Il lavoro si propone di mettere in discussione gli strumenti metodologici e le basi teoriche dell'attività di restauro, al fine di volgersi a un corpus spesso considerato come marginale nella letteratura scientifica inerente alla disciplina: il film d'artista e sperimentale. Ci si concentrerà in particolare sugli anni 1960-1980 per analizzare, tra gli altri, la produzione di Bruce Conner, Carolee Schneemann, Anthony McCall, Paul Sharits. La tesi, concepita e costruita come un possibile dialogo tra l'esigenza di sistematizzazione teorica e le caratteristiche specifiche delle opere, promuove una metodologia aperta e dinamica, adattandosi dunque agli oggetti considerati. In un percorso che si vuole teorico, ma ugualmente frutto di ricerche in archivio, si tratteranno problemi di ricostruzione testuale (basandosi sulla filologia d'autore), questioni riguardanti la performance e l'installazione, interventi sulla materia delle opere (sulla scorta di una rilettura critica della Teoria del restauro di Cesare Brandi), o ancora il problema dell'obsolescenza tecnologica. La ricerca tende a includere e adattare concetti provenienti da diverse discipline (storia dell'arte, estetica, storia tecnologica del film, qui considerate come complementari), per poter infine descrivere l'attività di restauro come operazione ermeneutica. Muovendo da un'ipotesi di lavoro che unisce teoria e pratica, la ricerca affronta i problemi specifici relativi alla †œtrasmissione al futuro†� delle opere filmiche.
Reconstruction, Performance, Transmission. Esquisse d'une mà©thodologie de la restauration du film expà©rimental et du film d'artiste
2016
Abstract
Il lavoro si propone di mettere in discussione gli strumenti metodologici e le basi teoriche dell'attività di restauro, al fine di volgersi a un corpus spesso considerato come marginale nella letteratura scientifica inerente alla disciplina: il film d'artista e sperimentale. Ci si concentrerà in particolare sugli anni 1960-1980 per analizzare, tra gli altri, la produzione di Bruce Conner, Carolee Schneemann, Anthony McCall, Paul Sharits. La tesi, concepita e costruita come un possibile dialogo tra l'esigenza di sistematizzazione teorica e le caratteristiche specifiche delle opere, promuove una metodologia aperta e dinamica, adattandosi dunque agli oggetti considerati. In un percorso che si vuole teorico, ma ugualmente frutto di ricerche in archivio, si tratteranno problemi di ricostruzione testuale (basandosi sulla filologia d'autore), questioni riguardanti la performance e l'installazione, interventi sulla materia delle opere (sulla scorta di una rilettura critica della Teoria del restauro di Cesare Brandi), o ancora il problema dell'obsolescenza tecnologica. La ricerca tende a includere e adattare concetti provenienti da diverse discipline (storia dell'arte, estetica, storia tecnologica del film, qui considerate come complementari), per poter infine descrivere l'attività di restauro come operazione ermeneutica. Muovendo da un'ipotesi di lavoro che unisce teoria e pratica, la ricerca affronta i problemi specifici relativi alla †œtrasmissione al futuro†� delle opere filmiche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/332067
URN:NBN:IT:BNCF-332067