Il lavoro di ricerca tenta di inquadrare sotto nuove prospettive una problematica ormai classica all'interno della semiotica della pubblicità : l'analisi dello spot. I punti chiave del lavoro †" e la pretesa di una certa differenza rispetto a lavori con oggetti affini †" consistono sostanzialmente in tre aspetti. Innanzitutto, vi ਠun ritorno alle origini flochiane nella misura in cui non solo il contesto complessivo e le finalità  che la ricerca si propone sono fortemente ancorati all'interno di obiettivi di marketing, ma tutto lo studio nella sua interezza nasce dal dialogo concreto tra metodologia di analisi semiotica e prassi concreta all'interno degli istituti di ricerca di mercato. La tesi non presenta quindi una collezione di analisi di testi pubblicitari condotte in modo autoriferito, quanto piuttosto di †œmesse alla prova†� della metodologia, funzionali alla definizione di disegni di ricerca per la marketing research. Questo comporta un dialogo piuttosto stretto con metodologie affini (sociologia qualitativa e quantitativa, psicologia motivazionale, ecc.) nella convinzione che la priorità  accordata all'oggetto di analisi sia sovraordinata rispetto all'ortodossia degli strumenti metodologici. In definitiva, lo spot ਠsempre e comunque analizzato all'interno di una prospettiva brand-centrica che ha ben in mente la semiotica della situazione di consumo rispetto alla quale lo spot agisce da leva di valorizzazione per l'acquisto. In secondo luogo, gli oggetti analizzati sono piuttosto vari e differenziati: non solo lo spot nella sua versione audiovisiva definitiva (il †œgirato†�), ma anche storyboard, animatic, concept (di prodotto e di comunicazione). La prospettiva generativa greimasiana va a innestarsi su problematiche legate (anche) alla genesi dello spot, alla sua progettazione e riprogettazione/ottimizzazione. La tesi mostra quindi come una semiotica per le consulenze di marketing si diriga sul proprio oggetto ponendogli domande ben circoscritte e finalizzate a un obiettivo specifico, sostanzialmente derivato dal brief contenente le intenzioni comunicazionali del cliente-azienda. Infine, pur rimanendo all'interno di una teoria semiotica generativa (sostanzialmente greimasiana e post greimasiana), la ricerca adotta una prospettiva intrinsecamente multidisciplinare che se da un lato guarda a problematiche legate al marketing, al branding e alla comunicazione pubblicitaria e d'impresa tout court, dall'altro ritorna alle teorie dell'audiovisivo, mostrando affinità  e differenze rispetto a forme audiovisive standard (il †œfilm†�) e a mutuazioni da nuove estetiche (la neotelevisione, il videoclip, ecc). La tesi si mostra solidamente convinta del fatto che per parlare di efficacia discorsiva sia imprescindibile approfondire le tematiche riguardanti il sincretismo espressivo e le specifiche modalità  di manifestazione stilistica. In questo contesto, il lavoro si compone di quattro grandi aree tematiche. Dopo una breve introduzione sull'attualità  del tema †œspot†� e sulla prospettiva analiticometodologica adottata (§ 1.), nel secondo capitolo si assume teoreticamente che i contenuti dello spot derivino da una specifica (e di volta in volta diversa) creolizzazione tra domini tematici derivanti dalla marca, dal prodotto (inteso tanto come concept di prodotto, quanto come prodotto già  †œvestito†� di una confezione) e dalle tendenze socioculturali. Le tre dimensioni vengono valutate in relazione all'opposizione tra heritage, cioਠcontinuità  rispetto al passato e ai concorrenti e vision, cioਠdiscontinuità  rispetto alla propria storia comunicazionale e a quella dei concorrenti. Si esplorano inoltre altri fattori come il testimonial-endorser che, in quanto elemento già  intrinsecamente foriero di elementi di valorizzazione, va a influire in modo rilevante sul complesso tematico e assiologico della pubblicità . Essendo la sezione della tesi che prende in considerazione il piano specificatamente