Questo lavoro indaga il tema del recupero e trasformazione delle aree degradate e/o alterate da attività estrattiva. La ricerca esplora le possibilità di trasformazione preadattative finalizzate a reimmettere in ciclo le aree estrattive reintegrandole propositivamente nel metabolismo territoriale. Si indagano i siti di cava piuttosto che di miniera, ma i concetti elaborati sono in parte trasferibili considerato le analogie tra le due tipologie di aree. Per quanto oggi sia pratica consolidata quella del recupero ambientale legato ai concetti di "ripristino morfologico o di "mimetizzazione ambientale", si ਠpreferito declinare il tema in virt๠delle opportunità di trasformazione che puntino ad innescare nuovi equilibri e a ricreare cicli di vita che, oltre a rendere disponibile il sito recuperandolo, diano nel contempo risposte alle esigenze delle comunità locali per affrontare le sfide del futuro in una sana prospettiva di sviluppo sostenibile. Si tratta di atti di trasformazione coevolutivi che producono neoecosistemi capaci di riequilibrare i territori attraverso l'erogazione di servizi ecosistemici. Di riposizionarli all'interno di processi di autosostenibilità piuttosto che adoperare astratte e forzate operazioni di mimetismo o camouflage. Si tenta di ribaltare la comune visione problematica dei siti estrattivi e semplicistica del ripristino, si punta alla scoperta delle opportunità , relazionate e congiunte, in riferimento ai contesti territoriali ed ambientali. Notevoli opportunità sono rintracciate soprattutto per i casi situati a margine di aree urbane o periurbane e in generale per le zone climaticamente vulnerabili o con crescenti criticità ambientali. Un sito sfruttato da attività estrattiva ha cambiato seppur temporaneamente natura rientrando legittimamente in una nuova categoria: area post-produttiva, area di scarto, drosscape, etc. Ha assunto quindi nuovi e peculiari caratteri: di forma, di superficie, di livello ecologico, etc. A partire da questi caratteri assunti vengono indagati valori e potenzialità - dal punto di vista ambientale, paesaggistico e territoriale - al fine di individuare le pi๠coerenti suscettibilità di trasformazione.
Preadattamento e trasformabilità dei siti alterati da attività estrattiva
2015
Abstract
Questo lavoro indaga il tema del recupero e trasformazione delle aree degradate e/o alterate da attività estrattiva. La ricerca esplora le possibilità di trasformazione preadattative finalizzate a reimmettere in ciclo le aree estrattive reintegrandole propositivamente nel metabolismo territoriale. Si indagano i siti di cava piuttosto che di miniera, ma i concetti elaborati sono in parte trasferibili considerato le analogie tra le due tipologie di aree. Per quanto oggi sia pratica consolidata quella del recupero ambientale legato ai concetti di "ripristino morfologico o di "mimetizzazione ambientale", si ਠpreferito declinare il tema in virt๠delle opportunità di trasformazione che puntino ad innescare nuovi equilibri e a ricreare cicli di vita che, oltre a rendere disponibile il sito recuperandolo, diano nel contempo risposte alle esigenze delle comunità locali per affrontare le sfide del futuro in una sana prospettiva di sviluppo sostenibile. Si tratta di atti di trasformazione coevolutivi che producono neoecosistemi capaci di riequilibrare i territori attraverso l'erogazione di servizi ecosistemici. Di riposizionarli all'interno di processi di autosostenibilità piuttosto che adoperare astratte e forzate operazioni di mimetismo o camouflage. Si tenta di ribaltare la comune visione problematica dei siti estrattivi e semplicistica del ripristino, si punta alla scoperta delle opportunità , relazionate e congiunte, in riferimento ai contesti territoriali ed ambientali. Notevoli opportunità sono rintracciate soprattutto per i casi situati a margine di aree urbane o periurbane e in generale per le zone climaticamente vulnerabili o con crescenti criticità ambientali. Un sito sfruttato da attività estrattiva ha cambiato seppur temporaneamente natura rientrando legittimamente in una nuova categoria: area post-produttiva, area di scarto, drosscape, etc. Ha assunto quindi nuovi e peculiari caratteri: di forma, di superficie, di livello ecologico, etc. A partire da questi caratteri assunti vengono indagati valori e potenzialità - dal punto di vista ambientale, paesaggistico e territoriale - al fine di individuare le pi๠coerenti suscettibilità di trasformazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/330944
URN:NBN:IT:BNCF-330944