L'attività  di ricerca si intitola “Le scale in muratura nel Centro Antico di Napoli: Lettura tipologica, tecnologica, materica e stato di conservazione.” Le scale in muratura sono tra le pi๠interessanti espressioni dell'arte del costruire, nelle quali funzione architettonica e funzione strutturale si fondono in un mirabile connubio dal quale scaturisce una varietà  di tipologie tale da richiedere un approccio, per la loro conoscenza, che si discosta dalle tradizionali classificazioni. Il presente studio prende le mosse da queste considerazioni e intende fornire gli elementi per una corretta lettura e classificazione tipologica delle scale in muratura, limitando il proprio campo d'indagine ad un tessuto urbano ricco di testimonianze in tal senso: il Centro Antico di Napoli. Nel tessuto antico di questa città  le notevoli capacità  espressive della muratura e la perizia tecnica delle maestranze di un tempo, hanno dato vita ad un vasto campionario di scale in muratura, che certamente costituiscono una provocazione per l'architettura moderna del cemento armato, tuttora ancorata al ridotto numero dei rigidi schemi tipologici tradizionali. Purtroppo queste pregevoli strutture del passato sono spesso minacciate da gravi condizioni di degrado, che ne compromettono finanche la stabilità , richiedendo spesso interventi d'urgenza che finiscono col non tenere conto della straordinaria complessità  di questi elementi di fabbrica. D'altra parte i rimedi proposti dai manuali di recupero e dai testi di consolidamento, essendo limitati a pochissime tipologie (scala con setto centrale e scala a pozzo libero), risultano del tutto generici. La scelta dell'ambito di studio non ਠstata dettata soltanto dalla necessità  di limitare il proprio campo d'indagine, bensଠdall'esigenza di individuare uno specifico territorio omogeneo per caratteristiche fisiche. Il Centro Antico di Napoli risulta essere il prodotto di una secolare stratificazione urbanistica avvenuta a partire dalla fondazione della città , all'incirca nel IV sec. a. C. , periodo del quale conserva ancora l'originario impianto ippodameo oltre che testimonianze della cinta muraria, che a partire dall'intervento Aragonese (XV sec. d.C.), risultano determinanti per l'attuale conformazione urbanistica del centro. Le esigenze di difesa, infatti, portano ai divieti aragonesi di edificare fuori le mura: Il Centro Antico cresce su se stesso. I confini della città  greco romana sono stati individuati da Roberto Pane in: via Foria a nord; via S. Giovanni a Carbonara ad est; corso Umberto I a sud; via Monteoliveto e via Pessina ad ovest. La storia del palazzo napoletano, inizia in epoca Aragonese e le tappe successive sono scandite dal susseguirsi delle dinastie rivelando una impressionante solidarietà  tra il mondo politico e la realtà  costruita: Il palazzo diventa il segno tangibile della personalità  di ogni nuova dinastia. Le tappe riconoscibili negli stili architettonici sono quella Aragonese, di influenza catalana, quella Rinascimentale, di influenza Fiorentina, quella Barocca, e infine quella Neoclassica, sotto il Regno dei Borboni. Cresciuta su se stessa, la Città  ha offerto un'immagine sempre pi๠complessa ed articolata conservando perಠl'impianto distributivo del sistema viario originario. Calata all'interno della angusta trama di cardi e decumani romani, originariamente di impianto ippodameo nell'antica Grecia con strade principali (plateiai) e strade secondarie (stenopoi), il blocco regolare del palazzo fiorentino, vede negata, dalla limitata ampiezza delle strade, la percezione frontale dell'armonica scansione di vuoti e pieni che lo caratterizza e, ritenendola ormai un superfluo attributo, concentra la ricerca formale in un unico elemento: il portale. Per catturare l'attenzione dello spettatore, i progettisti si dedicarono a ciಠche rientrava nel cono ottico del passante privilegiando sia il portale sia quelle inaspettate spazialità  da esso suggerite. Queste si riferiscono al cortile e soprattutto alla scala che diventa, in questo modo, una seconda e pi๠importante facciata dell'edificio, anche se arretrata rispetto alla strada. La ricerca ਠstata sviluppata in quattro fasi. Nella prima fase della ricerca, compilata una bibliografia specifica, ਠstato sviluppato il tema della conoscenza delle scale di antico impianto del Centro Antico di Napoli. Nella seconda fase ਠstato definito un metodo di classificazione delle tipologie costruttive delle scale, per le quali sono stati definiti criteri e strumenti. In questa fase ਠstata messa a punto una scheda di lettura e di classificazione tipologica del sistema strutturale per l'area di studio divisa in macro settori di riferimento. Nella terza fase si ਠproceduto al rilievo e successivamente alla catalogazione. Con il presente studio si intende proporre uno strumento operativo a servizio del progettista dell'intervento di recupero delle scale in muratura nel Centro Antico di Napoli. Questi, infatti, individuata la tipologia strutturale, per ciascuna di esse potrà  desumere i dissesti presumibili in relazione alle caratteristiche dei quadri fessurativi riscontrati. Il progettista potrà  altresଠscegliere le operazioni di restauro e consolidamento nel rispetto delle caratteristiche semantiche, materiche e tecnologiche originarie, desumibili dalla catalogazione proposta.

LE SCALE IN MURATURA NELL'EDILIZIA DEL CENTRO ANTICO DI NAPOLI. LETTURA TIPOLOGICA, TECNOLOGICA, MATERICA E STATO DI CONSERVAZIONE.

