SCOPO DELLA RICERCA Aedes albopictus àƒ¨ diventata in pochi anni dalla sua introduzione in Italia la specie di zanzara piàƒ¹ nociva e piàƒ¹ importante sotto il profilo sanitario. Essendo una zanzara tipicamente urbana e ad attivitàƒ diurna, limita fortemente la fruizione degli spazi aperti ed incide negativamente su alcune attivitàƒ economiche. Il recente episodio epidemico di Chikungunya, che ha colpito il nostro Paese, ha allarmato le autoritàƒ sanitarie nazionali ed europee che stanno attivando misure di prevenzione e contrasto per fronteggiare il rischio che il virus diventi endemico o che altri virus possano essere introdotti nelle nostre aree. Le misure di lotta contro Aedes albopictus attualmente in essere (lotta larvicida, rimozione dei microfocolai, informazione e coinvolgimento dei cittadini) non danno risultati sufficienti in termini di capacitàƒ di contenimento delle densitàƒ del vettore. Per questo àƒ¨ stato avviato un progetto di ricerca centrato sull'applicazione del metodo dell'autocidio a questa specie. Lࢠattivitàƒ di ricerca svolta ha avuto come scopo la messa a punto delle metodiche di allevamento massale e di sterilizzazione in grado di permettere la produzione di maschi di qualitàƒ sufficiente a garantire una buona fitness nelle condizioni di campo e competitivitàƒ coi maschi selvatici nella fase di accoppiamento. Le prove condotte possono essere raggruppate sotto tre principali campi di indagine: Prove di allevamento, Prove di Irraggiamento e Prove di Competizione. 1. Prove di allevamento In questo ambito sono state esaminate nuove diete larvali al fine di ottenere una piàƒ¹ elevata produttivitàƒ in termini di pupe con tempi di impupamento e dimensioni delle pupe piàƒ¹ omogenei. àƒ stata inoltre valutata la possibile reazione fagostimolante dellࢠATP addizionato al pasto di sangue delle femmine adulte con lo scopo di incrementare la produttivitàƒ di uova prodotte dai ceppi di Ae.albopictus in allevamento. 2. Prove di irraggiamento Attraverso prove di laboratorio sono stati investigati in gabbia gli effetti sterilizzanti di diverse dosi radianti (20 - 85 Gy) sulle pupe maschio di Ae. albopictus per la valutazione dei livelli di sterilitàƒ , fertilitàƒ e feconditàƒ indotti sulle femmine. Si sono compiute inoltre indagini per valutare eventuali alterazioni dello stato fisiologico dei maschi irraggiati e dei livelli di sterilitàƒ indotti su femmine, in funzione dellࢠetàƒ pupale alla quale venivano sottoposti a radiazioni. Analisi degli effetti delle radiazioni sui tempi di rotazione genitale, sulla velocitàƒ ed efficacia degli accoppiamenti e sui tempi di sfarfallamento degli adulti sono state condotte su maschi irraggiati a diverse dosi. Infine su femmine di Ae. albopictus si sono realizzate prove in gabbia per lo studio dei tempi di recettivitàƒ all'accoppiamento. Prove di competizione L'effetto negativo della colonizzazione in condizioni artificiali e l'irraggiamento sono riconosciuti come i fattori principali che incidono sulla competitivitàƒ dei maschi sterilizzati nei confronti di quelli fertili. Per la verifica della variazione di fitness dovuta a imbreeding ed eterosi, prove di competizione in serra (7,5 x 5 x 2,80 m) sono state realizzate impiegando ceppi allevati in laboratorio, ceppi selvatici raccolti in campo e ceppi ibridi ottenuti incrociando diversi ceppi di laboratorio. RISULTATI 1. Prove di allevamento Sono state confrontate la dieta standard (DS = 2,5 mg/larva Friskies Adult à,® + 0,5 mg/larva lievito di birra) e la nuova dieta integrata addizionata di Tetramin à,® (DI = DS + 0,2 mg/larva Tetramin à,®) per lࢠalimentazione delle larve in allevamento. Le prove condotte hanno evidenziato una buona risposta nelle percentuali di impupamento e di produttivitàƒ in termini di pupe per la nuova dieta senza peràƒ² evidenziare miglioramenti significativi con la DS. Con la dieta integrata si ottiene un impupamento