contenutistico dello spot, questa parte diventa quindi anche l'occasione per ritornare sul modello delle assiologie del consumo di Jean-Marie Floch, approntando alcune critiche e difendendo invece un modello che †" secondo la prospettiva qui esposta †" contiene punti di attualità  ineludibili rispetto a schematizzazioni che gli sono successive e in qualche modo debitrici. Segue una sezione (§ 3.) specificatamente dedicata allo svolgimento e dis-implicazione del sincretismo audiovisivo e quindi †" specularmente alla precedente, dedicata alle forme e sostanze del contenuto †" si concentra sulle dinamiche espressive. Lo spot viene quindi analizzato in quanto †œforma testuale†� dotata di alcune specificità , tra cui in primis la brevità . Inoltre vengono approfondite le problematiche legate all'apporto di ciascuna specifica sostanza: il rapporto tra visivo e sonoro, lo schermo e la sua multiprospetticità  sempre pi๠evidente, il †œlavoro†� di punteggiatura della musica, ecc. E su tutto il concetto dominante di montaggio, intrinsecamente unito a quello di ritmo. Il quarto capitolo ritorna in modo approfondito sul rapporto tra semiotica e ricerca di mercato, analizzando sia i rapporti di reciproca conoscenza (o non conoscenza), sia i nuovi spazi di intervento dell'analisi semiotica. Dopo aver argomentato contro un certo scetticismo circa l'utilità  pragmatica dell'analisi semiotica, lo studio prende in esame i tradizionali modelli di valutazione e misurazione dell'efficacia pubblicitaria (pre- e post- test) cercando di semiotizzarne il portato. Ne consegue la proposta di disegni di ricerca semiotici modulari: integrabili tra loro e configurabili all'interno di progetti semio-quali-quantitativi. Dopo aver ridefinito le possibilità  di un'indagine semiotica sui parametri di efficacia discorsiva, si procede con l'analisi di un caso concreto (§ 5.): dato uno spot che si ਠdimostrato efficace agli occhi dell'azienda committente, quali possono essere i modi per replicarne i fattori di successo? E come spiegare invece quelli di insuccesso delle campagne successive che †" almeno teoricamente †" erano pensate per capitalizzare l'efficacia della prima? Non si tratta quindi di una semiotica ingenuamente chiamata a †œmisurare†� l'efficacia pubblicitaria, che evidentemente la marketing research analizza con strumenti quantitativi assodati e fondati su paradigmi di registrazione di determinati parametri sul consumatore (ricordo spontaneo e sollecitato, immagine di marca risultante nella mente di user e prospect consumer, intenzione d'acquisto stimolata). Piuttosto l'intervento qui esposto si preoccupa pi๠funzionalmente a spiegare quali elementi espressivi, discorsivi, narrativi, siano stati responsabili (e quindi prospetticamente potranno condizionare in positivo o in negativo in futuro) la ricezione dello spot. L'analisi evidenzia come elementi apparentemente minimali, ancorati a differenti livelli di pertinenza siano in grado di determinare una notevole diversità  negli effetti di senso. Si tratta quindi di un problema di mancata coerenza tra intenzioni comunicative e testo pubblicitario effettivamente realizzato. La risoluzione di tali questioni pragmatiche conduce ad approfondimenti teoricometodologici su alcuni versanti particolarmente interessanti. In primo luogo, ci si interroga sull'apporto della dimensione passionale nella costruzione dell'efficacia e nel coinvolgimento dello spettatore/consumatore. Inoltre †" e qui risiede uno dei punti di maggior sintesi del lavoro di tesi †" si intraprende una proficua discussione dei modelli di tipizzazione dei generi pubblicitari, intesi come forme discorsive. Si fanno quindi dialogare modelli diversi ma in qualche misura coestensivi e sovrapponibili come quelli di Jean Marie Floch, Guido Ferraro, Cosetta Saba e Chiara Giaccardi. Si perviene cosଠalla costruzione di un nuovo modello sintetico, idealmente onnipervasivo e trasversale alle prospettive analizzate.

