Nell'ambito della sperimentazione clinica, che viene svolta nei paesi industrializzati, si rende necessario porre una specifica attenzione ai criteri etici di riferimento affinchà© siano salvaguardati i beni e i valori umani fondamentali. Il rischio ਠche gli interessi commerciali possano nascondersi dietro gli interessi scientifici, danneggiando il benessere psichico del malato e la sua dignità  di essere umano. Nei pazienti oncologici la sofferenza fisica, che rappresenta soltanto un sintomo della malattia, determina necessariamente un'alterazione della qualità  di vita e puಠcondizionare la vita di relazione. Tutto questo viene ovviamente amplificato quando il malato ਠun bambino che, talora, ਠincapace di esprimere, localizzare e quantificare la sua sofferenza. Gli oncologi pediatrici lamentano la mancanza di farmaci antitumorali studiati per i bambini, in considerazione del fatto che i chemioterapici utilizzati nei protocolli di cura degli adulti non sono spesso egualmente efficaci in età  pediatrica. Le aziende farmaceutiche hanno poco interesse a sviluppare farmaci per la popolazione pediatrica oncologica per motivi di natura economica, dipendenti dalla esiguità  del numero di pazienti pediatrici rispetto alla popolazione adulta. In generale la produzione di farmaci antitumorali alternativi trova resistenza nell'ambito della industria farmaceutica coinvolta nei profitti relativi al mercato dei chemio e radioterapici. Obiettivo primario del mio progetto di ricerca ਠstato, pertanto, la messa a punto di una terapia non tossica, o a ridotta citotossicità , per la cura delle neoplasie ematologiche in età  pediatrica. In particolare l'obiettivo di tale progetto ਠstato, nella prima fase, testare l'efficacia d'azione, sulle cellule di Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), la patologia pi๠frequente in età  pediatrica, del peptide leader della rMnSOD (manganese superossido dismutasi ricombinante) quale carrier di citostatici (cisplatino ed epirubicina) allo scopo di ridurre la dose di citostatico necessaria per una efficace internalizzazione dello stesso nelle cellule tumorali e per ottenerne quindi la morte riducendo gli effetti collaterali. Nella seconda fase, ਠstata studiata l'azione, sulle cellule in coltura di LLA B e T ex vivo e su una linea stabilizzata, della r-MnSOD, una proteina isolata e sequenziata, per la prima volta, da cellule di liposarcoma umano (LSA) presso il laboratorio di Oncologia Sperimentale dell'Istituto dei Tumori di Napoli, G. Pascale, dal Dott. A. Mancini. Tale molecola ha dimostrato attività  antitumorale su altri tipi di tumore. I dati ottenuti in questo lavoro hanno dimostrato che il peptide leader ਠun buon carrier di citostatici all'interno delle cellule leucemiche, tuttavia i citostatici legati al suddetto peptide non si sono rivelati efficaci nell'indurre la morte delle cellule leucemiche in coltura. Sarà  necessario quindi, quale proseguimento della ricerca, testare l'azione di altri citostatici legati al peptide. L'utilizzo del peptide leader coniugato a dosi micro molari di un diverso citostatico, efficace nella LLA pediatrica, potrà , se confermato dai risultati, ottenere una riduzione notevole degli effetti collaterali migliorando la qualità  di vita e la prognosi dei pazienti leucemici pediatrici ad alto rischio. Diversamente, il trattamento con l'intera molecola rMnSOD ha dimostrato sia la sua capacità  di internalizzazione (dovuta alla presenza del peptide leader) nelle cellule leucemiche di LLA B e T in coltura, che la sua potente azione antitumorale, avendo indotto la morte di un alto numero di cellule leucemiche trattate. à‰ stato, cosà¬, dimostrato l'effetto citotossico di tale proteina nei confronti delle cellule neoplastiche trattate e la mancanza di effetti tossici sulle cellule sane di controllo, sulle quali svolge, invece, una benefica ossigenazione. L'entità  delle alterazioni morfologiche osservate in microscopia ottica ed elettronica nelle cellule trattate con rMnSOD alla concentrazione di 2 µg/mL ha suggerito che questa sia la concentrazione pi๠efficace, tra quelle sperimentate. Tale dato ਠstato confermato dai risultati di biologia molecolare: ਠstata riscontrata, infatti, a seguito del suddetto trattamento, la massima espressione dei geni proapoptotici (Bax) e la minima espressione dei geni antiapoptotici (Bcl-2); ciಠa conferma dell'attivazione della via apoptotica nelle cellule leucemiche. Pertanto, la rMnSOD potrebbe rivelarsi un efficace farmaco antitumorale, non tossico come i chemioterapici, per il trattamento delle leucemie ad alto rischio.

