Il consistente incremento dei flussi migratori che recentemente ha coinvolto l'Italia ha determinato l'insediamento sul territorio nazionale di numerose comunità  di migranti †" ognuna con la propria cultura e le proprie tradizioni †" desiderose di integrarsi e, al contempo, di preservare l'originaria identità  . Al pari di quanto già  avvenuto in altri Stati occidentali †" si pensi agli Stati Uniti e al Canada, oppure, volendo restare nei confini europei, alla Francia e all'Inghilterra †" l'immigrazione ha costretto anche il nostro Paese a confrontarsi con il fenomeno del pluralismo culturale e con il problema della convivenza tra culture. Se fino a pochi decenni fa era normale attendersi che le minoranze immigrate si assimilassero alle culture degli Stati di accoglienza, oggi quest'aspettativa di assimilazione inizia ad essere considerata oppressiva e molti Paesi occidentali stanno cercando di ideare delle politiche nuove in grado di rispondere pi๠adeguatamente ai bisogni di affermazione identitaria manifestati dai nuovi arrivati. Tali politiche prendono il nome di “multiculturalismo” e hanno come scopo ultimo quello di valorizzare giuridicamente le differenze culturali, attraverso il riconoscimento di speciali “diritti di gruppo” alle comunità  etniche minoritarie. Tra le misure multiculturali che i migranti pretendono, quelle pi๠comuni sono: la possibilità  di fruire di un'istruzione che consenta loro di studiare la propria cultura, lingua o religione, per evitare che esse si estinguano o vengano dimenticate oppure l'opportunità  di ottenere permessi di lavoro per adempiere ai loro precetti religiosi o, ancora, in caso di commissione di reati sotto l'influsso della cultura d'origine †" si tratta dei c.d. reati culturalmente motivati, cioਠcomportamenti considerati illeciti dall'ordinamento di accoglienza, ma approvati, tollerati, o addirittura imposti dalle norme culturali del gruppo etnico cui l'autore appartiene †" la possibilità  di beneficiare di un trattamento giuridico differente da quello normalmente accordato ai membri della società  ospitante per la realizzazione dei medesimi fatti delittuosi . àˆ soprattutto in relazione a quest'ultima rivendicazione che il dibattito intorno al multiculturalismo diventa complesso ed articolato, generando reazioni contrastanti, non solo nell'ambiente accademico, ma anche nelle aule di giustizia e nell'opinione pubblica. La predisposizione di politiche multiculturali in ambito penale, infatti, si traduce nel riconoscimento e nell'approvazione di pratiche spesso lesive dei diritti fondamentali della persona e che negli ordinamenti occidentali sono generalmente punite. Di fronte a tali tipologie di illecito, il problema ਠstabilire fino a che punto il sistema penale puಠritrarsi per consentire alle nuove comunità  la libera esplicazione della propria identità  culturale, se ਠgiusto che si ritragga o se non debba piuttosto reagire con maggiore forza per debellare le pratiche pi๠“terribili”o, ancora, se esso sia lo strumento di tutela pi๠efficace. Nel presente contributo si sono analizzate, quindi, le complesse relazioni tra multiculturalismo e diritto penale, evidenziando le implicazioni dogmatiche e i problemi di politica criminale che ne discendono.

I riflessi penalistici della "questione multiculturale": le implicazioni dogmatiche e i problemi di politica criminale

2014

Abstract

Il consistente incremento dei flussi migratori che recentemente ha coinvolto l'Italia ha determinato l'insediamento sul territorio nazionale di numerose comunità  di migranti †" ognuna con la propria cultura e le proprie tradizioni †" desiderose di integrarsi e, al contempo, di preservare l'originaria identità  . Al pari di quanto già  avvenuto in altri Stati occidentali †" si pensi agli Stati Uniti e al Canada, oppure, volendo restare nei confini europei, alla Francia e all'Inghilterra †" l'immigrazione ha costretto anche il nostro Paese a confrontarsi con il fenomeno del pluralismo culturale e con il problema della convivenza tra culture. Se fino a pochi decenni fa era normale attendersi che le minoranze immigrate si assimilassero alle culture degli Stati di accoglienza, oggi quest'aspettativa di assimilazione inizia ad essere considerata oppressiva e molti Paesi occidentali stanno cercando di ideare delle politiche nuove in grado di rispondere pi๠adeguatamente ai bisogni di affermazione identitaria manifestati dai nuovi arrivati. Tali politiche prendono il nome di “multiculturalismo” e hanno come scopo ultimo quello di valorizzare giuridicamente le differenze culturali, attraverso il riconoscimento di speciali “diritti di gruppo” alle comunità  etniche minoritarie. Tra le misure multiculturali che i migranti pretendono, quelle pi๠comuni sono: la possibilità  di fruire di un'istruzione che consenta loro di studiare la propria cultura, lingua o religione, per evitare che esse si estinguano o vengano dimenticate oppure l'opportunità  di ottenere permessi di lavoro per adempiere ai loro precetti religiosi o, ancora, in caso di commissione di reati sotto l'influsso della cultura d'origine †" si tratta dei c.d. reati culturalmente motivati, cioਠcomportamenti considerati illeciti dall'ordinamento di accoglienza, ma approvati, tollerati, o addirittura imposti dalle norme culturali del gruppo etnico cui l'autore appartiene †" la possibilità  di beneficiare di un trattamento giuridico differente da quello normalmente accordato ai membri della società  ospitante per la realizzazione dei medesimi fatti delittuosi . àˆ soprattutto in relazione a quest'ultima rivendicazione che il dibattito intorno al multiculturalismo diventa complesso ed articolato, generando reazioni contrastanti, non solo nell'ambiente accademico, ma anche nelle aule di giustizia e nell'opinione pubblica. La predisposizione di politiche multiculturali in ambito penale, infatti, si traduce nel riconoscimento e nell'approvazione di pratiche spesso lesive dei diritti fondamentali della persona e che negli ordinamenti occidentali sono generalmente punite. Di fronte a tali tipologie di illecito, il problema ਠstabilire fino a che punto il sistema penale puಠritrarsi per consentire alle nuove comunità  la libera esplicazione della propria identità  culturale, se ਠgiusto che si ritragga o se non debba piuttosto reagire con maggiore forza per debellare le pratiche pi๠“terribili”o, ancora, se esso sia lo strumento di tutela pi๠efficace. Nel presente contributo si sono analizzate, quindi, le complesse relazioni tra multiculturalismo e diritto penale, evidenziando le implicazioni dogmatiche e i problemi di politica criminale che ne discendono.
2014
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