Amalfi nei secoli XII-XIII Abstract La tesi consiste nella continuazione del lavoro fatto agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso da Ulrich Schwarz, il quale ha ricostruito gli archivi degli enti ecclesiastici e dei monasteri amalfitani limitatamente alla documentazione dei secoli IX-XI, sulla base della quale ha ripercorso le vicende del ducato dalle origini fino al 1100, quando ormai esso era già da tempo inserito nel Ducato di Puglia e Calabria fondato da Roberto il Guiscardo. La trattazione ਠora concentrata sui due secoli seguenti, che videro l'affermazione definitiva della presenza normanna nel Ducato di Amalfi, l'inserimento dello stesso nel Regno di Sicilia creato nel 1130 da Ruggero II e quindi il passaggio, prima, alla dinastia sveva e poi a quella angioina fino alla morte di Carlo II d'Angiಠnel 1309: due secoli di fondamentale importanza per la storia del Mezzogiorno e di Amalfi sia dal punto di vista dell'assetto politico-amministrativo centrale e periferico sia per quanto riguarda i nuovi equilibri che si vennero formando all'interno del ducato (come entità territoriale e non pi๠politica) in seguito alla perdita del preminente ruolo politico da parte di Amalfi e all'affermazione di Ravello e Scala, che insieme a Lettere e a Capri erano diocesi suffraganee della sede arcivescovile amalfitana. Il punto di partenza ਠstato una ricognizione sistematica delle fonti disponibili, in maggioranza edite ma nelle sedi pi๠disparate, di cui ਠstato fatto un repertorio sistematico sulla base dei regesti, suddivisi per archivi di provenienza: Archivio di Santa Maria di Fontanella (1100-1269), con documentazione proveniente dagli archivi dei monasteri dei SS. Cirico e Giulitta di Atrani, S. Tommaso Apostolo, S. Angelo de Mare; Archivio di Santa Maria Dominarum (1270-1308); Archivio di S. Lorenzo del Piano (1100-1308); Archivio vescovile di Ravello (1101-1308); Archivio arcivescovile di Amalfi (1103-1308). La tesi ਠcorredata da una Appendice documentaria con 11 documenti inediti del secolo XII, rinvenuti nell'Archivio della Badia di Cava de' Tirreni: documenti che costituiscono un incremento non irrilevante della documentazione amalfitana originale, dopo che nel 1943 ਠandata distrutta tutta quella dei monasteri soppressi agli inizi dell'Ottocento, conservata nell'Archivio di Stato di Napoli. Sia essi sia i regesti dei documenti editi saranno messi a disposizione degli studiosi online sul portale internazionale Monasterium.Net, gestito da ICARus (International Center for Archival Research), un vasto consorzio di molteplici archivi e università europee, coordinato da Manfred Thaller dell'Università di Colonia, il fondatore delle Digital Humanities in Europa e il primo ad aver effettuato riflessioni sui documenti storici digitalizzati.
Amalfi nei secoli XII- XIII
2014
Abstract
Amalfi nei secoli XII-XIII Abstract La tesi consiste nella continuazione del lavoro fatto agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso da Ulrich Schwarz, il quale ha ricostruito gli archivi degli enti ecclesiastici e dei monasteri amalfitani limitatamente alla documentazione dei secoli IX-XI, sulla base della quale ha ripercorso le vicende del ducato dalle origini fino al 1100, quando ormai esso era già da tempo inserito nel Ducato di Puglia e Calabria fondato da Roberto il Guiscardo. La trattazione ਠora concentrata sui due secoli seguenti, che videro l'affermazione definitiva della presenza normanna nel Ducato di Amalfi, l'inserimento dello stesso nel Regno di Sicilia creato nel 1130 da Ruggero II e quindi il passaggio, prima, alla dinastia sveva e poi a quella angioina fino alla morte di Carlo II d'Angiಠnel 1309: due secoli di fondamentale importanza per la storia del Mezzogiorno e di Amalfi sia dal punto di vista dell'assetto politico-amministrativo centrale e periferico sia per quanto riguarda i nuovi equilibri che si vennero formando all'interno del ducato (come entità territoriale e non pi๠politica) in seguito alla perdita del preminente ruolo politico da parte di Amalfi e all'affermazione di Ravello e Scala, che insieme a Lettere e a Capri erano diocesi suffraganee della sede arcivescovile amalfitana. Il punto di partenza ਠstato una ricognizione sistematica delle fonti disponibili, in maggioranza edite ma nelle sedi pi๠disparate, di cui ਠstato fatto un repertorio sistematico sulla base dei regesti, suddivisi per archivi di provenienza: Archivio di Santa Maria di Fontanella (1100-1269), con documentazione proveniente dagli archivi dei monasteri dei SS. Cirico e Giulitta di Atrani, S. Tommaso Apostolo, S. Angelo de Mare; Archivio di Santa Maria Dominarum (1270-1308); Archivio di S. Lorenzo del Piano (1100-1308); Archivio vescovile di Ravello (1101-1308); Archivio arcivescovile di Amalfi (1103-1308). La tesi ਠcorredata da una Appendice documentaria con 11 documenti inediti del secolo XII, rinvenuti nell'Archivio della Badia di Cava de' Tirreni: documenti che costituiscono un incremento non irrilevante della documentazione amalfitana originale, dopo che nel 1943 ਠandata distrutta tutta quella dei monasteri soppressi agli inizi dell'Ottocento, conservata nell'Archivio di Stato di Napoli. Sia essi sia i regesti dei documenti editi saranno messi a disposizione degli studiosi online sul portale internazionale Monasterium.Net, gestito da ICARus (International Center for Archival Research), un vasto consorzio di molteplici archivi e università europee, coordinato da Manfred Thaller dell'Università di Colonia, il fondatore delle Digital Humanities in Europa e il primo ad aver effettuato riflessioni sui documenti storici digitalizzati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/330462
URN:NBN:IT:BNCF-330462