Questo artista, proponendo come opere dࢠarte documenti catastali, fotografie e mappe di un territorio, rende esplicita la relazione che intercorre tra i diversi livelli di pianificazione e percezione del reale. Tali esperienze sullo scarto sottolineano come il tempo si fa materia di progetto nonchàƒ© strumento vero e proprio sia nella costruzione del paesaggio sia nella determinazione del ciclo vitale di un oggetto. Il ruolo del tempo nel progetto di paesaggio segna una distinzione netta con il progetto architettonico: se il primo tende ad un istante preciso di realizzazione dellࢠopera, il secondo si attua con un percorso nel quale insistono fattori che possono definire lࢠesatto tracciato processuale. Ed àƒ¨ in questo contesto che lࢠopera esaspera la mutazione dei grandi fatti urbani in spazi dellࢠabbandono, dove riprende campo un mondo primitivo fatto di spazzatura e pratiche arcaiche, minute. Viene, quindi, naturale pensare che àƒ¨ giunto il momento di apprendere dallo scarto, dalla sua storia (che àƒ¨ la nostra), dalla sua contraddizione, dal suo male, ma anche dalla sua risorsa. Come riportare la sua ingombrante presenza allࢠinterno del progetto di architettura, di paesaggio, di cittàƒÂ , di territorio? Come trasformare la sua organizzazione in una rete integrata e strutturante il sistema insediativo? Cosa impedisce di trasformare le loro infrastrutture di raccolta, distribuzione e smaltimento in opere di qualitàƒÂ ? Come reintegrare nella cittàƒÂ e nel paesaggio i manufatti, le infrastrutture, le aree un tempo produttive e ora abbandonate e inquinate? Eࢠpossibile attraverso una linea di ricerca che muovendo dalla nozione di scarto e da uno scenario sempre piàƒ¹ degradato e sommerso dai rifiuti, la promozione di strategie per riportare nel piano e nel progetto la plu
Recycle: nuove tematiche per l'architettura del paesaggio
2017
Abstract
Questo artista, proponendo come opere dࢠarte documenti catastali, fotografie e mappe di un territorio, rende esplicita la relazione che intercorre tra i diversi livelli di pianificazione e percezione del reale. Tali esperienze sullo scarto sottolineano come il tempo si fa materia di progetto nonchàƒ© strumento vero e proprio sia nella costruzione del paesaggio sia nella determinazione del ciclo vitale di un oggetto. Il ruolo del tempo nel progetto di paesaggio segna una distinzione netta con il progetto architettonico: se il primo tende ad un istante preciso di realizzazione dellࢠopera, il secondo si attua con un percorso nel quale insistono fattori che possono definire lࢠesatto tracciato processuale. Ed àƒ¨ in questo contesto che lࢠopera esaspera la mutazione dei grandi fatti urbani in spazi dellࢠabbandono, dove riprende campo un mondo primitivo fatto di spazzatura e pratiche arcaiche, minute. Viene, quindi, naturale pensare che àƒ¨ giunto il momento di apprendere dallo scarto, dalla sua storia (che àƒ¨ la nostra), dalla sua contraddizione, dal suo male, ma anche dalla sua risorsa. Come riportare la sua ingombrante presenza allࢠinterno del progetto di architettura, di paesaggio, di cittàƒÂ , di territorio? Come trasformare la sua organizzazione in una rete integrata e strutturante il sistema insediativo? Cosa impedisce di trasformare le loro infrastrutture di raccolta, distribuzione e smaltimento in opere di qualitàƒÂ ? Come reintegrare nella cittàƒÂ e nel paesaggio i manufatti, le infrastrutture, le aree un tempo produttive e ora abbandonate e inquinate? Eࢠpossibile attraverso una linea di ricerca che muovendo dalla nozione di scarto e da uno scenario sempre piàƒ¹ degradato e sommerso dai rifiuti, la promozione di strategie per riportare nel piano e nel progetto la plu| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/329814
URN:NBN:IT:BNCF-329814