2016

Abstract

L'attività  di ricerca si intitola “Le scale in muratura nel Centro Antico di Napoli: Lettura tipologica, tecnologica, materica e stato di conservazione.” Le scale in muratura sono tra le pi๠interessanti espressioni dell'arte del costruire, nelle quali funzione architettonica e funzione strutturale si fondono in un mirabile connubio dal quale scaturisce una varietà  di tipologie tale da richiedere un approccio, per la loro conoscenza, che si discosta dalle tradizionali classificazioni. Il presente studio prende le mosse da queste considerazioni e intende fornire gli elementi per una corretta lettura e classificazione tipologica delle scale in muratura, limitando il proprio campo d'indagine ad un tessuto urbano ricco di testimonianze in tal senso: il Centro Antico di Napoli. Nel tessuto antico di questa città  le notevoli capacità  espressive della muratura e la perizia tecnica delle maestranze di un tempo, hanno dato vita ad un vasto campionario di scale in muratura, che certamente costituiscono una provocazione per l'architettura moderna del cemento armato, tuttora ancorata al ridotto numero dei rigidi schemi tipologici tradizionali. Purtroppo queste pregevoli strutture del passato sono spesso minacciate da gravi condizioni di degrado, che ne compromettono finanche la stabilità , richiedendo spesso interventi d'urgenza che finiscono col non tenere conto della straordinaria complessità  di questi elementi di fabbrica. D'altra parte i rimedi proposti dai manuali di recupero e dai testi di consolidamento, essendo limitati a pochissime tipologie (scala con setto centrale e scala a pozzo libero), risultano del tutto generici. La scelta dell'ambito di studio non ਠstata dettata soltanto dalla necessità  di limitare il proprio campo d'indagine, bensଠdall'esigenza di individuare uno specifico territorio omogeneo per caratteristiche fisiche. Il Centro Antico di Napoli risulta essere il prodotto di una secolare stratificazione urbanistica avvenuta a partire dalla fondazione della città , all'incirca nel IV sec. a. C. , periodo del quale conserva ancora l'originario impianto ippodameo oltre che testimonianze della cinta muraria, che a partire dall'intervento Aragonese (XV sec. d.C.), risultano determinanti per l'attuale conformazione urbanistica del centro. Le esigenze di difesa, infatti, portano ai divieti aragonesi di edificare fuori le mura: Il Centro Antico cresce su se stesso. I confini della città  greco romana sono stati individuati da Roberto Pane in: via Foria a nord; via S. Giovanni a Carbonara ad est; corso Umberto I a sud; via Monteoliveto e via Pessina ad ovest. La storia del palazzo napoletano, inizia in epoca Aragonese e le tappe successive sono scandite dal susseguirsi delle dinastie rivelando una impressionante solidarietà  tra il mondo politico e la realtà  costruita: Il palazzo diventa il segno tangibile della personalità  di ogni nuova dinastia. Le tappe riconoscibili negli stili architettonici sono quella Aragonese, di influenza catalana, quella Rinascimentale, di influenza Fiorentina, quella Barocca, e infine quella Neoclassica, sotto il Regno dei Borboni. Cresciuta su se stessa, la Città  ha offerto un'immagine sempre pi๠complessa ed articolata conservando perಠl'impianto distributivo del sistema viario originario. Calata all'interno della angusta trama di cardi e decumani romani, originariamente di impianto ippodameo nell'antica Grecia con strade principali (plateiai) e strade secondarie (stenopoi), il blocco regolare del palazzo fiorentino, vede negata, dalla limitata ampiezza delle strade, la percezione frontale dell'armonica scansione di vuoti e pieni che lo caratterizza e, ritenendola ormai un superfluo attributo, concentra la ricerca formale in un unico elemento: il portale. Per catturare l'attenzione dello spettatore, i progettisti si dedicarono a ciಠche rientrava nel cono ottico del passante privilegiando sia il portale sia quelle inaspettate spazialità  da esso suggerite. Queste si riferiscono al cortile e soprattutto alla scala che diventa, in questo modo, una seconda e pi๠importante facciata dell'edificio, anche se arretrata rispetto alla strada. La ricerca ਠstata sviluppata in quattro fasi. Nella prima fase della ricerca, compilata una bibliografia specifica, ਠstato sviluppato il tema della conoscenza delle scale di antico impianto del Centro Antico di Napoli. Nella seconda fase ਠstato definito un metodo di classificazione delle tipologie costruttive delle scale, per le quali sono stati definiti criteri e strumenti. In questa fase ਠstata messa a punto una scheda di lettura e di classificazione tipologica del sistema strutturale per l'area di studio divisa in macro settori di riferimento. Nella terza fase si ਠproceduto al rilievo e successivamente alla catalogazione. Con il presente studio si intende proporre uno strumento operativo a servizio del progettista dell'intervento di recupero delle scale in muratura nel Centro Antico di Napoli. Questi, infatti, individuata la tipologia strutturale, per ciascuna di esse potrà  desumere i dissesti presumibili in relazione alle caratteristiche dei quadri fessurativi riscontrati. Il progettista potrà  altresଠscegliere le operazioni di restauro e consolidamento nel rispetto delle caratteristiche semantiche, materiche e tecnologiche originarie, desumibili dalla catalogazione proposta.
2016
it
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
EMANUELE_LAMANTIA_TESI28.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 112.59 MB
Formato Adobe PDF
112.59 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/332281
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-332281