Il presente lavoro di ricerca considera il pensiero degli insegnanti circa l'uso dei sussidi didattici (artefatti) nella scuola primaria, cercando di evidenziare le loro preferenze personali, focalizzando l'attenzione sulle classi prima e seconda, sulla scorta della recente letteratura in merito a tale questione. Il lavoro ਠstato suddiviso in tre parti principali. La prima parte ਠdedicata all'esplicitazione dei presupposti teorici che reggono la ricerca e alla costruzione del quadro teorico. Dopo una preliminare analisi della letteratura pi๠recente, viene mostrato al lettore il gap esistente ad una ricerca sulle convinzioni degli insegnanti circa l'utilizzo degli artefatti didattici per insegnare la matematica, evidenziando che le principali ricerche sull'uso dei sussidi didattici hanno ad oggetto l'apprendimento dello studente. La seconda parte presenta un breve excursus storico sui materiali ideati dall'uomo per agevolare le operazioni di numerazione e conteggio. Vengono ripercorse le principali tappe che la storia ci ha consegnato rispetto alla progettazione di materiali concreti per contare e far di conto. La terza parte consiste nella descrizione della metodologia di ricerca e delle varie fasi di lavoro. l riferimenti teorici principali di questo lavoro possono essere cosଠbrevemente riepilogati: †¢ gli studi di Brousseau (in didattica della matematica) i quali hanno condotto i ricercatori internazionali a spostare l'oggetto della ricerca in didattica della matematica: si ਠpassati dallo studio dell'insegnamento come Ars docendi (anni '60-'80) all'epistemologia dell'apprendimento (anni '80-2000), e pi๠recentemente all'epistemologia dell'insegnante (anni 2000-…); †¢ lo studio del problema speciale relativo all'insegnamento elementare della matematica che in questi ultimi anni si ਠconcentrato nella prospettiva di analisi dell' †œepistemologia dell'insegnante†� (D'Amore, 2009) secondo le ricerche del gruppo N.R.D. di Bologna. †¢ la nozione di mediazione semiotica del Gruppo di Ricerca di Modena-Reggio Emilia che segue l'approccio vygostkijano alle problematiche connesse all'uso dei segni in classe come strumenti di mediazione didattica. Dopo aver preso in considerazione gli strumenti pi๠utilizzati nelle scuole per insegnare matematica, cioਠl'abaco, i regoli, la pascalina, il contafacile, i B.A.M., la linea del 20, il presente contributo sperimentale ha avuto come obiettivo quello di indagare, tramite una indagine di tipo esplorativo, le preferenze degli insegnanti circa il loro utilizzo. Il disegno della ricerca ਠdi tipo osservativo-correlazionale poichà© si propone di mettere in luce eventuali co-occorrenze tra variabili d'interesse senza ipotizzare la direzione di una eventuale relazione causa-effetto fra tali variabili. A tal ragione ਠstato elaborato un questionario con 27 domande (item) che ਠstato somministrato a 204 insegnanti di 10 Istituti Comprensivi e 4 Circoli Didattici delle province di Macerata, Ascoli Piceno e Ancona della Regione Marche. L'analisi dei dati ha fatto emergere significative differenze tra l'uso degli strumenti secondo la comunità scientifica e l'uso degli strumenti secondo il pensiero degli insegnanti, evidenziando la necessità di ripensare i corsi di formazione per i docenti che dovrebbero essere pi๠incentrati e sull'analisi dei mediatori didattici e sulle loro potenzialità e sul sapere matematico in essi condensato, soprattutto focalizzando l'attenzione su quale sia stato il percorso storico che ha condotto l'uomo a ideare e progettare i diversi strumenti di calcolo al fine di rendere pi๠fruibile all'alunno un sapere spesso astratto quale ਠquello matematico.
L'uso dei sussidi didattici per insegnare matematica nella scuola primaria.
2013
Abstract
Il presente lavoro di ricerca considera il pensiero degli insegnanti circa l'uso dei sussidi didattici (artefatti) nella scuola primaria, cercando di evidenziare le loro preferenze personali, focalizzando l'attenzione sulle classi prima e seconda, sulla scorta della recente letteratura in merito a tale questione. Il lavoro ਠstato suddiviso in tre parti principali. La prima parte ਠdedicata all'esplicitazione dei presupposti teorici che reggono la ricerca e alla costruzione del quadro teorico. Dopo una preliminare analisi della letteratura pi๠recente, viene mostrato al lettore il gap esistente ad una ricerca sulle convinzioni degli insegnanti circa l'utilizzo degli artefatti didattici per insegnare la matematica, evidenziando che le principali ricerche sull'uso dei sussidi didattici hanno ad oggetto l'apprendimento dello studente. La seconda parte presenta un breve excursus storico sui materiali ideati dall'uomo per agevolare le operazioni di numerazione e conteggio. Vengono ripercorse le principali tappe che la storia ci ha consegnato rispetto alla progettazione di materiali concreti per contare e far di conto. La terza parte consiste nella descrizione della metodologia di ricerca e delle varie fasi di lavoro. l riferimenti teorici principali di questo lavoro possono essere cosଠbrevemente riepilogati: †¢ gli studi di Brousseau (in didattica della matematica) i quali hanno condotto i ricercatori internazionali a spostare l'oggetto della ricerca in didattica della matematica: si ਠpassati dallo studio dell'insegnamento come Ars docendi (anni '60-'80) all'epistemologia dell'apprendimento (anni '80-2000), e pi๠recentemente all'epistemologia dell'insegnante (anni 2000-…); †¢ lo studio del problema speciale relativo all'insegnamento elementare della matematica che in questi ultimi anni si ਠconcentrato nella prospettiva di analisi dell' †œepistemologia dell'insegnante†� (D'Amore, 2009) secondo le ricerche del gruppo N.R.D. di Bologna. †¢ la nozione di mediazione semiotica del Gruppo di Ricerca di Modena-Reggio Emilia che segue l'approccio vygostkijano alle problematiche connesse all'uso dei segni in classe come strumenti di mediazione didattica. Dopo aver preso in considerazione gli strumenti pi๠utilizzati nelle scuole per insegnare matematica, cioਠl'abaco, i regoli, la pascalina, il contafacile, i B.A.M., la linea del 20, il presente contributo sperimentale ha avuto come obiettivo quello di indagare, tramite una indagine di tipo esplorativo, le preferenze degli insegnanti circa il loro utilizzo. Il disegno della ricerca ਠdi tipo osservativo-correlazionale poichà© si propone di mettere in luce eventuali co-occorrenze tra variabili d'interesse senza ipotizzare la direzione di una eventuale relazione causa-effetto fra tali variabili. A tal ragione ਠstato elaborato un questionario con 27 domande (item) che ਠstato somministrato a 204 insegnanti di 10 Istituti Comprensivi e 4 Circoli Didattici delle province di Macerata, Ascoli Piceno e Ancona della Regione Marche. L'analisi dei dati ha fatto emergere significative differenze tra l'uso degli strumenti secondo la comunità scientifica e l'uso degli strumenti secondo il pensiero degli insegnanti, evidenziando la necessità di ripensare i corsi di formazione per i docenti che dovrebbero essere pi๠incentrati e sull'analisi dei mediatori didattici e sulle loro potenzialità e sul sapere matematico in essi condensato, soprattutto focalizzando l'attenzione su quale sia stato il percorso storico che ha condotto l'uomo a ideare e progettare i diversi strumenti di calcolo al fine di rendere pi๠fruibile all'alunno un sapere spesso astratto quale ਠquello matematico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/328964
URN:NBN:IT:BNCF-328964