Scopo: L'obiettivo del presente programma di studio ਠstato quello di identificare e validare nuovi possibili bersagli terapeutici per l'osteosarcoma (OS) partendo dall'analisi del chinoma umano. Risultati: L'analisi del profilo di espressione genica ottenuta su 21 campioni clinici di OS ad alto grado di malignità  ha permesso di selezionare le seguenti chinasi di possibile rilevanza biologica per l'OS: AURK-A, AURK-B, CDK2, PIK3CA, PLK-1. Le chinasi selezionate sono state validate tramite RNA interference. Successivamente ਠstata valutata l'efficacia dei relativi inibitori specifici: VX-680 e ZM-447439 inibitori delle Aurora-chinasi, Roscovitina di CDK2 e NMS1 di PLK-1, già  inclusi in studi clinici. In termini d'inibizione della crescita cellulare le linee sono risultate maggiomente sensibili ai farmaci VX-680 e NMS1. E' stata osservata una minor sensibilità  ai farmaci VX-680, ZM447439 e NMS1 nelle linee doxorubicina(DX)-resistenti (caratterizzate da elevati livelli di espressione di ABCB1), indicando questi farmaci come potenziali substrati di ABCB1. La Roscovitina, nonostante i valori di IC50 elevati, non sembrerebbe substrato di ABCB1. La validazione preclinica di VX-680 e ZM447439 ਠstata completata. La forte inibizione della crescita ਠcausata da endoreduplicazione per mancata citodieresi con conseguente formazione di una popolazione iperploide e apoptosi. Inoltre, VX-680 inibisce la motilità  e la capacità  di formare colonie. Esperimenti di associazione farmacologica mostrano che VX-680 interagisce positivamente con tutti i chemioterapici convenzionali impiegati nel trattamento dell'OS. NMS-1 produce interazioni positive con la DX in linee cellulari DX-resistenti, probabilmente grazie all'effetto revertante esercitato su ABCB1. La Roscovitina produce interazioni positive con CDDP e DX nelle varianti resistenti, effetto probbilmente dovuto al ruolo di CDK2 nei meccanismi di riparo del DNA. Conclusioni: L'analisi in vitro dell'attività  degli inibitori ha permesso di identificare VX-680 come nuovo farmaco di potenziale interesse clinico, soprattutto in virt๠delle sue interazioni sinergiche con i chemioterapici di uso convenzionale nel trattamento dell'osteosarcoma.

Analisi preclinica di nuove strategie terapeutiche basate sull'inibizione di protein-chinasi nell'osteosarcoma.

2013

Abstract

Scopo: L'obiettivo del presente programma di studio ਠstato quello di identificare e validare nuovi possibili bersagli terapeutici per l'osteosarcoma (OS) partendo dall'analisi del chinoma umano. Risultati: L'analisi del profilo di espressione genica ottenuta su 21 campioni clinici di OS ad alto grado di malignità  ha permesso di selezionare le seguenti chinasi di possibile rilevanza biologica per l'OS: AURK-A, AURK-B, CDK2, PIK3CA, PLK-1. Le chinasi selezionate sono state validate tramite RNA interference. Successivamente ਠstata valutata l'efficacia dei relativi inibitori specifici: VX-680 e ZM-447439 inibitori delle Aurora-chinasi, Roscovitina di CDK2 e NMS1 di PLK-1, già  inclusi in studi clinici. In termini d'inibizione della crescita cellulare le linee sono risultate maggiomente sensibili ai farmaci VX-680 e NMS1. E' stata osservata una minor sensibilità  ai farmaci VX-680, ZM447439 e NMS1 nelle linee doxorubicina(DX)-resistenti (caratterizzate da elevati livelli di espressione di ABCB1), indicando questi farmaci come potenziali substrati di ABCB1. La Roscovitina, nonostante i valori di IC50 elevati, non sembrerebbe substrato di ABCB1. La validazione preclinica di VX-680 e ZM447439 ਠstata completata. La forte inibizione della crescita ਠcausata da endoreduplicazione per mancata citodieresi con conseguente formazione di una popolazione iperploide e apoptosi. Inoltre, VX-680 inibisce la motilità  e la capacità  di formare colonie. Esperimenti di associazione farmacologica mostrano che VX-680 interagisce positivamente con tutti i chemioterapici convenzionali impiegati nel trattamento dell'OS. NMS-1 produce interazioni positive con la DX in linee cellulari DX-resistenti, probabilmente grazie all'effetto revertante esercitato su ABCB1. La Roscovitina produce interazioni positive con CDDP e DX nelle varianti resistenti, effetto probbilmente dovuto al ruolo di CDK2 nei meccanismi di riparo del DNA. Conclusioni: L'analisi in vitro dell'attività  degli inibitori ha permesso di identificare VX-680 come nuovo farmaco di potenziale interesse clinico, soprattutto in virt๠delle sue interazioni sinergiche con i chemioterapici di uso convenzionale nel trattamento dell'osteosarcoma.
2013
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