La neoplasia Blastica di derivazione dagli elementi Dendritici Plasmacitoidi ਠuna rara ed aggressiva neoplasia ematologica con una prognosi sfavorevole. Non esiste un regime terapeutico standard di prima linea per questi pazienti e solo pochi studi hanno finora esplorato la genetica del BPDCN mostrando un cariotipo complesso e alterazioni genetiche sporadiche. Lo scopo del nostro studio ਠstato quello di indagare, mediante sequenziamento massivo, lo stato mutazionale di tutto il genoma codificante di 15 casi di BPDCN e della linea cellulare CAL-1. Sulla base di questi dati, abbiamo seguito un approccio di target sequencing per validare, mediante la piattaforma Miseq, mutazioni in 36 geni selezionati. Il WES ha rivelato 199 SNV ricorrenti in 89 geni, tutti legati a condizioni patologiche. I geni pi๠ricorrentemente mutati tra i campioni sono stati ASXL1 e TET2, due regolatori epigenetici, che giocano un ruolo cruciale nella metilazione del DNA e degli istoni e il loro danno porta ad alterazione della struttura della cromatina. Abbiamo quindi deciso di usare i nostri dati di sequenziamento per esplorare il rimodellamento della cromatina nel BPDCN, guardando lo stato mutazionale di tutti i geni coinvolti nella regolazione epigenetica del DNA. Abbiamo trovato 26 geni modificatori epigenetici mutati in quasi tutti i campioni, sei di questi colpiti da mutazioni stop-gain che hanno portato, presumibilmente, ad una perdita funzionale di attività . Partendo proprio da questo punto abbiamo deciso di procedere con la sperimentazione in vivo creando dei modelli murini somministrando 5-Azacitdina, Decitabina e Romidepsina da soli e in combinazione. Inoltre basandoci su studi pregressi abbiamo anche deciso di trattare i topi con Bortezomib. Queste sperimentazioni hanno portato a risultati incoraggianti, specialmente per il trattamento combinato dei topi con Decitabina e Azacitidina che ha portato a riduzione della massa tumorale e maggiore sopravvivenza dei topi trattati rispetto ad i controlli non trattati.

Il sequenziamento massivo dell'esoma rivela nuovi target molecolari nella neoplasia blastica delle cellule dendritiche plasmocitoidi (BPDCN)

2016

Abstract

La neoplasia Blastica di derivazione dagli elementi Dendritici Plasmacitoidi ਠuna rara ed aggressiva neoplasia ematologica con una prognosi sfavorevole. Non esiste un regime terapeutico standard di prima linea per questi pazienti e solo pochi studi hanno finora esplorato la genetica del BPDCN mostrando un cariotipo complesso e alterazioni genetiche sporadiche. Lo scopo del nostro studio ਠstato quello di indagare, mediante sequenziamento massivo, lo stato mutazionale di tutto il genoma codificante di 15 casi di BPDCN e della linea cellulare CAL-1. Sulla base di questi dati, abbiamo seguito un approccio di target sequencing per validare, mediante la piattaforma Miseq, mutazioni in 36 geni selezionati. Il WES ha rivelato 199 SNV ricorrenti in 89 geni, tutti legati a condizioni patologiche. I geni pi๠ricorrentemente mutati tra i campioni sono stati ASXL1 e TET2, due regolatori epigenetici, che giocano un ruolo cruciale nella metilazione del DNA e degli istoni e il loro danno porta ad alterazione della struttura della cromatina. Abbiamo quindi deciso di usare i nostri dati di sequenziamento per esplorare il rimodellamento della cromatina nel BPDCN, guardando lo stato mutazionale di tutti i geni coinvolti nella regolazione epigenetica del DNA. Abbiamo trovato 26 geni modificatori epigenetici mutati in quasi tutti i campioni, sei di questi colpiti da mutazioni stop-gain che hanno portato, presumibilmente, ad una perdita funzionale di attività . Partendo proprio da questo punto abbiamo deciso di procedere con la sperimentazione in vivo creando dei modelli murini somministrando 5-Azacitdina, Decitabina e Romidepsina da soli e in combinazione. Inoltre basandoci su studi pregressi abbiamo anche deciso di trattare i topi con Bortezomib. Queste sperimentazioni hanno portato a risultati incoraggianti, specialmente per il trattamento combinato dei topi con Decitabina e Azacitidina che ha portato a riduzione della massa tumorale e maggiore sopravvivenza dei topi trattati rispetto ad i controlli non trattati.
2016
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