Lo sviluppo di un valido sistema di valutazione del benessere a livello aziendale potrebbe essere utilizzato per la certificazione delle aziende zootecniche con possibili ricadute commerciali sulla filiera produttiva. Inoltre, esso potrebbe essere utilizzato per la comparazione e la valutazione di situazioni gestionali diverse, oltre che come sistema consultivo per l'allevatore. Pertanto lo scopo della presente ricerca ਠquello di mettere a punto un metodo che permetta la valutazione del benessere della bufala da latte a livello aziendale, preferibilmente basato su variabili rilevate direttamente sugli animali. Inoltre ਠstata valutata la riproducibilità , intesa come inter-observer reliability, delle variabili considerate. La sperimentazione ਠstata condotta presso 42 allevamenti che, pur con diverse caratteristiche strutturali e gestionali, possono essere considerati un esempio dei principali sistemi di allevamento adottati per i bufali. Nella scelta delle aziende, si ਠcercato di diversificare la localizzazione territoriale, in modo da mettere in evidenza le differenze legate al territorio e pertanto, sono state prese in considerazione alcuni allevamenti delle province di Caserta, Salerno,Roma, Frosinone, Latina, Campobasso. I rilievi sono stati effettuati da 2 osservatori, i quali sono stati istruiti sullo schema “Welfare Quality®” e sulle procedure da seguire. Per la messa a punto del sistema di monitoraggio del benessere per la specie bufalina fondamentalmente si ਠfatto riferimento a quanto utilizzato per i bovini da latte, apportando opportune modifiche in relazione alle peculiari esigenze della bufala. Le modifiche sono state definite in collaborazione con professori universitari, veterinari e rappresentanti dell'Associazione degli allevatori. Per esempio, per la valutazione dello stato di ingrassamento (Body Condition Score) ਠstato applicato il metodo messo a punto per i bovini da carne o a duplice attitudine, ai quali la bufala ਠpi๠assimilabile, sia per l'aspetto morfologico che per l'attività  metabolica; per il grado di pulizia ਠstato adottato il sistema utilizzato per i bovini da latte, tenendo conto perಠdel tipo di imbrattamento del corpo: com'ਠnoto, bagnandosi e rotolandosi nel fango, fanno fronte alle esigenze di termoregolazione, per cui zone del corpo imbrattate di fango vanno valutate in senso positivo, mentre uno strato di materiale fecale e altra sporcizia ਠindice di bassa frequenza di rinnovo della lettiera che potrebbe essere associata anche a un'elevata densità  di allevamento; l'adozione di sistemi in grado di favorire la termoregolazione (pozze, vasche, docce, ecc.) ਠstata riportata nell'elenco degli elementi strutturali; per la valutazione delle alterazioni del tegumento ਠstato adottato il metodo utilizzato per i bovini, ma ਠstata prevista anche la registrazione dell'eventuale presenza di ascessi iatrogeni sulla coscia dovuti alle iniezioni di ossitocina per stimolare l'eiezione del latte; nel corso dell'esame clinico sono stati registrati anche i casi di prolasso vaginale e di prolasso uterino, tecnopatie molto frequenti nella bufala e non nella bovina; inoltre, ਠstata rilevata l'applicazione di anelli anti-succhio, come il succhiare il latte dalla mammella di conspecifici. Infine, per motivi di sicurezza, la presenza del toro nella mandria ha indotto ad utilizzare la distanza di fuga alla mangiatoia per la valutazione del rapporto uomo-animale. La riproducibilità  à¨ risultata altamente significativa per tutte le variabili osservate. E' interessante notare che per le variabili legate allo stato di salute degli animali, come il BCS, il grado di pulizia, le zone alopeciche, le lesioni e i gonfiori, il valore di concordanza ਠstato pi๠elevato.Pertanto, tali variabili sono risultate altamente indicative e potenzialmente utilizzabili nell'ambito di uno schema di monitoraggio del benessere della bufala in lattazione. Per quanto riguarda la pulizia degli animali, le tre zone anatomiche considerate (arti, fianchi e mammelle) sono risultate altamente correlate tra loro. Tale constatazione suggerirebbe di registrare una sola di queste variabili al fine di snellire la procedura di valutazione. In particolare, sembra pi๠appropriato prendere in considerazione la pulizia della mammella, in quanto in grado di innalzare il rischio di infezioni mammarie (mastiti). Nessuna azienda ਠrisultata avere un rango inferiore a 13 o superiore a 30, per cui si desume che non c'ਠstata una valutazione completamente positiva o negativa in termini di benessere animale. Le visite aziendali hanno evidenziato che il tempo necessario per completare tutti i rilievi (strutturali, relativi al management e agli animali) si aggira intorno alle 6 ore. In effetti tale tempo non ਠda considerare eccessiva se si tiene conto dell'elevato numero di variabili da osservare e delle numerose misurazioni da effettuare. Pertanto, per rendere pi๠agevole il monitoraggio del benessere ਠauspicabile una riduzione delle variabili da misurare in modo da mettere a punto uno schema finale che fornisca un soddisfacente equilibrio tra capacità  di evidenziare differenze e complessità  per un impiego su larga scala.