a 7 giorni del 66,6% delle larve allevate (65% con la DS) e il setacciamento a 1400 ?m delle pupe ottenute produce in media il 98,3% di maschi nel setacciato (98,5% con la DS). Con la dieta standard la percentuale di maschi ottenuti sulle larve iniziali àƒ¨ pari a 27,2% (20-25% con la DS). Come riportato da Timmermann e Briegel (1999) la dieta delle larve va strutturata con lࢠobiettivo di garantire un ampio range di elementi nutritivi evitando cosàƒ¬ il rischio di carenze o sub-carenze che possano influire negativamente sulla produttivitàƒ dellࢠallevamento e sulle condizioni di vigore dei maschi. Secondo Reisen (1980, 1982), lࢠinfluenza negativa dellࢠallevamento sulla competitivitàƒ dei maschi nella fase di accoppiamento potrebbe essere di maggiore peso rispetto allࢠinfluenza dellࢠirraggiamento dei maschi. Infine le prove di laboratorio condotte per la verifica dellࢠefficacia fagostimolante di ATP nel pasto di sangue offerto alle femmine dellࢠallevamento non hanno evidenziato differenze significative in nessuno dei parametri considerati tra il campione nutrito con ATP e il testimone. Nella realizzazione di allevamenti massali per la produzione di maschi da irraggiare, si ritiene quindi opportuno mantenere la nuova dieta testata che garantisce una spettro nutritivo piàƒ¹ ampio e completo alle larve in allevamento. Lࢠaggiunta di ATP nel pasto di sangue delle femmine adulte non saràƒ impiegato in quanto troppo costoso e significativamente poco produttivo nel garantire un aumento del numero di uova prodotte. 2. Prove di irraggiamento Oltre alla sopravvivenza e alla sterilitàƒ , la scelta dello stadio di sviluppo piàƒ¹ conveniente da irraggiare in un programma SIT dipende dalla possibilitàƒ di maneggiare in sicurezza grandi quantitàƒ di insetti senza danneggiarli durante tutte le fasi che intercorrono tra lࢠallevamento massale, lࢠirraggiamento e il lancio in campo. La fase pupale risulta sicuramente piàƒ¹ vantaggiosa per il maggior numero di pupe irraggiabili per unitàƒ di volume e per il minimo danneggiamento arrecabile all'insetto che viene mantenuto in acqua durante tutte le procedure. La possibilitàƒ di lavorare con la minima dose radiante efficace, significa ridurre lo stress provocato inevitabilmente alle pupe maschio, che si manifesta nellࢠadulto con una ridotta longevitàƒ , una diminuita capacitàƒ di accoppiamento o di ricerca del partner e attraverso possibili alterazioni comportamentali che possono rendere il maschio inattivo o inefficace una volta introdotto in campo. I risultati ottenuti sottoponendo pupe maschili a irraggiamento a differenti ore dallࢠimpupamento evidenziano come la maturitàƒ del campione influisca sia sulla mortalitàƒ delle pupe che sullࢠefficacia sterilizzante dellࢠirraggiamento. Come riportato anche da Wijeyaratne (1977) le pupe piàƒ¹ vecchie mostrano una minore mortalitàƒ e una maggiore sensibilitàƒ alle radiazioni rispetto a quelle piàƒ¹ giovani. In particolare si àƒ¨ osservato come pupe maschili di etàƒ superiore 24h fossero maggiormente sensibili allࢠirraggiamento riportando minore perdita di competitivitàƒ rispetto alle pupe irraggiate precocemente. La minore dose impiegata per il raggiungimento della sterilitàƒ con minimi effetti sulla longevitàƒ dei maschi trattati e con livelli di feconditàƒ e fertilitàƒ indotti sulle femmine non differenti dal testimone, corrisponde a 40Gy (Cs 137 - 2,3 Gy/min). Analizzando la sopravvivenza dei maschi, si osserva una tendenza all'aumento della mortalitàƒ in funzione dellࢠaumento della dose fornita per tutte le etàƒ pupali di irraggiamento testate. Per trattamenti condotti su pupe di etàƒ > 30h la longevitàƒ dei maschi non risente dellࢠirraggiamento fino a dosi di 40Gy. La feconditàƒ delle femmine accoppiatesi con maschi irraggiati con dosi superiori a 40Gy mostra una tendenza alla riduzione del numero di uova prodotte con lࢠaumentare della dose ricevuta dal maschio.
