La ricerca intende indagare le potenzialità di applicazione di quei materiali biocompositi, oggetto di studio di altre discipline, quali l'ingegneria dei materiali, in campo edilizio. Materiali da fonti rinnovabili e/o con processo di smaltimento biodegradabile che possano sostituire l'utilizzo dei polimeri sintetico-artificiali, o di altri materiali, tossici per l'uomo e/o inquinanti per l'ambiente. Obiettivo primario di questo studio ਠquello di ottenere prodotti per l'edilizia con un processo di produzione de materializzato, cioਠche riduca al minimo l'apporto di materia ed energia durante le fasi di produzione, che siano biocompatibili in tutte le fasi di vita e che prevedano un processo di dismissione a ciclo chiuso al fine di limitare gli impatti sull'ecosistema. A seguito di un inquadramento dell'ambito culturale di riferimento il lavoro di ricerca ਠstato articolato in tre fasi. Nella prima fase, analitico-conoscitiva, ਠstato approfondito lo studio dei materiali biocompositi a matrice polimerica con fase dispersa fibrosa e delle possibili fasi (o materiali) componenti al fine di individuarne i parametri prestazionali per l'applicabilità in architettura. A questo scopo sono state esaminate ed analizzate le applicazioni attuali in campo edilizio e nel mondo del design e le numerose ricerche in atto in vari paesi del mondo. Inoltre, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria della Federico II, ਠstato possibile prendere parte al processo di produzione di un campione di biocomposito sperimentato dal gruppo di ricerca composto da E.Gallo, B.Schartel, D.Acierno, F.Cimino, P.Russo. I risultati della loro ricerca sono stati il punto di partenza della proposta progettuale. La seconda fase attraverso lo studio delle partizioni interne verticali, delle tipologie attualmente utilizzate in architettura e dell'approfondimento dei sistemi intelaiati e degli elementi di completamento presenti sul mercato mira ad identificare i requisiti tecnologici per l'individuazione di una proposta per l'applicazione del materiale biocomposito. Tra questi sono stati evidenziati i requisiti ambientali prioritari che qualsiasi prodotto per essere considerato ecosostenibile deve garantire. La terza fase mette a sistema le prime due delineando la proposta progettuale di una partizione interna verticale assemblata a secco, smontabile, le cui componenti siano reimpiegabili e realizzate con materiali ecosostenibili. Il materiale biocomposito studiato date le sue caratteristiche e soprattutto offrendo il vantaggio di essere realizzato mediante processi di produzione analoghi a quelli delle plastiche garantisce notevoli potenzialità estetiche come semilavorato di rivestimento. Inoltre essendo un materiale biodegradabile si pone come concorrente ideale rispetto a tradizionali prodotti di mercato nella strategia di ecosostenilità .
I materiali biocompositi in architettura. Ipotesi di partizione interna verticale
2013
Abstract
La ricerca intende indagare le potenzialità di applicazione di quei materiali biocompositi, oggetto di studio di altre discipline, quali l'ingegneria dei materiali, in campo edilizio. Materiali da fonti rinnovabili e/o con processo di smaltimento biodegradabile che possano sostituire l'utilizzo dei polimeri sintetico-artificiali, o di altri materiali, tossici per l'uomo e/o inquinanti per l'ambiente. Obiettivo primario di questo studio ਠquello di ottenere prodotti per l'edilizia con un processo di produzione de materializzato, cioਠche riduca al minimo l'apporto di materia ed energia durante le fasi di produzione, che siano biocompatibili in tutte le fasi di vita e che prevedano un processo di dismissione a ciclo chiuso al fine di limitare gli impatti sull'ecosistema. A seguito di un inquadramento dell'ambito culturale di riferimento il lavoro di ricerca ਠstato articolato in tre fasi. Nella prima fase, analitico-conoscitiva, ਠstato approfondito lo studio dei materiali biocompositi a matrice polimerica con fase dispersa fibrosa e delle possibili fasi (o materiali) componenti al fine di individuarne i parametri prestazionali per l'applicabilità in architettura. A questo scopo sono state esaminate ed analizzate le applicazioni attuali in campo edilizio e nel mondo del design e le numerose ricerche in atto in vari paesi del mondo. Inoltre, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria della Federico II, ਠstato possibile prendere parte al processo di produzione di un campione di biocomposito sperimentato dal gruppo di ricerca composto da E.Gallo, B.Schartel, D.Acierno, F.Cimino, P.Russo. I risultati della loro ricerca sono stati il punto di partenza della proposta progettuale. La seconda fase attraverso lo studio delle partizioni interne verticali, delle tipologie attualmente utilizzate in architettura e dell'approfondimento dei sistemi intelaiati e degli elementi di completamento presenti sul mercato mira ad identificare i requisiti tecnologici per l'individuazione di una proposta per l'applicazione del materiale biocomposito. Tra questi sono stati evidenziati i requisiti ambientali prioritari che qualsiasi prodotto per essere considerato ecosostenibile deve garantire. La terza fase mette a sistema le prime due delineando la proposta progettuale di una partizione interna verticale assemblata a secco, smontabile, le cui componenti siano reimpiegabili e realizzate con materiali ecosostenibili. Il materiale biocomposito studiato date le sue caratteristiche e soprattutto offrendo il vantaggio di essere realizzato mediante processi di produzione analoghi a quelli delle plastiche garantisce notevoli potenzialità estetiche come semilavorato di rivestimento. Inoltre essendo un materiale biodegradabile si pone come concorrente ideale rispetto a tradizionali prodotti di mercato nella strategia di ecosostenilità .| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/328343
URN:NBN:IT:BNCF-328343