Il percorso di indagine mira a collocarsi sulla lunghezza d'onda di quelle che vengono chiamate “pratiche filosofiche”, consistenti in modalità di declinazione del filosofare che intendono farsi carico delle richieste di senso che circolano diffusamente nell'attuale orizzonte sociale; pi๠esattamente, esse provano a fornire possibili risposte a tali richieste: risposte che non esauriscano le domande ma che le rendano perlomeno sostenibili. Nella tesi questo stile filosofico si concretizza in una lettura critica dell'oggi coniugata con uno sforzo teoretico mirante ad indicare buone pratiche di vita nel presente, ovvero modi di essere che possano rivelarsi capaci di far fiorire l'esistenza anche in un frangente storico che, sotto diversi profili, risulta “disumano”. In tale prospettiva, vengono indagate le condizioni esistenziali, oggi, di una felicità possibile; questa indagine ha la natura di un'analisi di carattere etico-antropologico rivolta a tre nuclei fondamentali dell'esperienza umana †" la sofferenza, il desiderio e la temporalità . Nel primo capitolo si articolata l'ipotesi secondo cui la sofferenza †" in particolare la tipologia di disagio depressivo attualmente in rapida espansione †" non ਠnecessariamente antitetica alla possibilità di conoscere la felicità , ma anzi la stringe ad essa un intimo legame, una comunicazione sotterranea che il testo prova a decifrare. Nel secondo capitolo viene tentata una lettura originale del desiderio, che il pensiero filosofico tradizionalmente considera come generantesi a partire dalla presunta mancanza ontologica dell'umano. Al contrario, vi si individua il positivo slancio vitale che sostiene l'agire, in tutte le sue forme, e che spetta al soggetto saper “misurare”, ossia legare saldamente agli scopi-valori in cui la sua umanità puಠcompiersi. Nell'ultimo capitolo l'attenzione ਠrivolta alla modulazione temporale che pertiene alla costruzione della felicità . In special modo, ci si sofferma ad indagare due “ritmi” propri di tale processo: l'avvicendamento delle stagioni dell'esistenza, durante le quali matura la struttura identitaria della persona, e il corso dei giorni.
Cura del finito e felicità possibile. Un percorso attraverso sofferenza, desiderio e temporalità .
2013
Abstract
Il percorso di indagine mira a collocarsi sulla lunghezza d'onda di quelle che vengono chiamate “pratiche filosofiche”, consistenti in modalità di declinazione del filosofare che intendono farsi carico delle richieste di senso che circolano diffusamente nell'attuale orizzonte sociale; pi๠esattamente, esse provano a fornire possibili risposte a tali richieste: risposte che non esauriscano le domande ma che le rendano perlomeno sostenibili. Nella tesi questo stile filosofico si concretizza in una lettura critica dell'oggi coniugata con uno sforzo teoretico mirante ad indicare buone pratiche di vita nel presente, ovvero modi di essere che possano rivelarsi capaci di far fiorire l'esistenza anche in un frangente storico che, sotto diversi profili, risulta “disumano”. In tale prospettiva, vengono indagate le condizioni esistenziali, oggi, di una felicità possibile; questa indagine ha la natura di un'analisi di carattere etico-antropologico rivolta a tre nuclei fondamentali dell'esperienza umana †" la sofferenza, il desiderio e la temporalità . Nel primo capitolo si articolata l'ipotesi secondo cui la sofferenza †" in particolare la tipologia di disagio depressivo attualmente in rapida espansione †" non ਠnecessariamente antitetica alla possibilità di conoscere la felicità , ma anzi la stringe ad essa un intimo legame, una comunicazione sotterranea che il testo prova a decifrare. Nel secondo capitolo viene tentata una lettura originale del desiderio, che il pensiero filosofico tradizionalmente considera come generantesi a partire dalla presunta mancanza ontologica dell'umano. Al contrario, vi si individua il positivo slancio vitale che sostiene l'agire, in tutte le sue forme, e che spetta al soggetto saper “misurare”, ossia legare saldamente agli scopi-valori in cui la sua umanità puಠcompiersi. Nell'ultimo capitolo l'attenzione ਠrivolta alla modulazione temporale che pertiene alla costruzione della felicità . In special modo, ci si sofferma ad indagare due “ritmi” propri di tale processo: l'avvicendamento delle stagioni dell'esistenza, durante le quali matura la struttura identitaria della persona, e il corso dei giorni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/330536
URN:NBN:IT:BNCF-330536