitolo ਠquindi dedicato, oltre che all'analisi dei principali strumenti sovranazionali che hanno profondamente influenzato il contenuto della riforma, alla disamina delle nuove fattispecie incriminatrici di corruzione per l'esercizio della funzione e di traffico di influenze. In conclusione, viene effettuata una valutazione sulla compatibilità dell'assetto della disciplina risultante dalla riforma con i principi fondamentali, in particolare con quelli di offensività e determinatezza, sanciti dalla Costituzione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/328272
URN:NBN:IT:BNCF-328272