Analisi, progettazione e valutazione dell'efficacia dello spot pubblicitario. Una semiotica per la ricerca di mercato

2009

Abstract

Il lavoro di ricerca tenta di inquadrare sotto nuove prospettive una problematica ormai classica all'interno della semiotica della pubblicità : l'analisi dello spot. I punti chiave del lavoro †" e la pretesa di una certa differenza rispetto a lavori con oggetti affini †" consistono sostanzialmente in tre aspetti. Innanzitutto, vi ਠun ritorno alle origini flochiane nella misura in cui non solo il contesto complessivo e le finalità  che la ricerca si propone sono fortemente ancorati all'interno di obiettivi di marketing, ma tutto lo studio nella sua interezza nasce dal dialogo concreto tra metodologia di analisi semiotica e prassi concreta all'interno degli istituti di ricerca di mercato. La tesi non presenta quindi una collezione di analisi di testi pubblicitari condotte in modo autoriferito, quanto piuttosto di †œmesse alla prova†� della metodologia, funzionali alla definizione di disegni di ricerca per la marketing research. Questo comporta un dialogo piuttosto stretto con metodologie affini (sociologia qualitativa e quantitativa, psicologia motivazionale, ecc.) nella convinzione che la priorità  accordata all'oggetto di analisi sia sovraordinata rispetto all'ortodossia degli strumenti metodologici. In definitiva, lo spot ਠsempre e comunque analizzato all'interno di una prospettiva brand-centrica che ha ben in mente la semiotica della situazione di consumo rispetto alla quale lo spot agisce da leva di valorizzazione per l'acquisto. In secondo luogo, gli oggetti analizzati sono piuttosto vari e differenziati: non solo lo spot nella sua versione audiovisiva definitiva (il †œgirato†�), ma anche storyboard, animatic, concept (di prodotto e di comunicazione). La prospettiva generativa greimasiana va a innestarsi su problematiche legate (anche) alla genesi dello spot, alla sua progettazione e riprogettazione/ottimizzazione. La tesi mostra quindi come una semiotica per le consulenze di marketing si diriga sul proprio oggetto ponendogli domande ben circoscritte e finalizzate a un obiettivo specifico, sostanzialmente derivato dal brief contenente le intenzioni comunicazionali del cliente-azienda. Infine, pur rimanendo all'interno di una teoria semiotica generativa (sostanzialmente greimasiana e post greimasiana), la ricerca adotta una prospettiva intrinsecamente multidisciplinare che se da un lato guarda a problematiche legate al marketing, al branding e alla comunicazione pubblicitaria e d'impresa tout court, dall'altro ritorna alle teorie dell'audiovisivo, mostrando affinità  e differenze rispetto a forme audiovisive standard (il †œfilm†�) e a mutuazioni da nuove estetiche (la neotelevisione, il videoclip, ecc). La tesi si mostra solidamente convinta del fatto che per parlare di efficacia discorsiva sia imprescindibile approfondire le tematiche riguardanti il sincretismo espressivo e le specifiche modalità  di manifestazione stilistica. In questo contesto, il lavoro si compone di quattro grandi aree tematiche. Dopo una breve introduzione sull'attualità  del tema †œspot†� e sulla prospettiva analiticometodologica adottata (§ 1.), nel secondo capitolo si assume teoreticamente che i contenuti dello spot derivino da una specifica (e di volta in volta diversa) creolizzazione tra domini tematici derivanti dalla marca, dal prodotto (inteso tanto come concept di prodotto, quanto come prodotto già  †œvestito†� di una confezione) e dalle tendenze socioculturali. Le tre dimensioni vengono valutate in relazione all'opposizione tra heritage, cioਠcontinuità  rispetto al passato e ai concorrenti e vision, cioਠdiscontinuità  rispetto alla propria storia comunicazionale e a quella dei concorrenti. Si esplorano inoltre altri fattori come il testimonial-endorser che, in quanto elemento già  intrinsecamente foriero di elementi di valorizzazione, va a influire in modo rilevante sul complesso tematico e assiologico della pubblicità . Essendo la sezione della tesi che prende in considerazione il piano specificatamente