SVILUPPO DI UNO SCHEMA DI VALUTAZIONE DEL BENESSERE A LIVELLO AZIENDALE NELLA SPECIE BUFALINA

2008

Abstract

Lo sviluppo di un valido sistema di valutazione del benessere a livello aziendale potrebbe essere utilizzato per la certificazione delle aziende zootecniche con possibili ricadute commerciali sulla filiera produttiva. Inoltre, esso potrebbe essere utilizzato per la comparazione e la valutazione di situazioni gestionali diverse, oltre che come sistema consultivo per l'allevatore. Pertanto lo scopo della presente ricerca ਠquello di mettere a punto un metodo che permetta la valutazione del benessere della bufala da latte a livello aziendale, preferibilmente basato su variabili rilevate direttamente sugli animali. Inoltre ਠstata valutata la riproducibilità , intesa come inter-observer reliability, delle variabili considerate. La sperimentazione ਠstata condotta presso 42 allevamenti che, pur con diverse caratteristiche strutturali e gestionali, possono essere considerati un esempio dei principali sistemi di allevamento adottati per i bufali. Nella scelta delle aziende, si ਠcercato di diversificare la localizzazione territoriale, in modo da mettere in evidenza le differenze legate al territorio e pertanto, sono state prese in considerazione alcuni allevamenti delle province di Caserta, Salerno,Roma, Frosinone, Latina, Campobasso. I rilievi sono stati effettuati da 2 osservatori, i quali sono stati istruiti sullo schema “Welfare Quality®” e sulle procedure da seguire. Per la messa a punto del sistema di monitoraggio del benessere per la specie bufalina fondamentalmente si ਠfatto riferimento a quanto utilizzato per i bovini da latte, apportando opportune modifiche in relazione alle peculiari esigenze della bufala. Le modifiche sono state definite in collaborazione con professori universitari, veterinari e rappresentanti dell'Associazione degli allevatori. Per esempio, per la valutazione dello stato di ingrassamento (Body Condition Score) ਠstato applicato il metodo messo a punto per i bovini da carne o a duplice attitudine, ai quali la bufala ਠpi๠assimilabile, sia per l'aspetto morfologico che per l'attività  metabolica; per il grado di pulizia ਠstato adottato il sistema utilizzato per i bovini da latte, tenendo conto perಠdel tipo di imbrattamento del corpo: com'ਠnoto, bagnandosi e rotolandosi nel fango, fanno fronte alle esigenze di termoregolazione, per cui zone del corpo imbrattate di fango vanno valutate in senso positivo, mentre uno strato di materiale fecale e altra sporcizia ਠindice di bassa frequenza di rinnovo della lettiera che potrebbe essere associata anche a un'elevata densità  di allevamento; l'adozione di sistemi in grado di favorire la termoregolazione (pozze, vasche, docce, ecc.) ਠstata riportata nell'elenco degli elementi strutturali; per la valutazione delle alterazioni del tegumento ਠstato adottato il metodo utilizzato per i bovini, ma ਠstata prevista anche la registrazione dell'eventuale presenza di ascessi iatrogeni sulla coscia dovuti alle iniezioni di ossitocina per stimolare l'eiezione del latte; nel corso dell'esame clinico sono stati registrati anche i casi di prolasso vaginale e di prolasso uterino, tecnopatie molto frequenti nella bufala e non nella bovina; inoltre, ਠstata rilevata l'applicazione di anelli anti-succhio, come il succhiare il latte dalla mammella di conspecifici. Infine, per motivi di sicurezza, la presenza del toro nella mandria ha indotto ad utilizzare la distanza di fuga alla mangiatoia per la valutazione del rapporto uomo-animale. La riproducibilità  à¨ risultata altamente significativa per tutte le variabili osservate. E' interessante notare che per le variabili legate allo stato di salute degli animali, come il BCS, il grado di pulizia, le zone alopeciche, le lesioni e i gonfiori, il valore di concordanza ਠstato pi๠elevato.Pertanto, tali variabili sono risultate altamente indicative e potenzialmente utilizzabili nell'ambito di uno schema di monitoraggio del benessere della bufala in lattazione. Per quanto riguarda la pulizia degli animali, le tre zone anatomiche considerate (arti, fianchi e mammelle) sono risultate altamente correlate tra loro. Tale constatazione suggerirebbe di registrare una sola di queste variabili al fine di snellire la procedura di valutazione. In particolare, sembra pi๠appropriato prendere in considerazione la pulizia della mammella, in quanto in grado di innalzare il rischio di infezioni mammarie (mastiti). Nessuna azienda ਠrisultata avere un rango inferiore a 13 o superiore a 30, per cui si desume che non c'ਠstata una valutazione completamente positiva o negativa in termini di benessere animale. Le visite aziendali hanno evidenziato che il tempo necessario per completare tutti i rilievi (strutturali, relativi al management e agli animali) si aggira intorno alle 6 ore. In effetti tale tempo non ਠda considerare eccessiva se si tiene conto dell'elevato numero di variabili da osservare e delle numerose misurazioni da effettuare. Pertanto, per rendere pi๠agevole il monitoraggio del benessere ਠauspicabile una riduzione delle variabili da misurare in modo da mettere a punto uno schema finale che fornisca un soddisfacente equilibrio tra capacità  di evidenziare differenze e complessità  per un impiego su larga scala.
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