La tesi si inscrive nell'ambito degli studi sulle modificazioni degli edifici esistenti. In particolare sceglie di approfondire il tema delle addizioni al costruito e delle ricadute che questo tipo di azione costruttiva puಠavere sull'equilibrio tecnologico ed energetico dell'edificio originario. Il campo al quale si estende la ricerca riguarda l'edilizia diffusa sulla quale non gravano vincoli di salvaguardia. Si tratta di edilizia “minore” che pur tuttavia costituisce il volto delle odierne città . In tal caso, il progetto sull'esistente non punta alla conservazione di precisi valori architettonici da salvaguardare, ma si richiama al filone di studi sulle possibilità  e modalità  di trasformazione del costruito per adeguarli alle mutate esigenze degli utenti e alle modificazioni del contesto. La tesi approfondisce, quindi, i modi in cui l'architettura si trasforma, nel corso della sua vita, partendo dalle potenzialità  contenute nell'edificio originario e sollecitata da deficit prestazionali, funzionali, formali, energetici e da quant'altro sia capace di esigere, da un edificio, un cambiamento che superi i confini di un'ordinaria manutenzione. Una storia che nasce nell'ambito del Moderno ma che trova oggi un grande impulso nell'attuale pratica del retrofit energetico, inteso come importante sotto-insieme del pi๠generale retrofit tecnologico, sempre pi๠diffusa in Italia e ancor pi๠in Europa. àˆ proprio dall'incontro tra il concetto di addizione al costruito e quello di retrofit tecnologico che la tesi offre il suo contributo originale. Si propone infatti una complessa tassonomia degli interventi di addizione al costruito utile da un lato per classificare gli interventi e dall'altro per individuare le eventuali ricadute sul miglioramento energetico e tecnologico dell'edificio. Questa tassonomia ਠstata testata classificando una certa quantità  di interventi di retrofit tecnologico, che includessero i vari tipi di addizioni, effettuati in Italia e in Europa, e si ਠrivelata capace di gestire la complessità  degli interventi analizzati.

Le addizioni al costruito nelle strategie di retrofit

2011

Abstract

La tesi si inscrive nell'ambito degli studi sulle modificazioni degli edifici esistenti. In particolare sceglie di approfondire il tema delle addizioni al costruito e delle ricadute che questo tipo di azione costruttiva puಠavere sull'equilibrio tecnologico ed energetico dell'edificio originario. Il campo al quale si estende la ricerca riguarda l'edilizia diffusa sulla quale non gravano vincoli di salvaguardia. Si tratta di edilizia “minore” che pur tuttavia costituisce il volto delle odierne città . In tal caso, il progetto sull'esistente non punta alla conservazione di precisi valori architettonici da salvaguardare, ma si richiama al filone di studi sulle possibilità  e modalità  di trasformazione del costruito per adeguarli alle mutate esigenze degli utenti e alle modificazioni del contesto. La tesi approfondisce, quindi, i modi in cui l'architettura si trasforma, nel corso della sua vita, partendo dalle potenzialità  contenute nell'edificio originario e sollecitata da deficit prestazionali, funzionali, formali, energetici e da quant'altro sia capace di esigere, da un edificio, un cambiamento che superi i confini di un'ordinaria manutenzione. Una storia che nasce nell'ambito del Moderno ma che trova oggi un grande impulso nell'attuale pratica del retrofit energetico, inteso come importante sotto-insieme del pi๠generale retrofit tecnologico, sempre pi๠diffusa in Italia e ancor pi๠in Europa. àˆ proprio dall'incontro tra il concetto di addizione al costruito e quello di retrofit tecnologico che la tesi offre il suo contributo originale. Si propone infatti una complessa tassonomia degli interventi di addizione al costruito utile da un lato per classificare gli interventi e dall'altro per individuare le eventuali ricadute sul miglioramento energetico e tecnologico dell'edificio. Questa tassonomia ਠstata testata classificando una certa quantità  di interventi di retrofit tecnologico, che includessero i vari tipi di addizioni, effettuati in Italia e in Europa, e si ਠrivelata capace di gestire la complessità  degli interventi analizzati.
2011
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