contenutistico dello spot, questa parte diventa quindi anche l'occasione per ritornare sul modello delle assiologie del consumo di Jean-Marie Floch, approntando alcune critiche e difendendo invece un modello che †" secondo la prospettiva qui esposta †" contiene punti di attualità  ineludibili rispetto a schematizzazioni che gli sono successive e in qualche modo debitrici. Segue una sezione (§ 3.) specificatamente dedicata allo svolgimento e dis-implicazione del sincretismo audiovisivo e quindi †" specularmente alla precedente, dedicata alle forme e sostanze del contenuto †" si concentra sulle dinamiche espressive. Lo spot viene quindi analizzato in quanto †œforma testuale†� dotata di alcune specificità , tra cui in primis la brevità . Inoltre vengono approfondite le problematiche legate all'apporto di ciascuna specifica sostanza: il rapporto tra visivo e sonoro, lo schermo e la sua multiprospetticità  sempre pi๠evidente, il †œlavoro†� di punteggiatura della musica, ecc. E su tutto il concetto dominante di montaggio, intrinsecamente unito a quello di ritmo. Il quarto capitolo ritorna in modo approfondito sul rapporto tra semiotica e ricerca di mercato, analizzando sia i rapporti di reciproca conoscenza (o non conoscenza), sia i nuovi spazi di intervento dell'analisi semiotica. Dopo aver argomentato contro un certo scetticismo circa l'utilità  pragmatica dell'analisi semiotica, lo studio prende in esame i tradizionali modelli di valutazione e misurazione dell'efficacia pubblicitaria (pre- e post- test) cercando di semiotizzarne il portato. Ne consegue la proposta di disegni di ricerca semiotici modulari: integrabili tra loro e configurabili all'interno di progetti semio-quali-quantitativi. Dopo aver ridefinito le possibilità  di un'indagine semiotica sui parametri di efficacia discorsiva, si procede con l'analisi di un caso concreto (§ 5.): dato uno spot che si ਠdimostrato efficace agli occhi dell'azienda committente, quali possono essere i modi per replicarne i fattori di successo? E come spiegare invece quelli di insuccesso delle campagne successive che †" almeno teoricamente †" erano pensate per capitalizzare l'efficacia della prima? Non si tratta quindi di una semiotica ingenuamente chiamata a †œmisurare†� l'efficacia pubblicitaria, che evidentemente la marketing research analizza con strumenti quantitativi assodati e fondati su paradigmi di registrazione di determinati parametri sul consumatore (ricordo spontaneo e sollecitato, immagine di marca risultante nella mente di user e prospect consumer, intenzione d'acquisto stimolata). Piuttosto l'intervento qui esposto si preoccupa pi๠funzionalmente a spiegare quali elementi espressivi, discorsivi, narrativi, siano stati responsabili (e quindi prospetticamente potranno condizionare in positivo o in negativo in futuro) la ricezione dello spot. L'analisi evidenzia come elementi apparentemente minimali, ancorati a differenti livelli di pertinenza siano in grado di determinare una notevole diversità  negli effetti di senso. Si tratta quindi di un problema di mancata coerenza tra intenzioni comunicative e testo pubblicitario effettivamente realizzato. La risoluzione di tali questioni pragmatiche conduce ad approfondimenti teoricometodologici su alcuni versanti particolarmente interessanti. In primo luogo, ci si interroga sull'apporto della dimensione passionale nella costruzione dell'efficacia e nel coinvolgimento dello spettatore/consumatore. Inoltre †" e qui risiede uno dei punti di maggior sintesi del lavoro di tesi †" si intraprende una proficua discussione dei modelli di tipizzazione dei generi pubblicitari, intesi come forme discorsive. Si fanno quindi dialogare modelli diversi ma in qualche misura coestensivi e sovrapponibili come quelli di Jean Marie Floch, Guido Ferraro, Cosetta Saba e Chiara Giaccardi. Si perviene cosଠalla costruzione di un nuovo modello sintetico, idealmente onnipervasivo e trasversale alle prospettive analizzate.
2009
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/331676
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-331676