NUOVA PROSPETTIVA DI TERAPIA E ASPETTI ETICI NEL TRATTAMENTO DI NEOPLASIE LINFOIDI IN ETA' PEDIATRICA

2011

Abstract

Nell'ambito della sperimentazione clinica, che viene svolta nei paesi industrializzati, si rende necessario porre una specifica attenzione ai criteri etici di riferimento affinchà© siano salvaguardati i beni e i valori umani fondamentali. Il rischio ਠche gli interessi commerciali possano nascondersi dietro gli interessi scientifici, danneggiando il benessere psichico del malato e la sua dignità  di essere umano. Nei pazienti oncologici la sofferenza fisica, che rappresenta soltanto un sintomo della malattia, determina necessariamente un'alterazione della qualità  di vita e puಠcondizionare la vita di relazione. Tutto questo viene ovviamente amplificato quando il malato ਠun bambino che, talora, ਠincapace di esprimere, localizzare e quantificare la sua sofferenza. Gli oncologi pediatrici lamentano la mancanza di farmaci antitumorali studiati per i bambini, in considerazione del fatto che i chemioterapici utilizzati nei protocolli di cura degli adulti non sono spesso egualmente efficaci in età  pediatrica. Le aziende farmaceutiche hanno poco interesse a sviluppare farmaci per la popolazione pediatrica oncologica per motivi di natura economica, dipendenti dalla esiguità  del numero di pazienti pediatrici rispetto alla popolazione adulta. In generale la produzione di farmaci antitumorali alternativi trova resistenza nell'ambito della industria farmaceutica coinvolta nei profitti relativi al mercato dei chemio e radioterapici. Obiettivo primario del mio progetto di ricerca ਠstato, pertanto, la messa a punto di una terapia non tossica, o a ridotta citotossicità , per la cura delle neoplasie ematologiche in età  pediatrica. In particolare l'obiettivo di tale progetto ਠstato, nella prima fase, testare l'efficacia d'azione, sulle cellule di Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), la patologia pi๠frequente in età  pediatrica, del peptide leader della rMnSOD (manganese superossido dismutasi ricombinante) quale carrier di citostatici (cisplatino ed epirubicina) allo scopo di ridurre la dose di citostatico necessaria per una efficace internalizzazione dello stesso nelle cellule tumorali e per ottenerne quindi la morte riducendo gli effetti collaterali. Nella seconda fase, ਠstata studiata l'azione, sulle cellule in coltura di LLA B e T ex vivo e su una linea stabilizzata, della r-MnSOD, una proteina isolata e sequenziata, per la prima volta, da cellule di liposarcoma umano (LSA) presso il laboratorio di Oncologia Sperimentale dell'Istituto dei Tumori di Napoli, G. Pascale, dal Dott. A. Mancini. Tale molecola ha dimostrato attività  antitumorale su altri tipi di tumore. I dati ottenuti in questo lavoro hanno dimostrato che il peptide leader ਠun buon carrier di citostatici all'interno delle cellule leucemiche, tuttavia i citostatici legati al suddetto peptide non si sono rivelati efficaci nell'indurre la morte delle cellule leucemiche in coltura. Sarà  necessario quindi, quale proseguimento della ricerca, testare l'azione di altri citostatici legati al peptide. L'utilizzo del peptide leader coniugato a dosi micro molari di un diverso citostatico, efficace nella LLA pediatrica, potrà , se confermato dai risultati, ottenere una riduzione notevole degli effetti collaterali migliorando la qualità  di vita e la prognosi dei pazienti leucemici pediatrici ad alto rischio. Diversamente, il trattamento con l'intera molecola rMnSOD ha dimostrato sia la sua capacità  di internalizzazione (dovuta alla presenza del peptide leader) nelle cellule leucemiche di LLA B e T in coltura, che la sua potente azione antitumorale, avendo indotto la morte di un alto numero di cellule leucemiche trattate. à‰ stato, cosà¬, dimostrato l'effetto citotossico di tale proteina nei confronti delle cellule neoplastiche trattate e la mancanza di effetti tossici sulle cellule sane di controllo, sulle quali svolge, invece, una benefica ossigenazione. L'entità  delle alterazioni morfologiche osservate in microscopia ottica ed elettronica nelle cellule trattate con rMnSOD alla concentrazione di 2 µg/mL ha suggerito che questa sia la concentrazione pi๠efficace, tra quelle sperimentate. Tale dato ਠstato confermato dai risultati di biologia molecolare: ਠstata riscontrata, infatti, a seguito del suddetto trattamento, la massima espressione dei geni proapoptotici (Bax) e la minima espressione dei geni antiapoptotici (Bcl-2); ciಠa conferma dell'attivazione della via apoptotica nelle cellule leucemiche. Pertanto, la rMnSOD potrebbe rivelarsi un efficace farmaco antitumorale, non tossico come i chemioterapici, per il trattamento delle leucemie ad alto rischio.
2011
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-330946