Sviluppo della lotta autocida contro Aedes albopictus (Skuse) (Diptera: Culicidae)
2008
Abstract
SCOPO DELLA RICERCA Aedes albopictus àƒ¨ diventata in pochi anni dalla sua introduzione in Italia la specie di zanzara piàƒ¹ nociva e piàƒ¹ importante sotto il profilo sanitario. Essendo una zanzara tipicamente urbana e ad attivitàƒ diurna, limita fortemente la fruizione degli spazi aperti ed incide negativamente su alcune attivitàƒ economiche. Il recente episodio epidemico di Chikungunya, che ha colpito il nostro Paese, ha allarmato le autoritàƒ sanitarie nazionali ed europee che stanno attivando misure di prevenzione e contrasto per fronteggiare il rischio che il virus diventi endemico o che altri virus possano essere introdotti nelle nostre aree. Le misure di lotta contro Aedes albopictus attualmente in essere (lotta larvicida, rimozione dei microfocolai, informazione e coinvolgimento dei cittadini) non danno risultati sufficienti in termini di capacitàƒ di contenimento delle densitàƒ del vettore. Per questo àƒ¨ stato avviato un progetto di ricerca centrato sull'applicazione del metodo dell'autocidio a questa specie. Lࢠattivitàƒ di ricerca svolta ha avuto come scopo la messa a punto delle metodiche di allevamento massale e di sterilizzazione in grado di permettere la produzione di maschi di qualitàƒ sufficiente a garantire una buona fitness nelle condizioni di campo e competitivitàƒ coi maschi selvatici nella fase di accoppiamento. Le prove condotte possono essere raggruppate sotto tre principali campi di indagine: Prove di allevamento, Prove di Irraggiamento e Prove di Competizione. 1. Prove di allevamento In questo ambito sono state esaminate nuove diete larvali al fine di ottenere una piàƒ¹ elevata produttivitàƒ in termini di pupe con tempi di impupamento e dimensioni delle pupe piàƒ¹ omogenei. àƒ stata inoltre valutata la possibile reazione fagostimolante dellࢠATP addizionato al pasto di sangue delle femmine adulte con lo scopo di incrementare la produttivitàƒ di uova prodotte dai ceppi di Ae.albopictus in allevamento. 2. Prove di irraggiamento Attraverso prove di laboratorio sono stati investigati in gabbia gli effetti sterilizzanti di diverse dosi radianti (20 - 85 Gy) sulle pupe maschio di Ae. albopictus per la valutazione dei livelli di sterilitàƒ , fertilitàƒ e feconditàƒ indotti sulle femmine. Si sono compiute inoltre indagini per valutare eventuali alterazioni dello stato fisiologico dei maschi irraggiati e dei livelli di sterilitàƒ indotti su femmine, in funzione dellࢠetàƒ pupale alla quale venivano sottoposti a radiazioni. Analisi degli effetti delle radiazioni sui tempi di rotazione genitale, sulla velocitàƒ ed efficacia degli accoppiamenti e sui tempi di sfarfallamento degli adulti sono state condotte su maschi irraggiati a diverse dosi. Infine su femmine di Ae. albopictus si sono realizzate prove in gabbia per lo studio dei tempi di recettivitàƒ all'accoppiamento. Prove di competizione L'effetto negativo della colonizzazione in condizioni artificiali e l'irraggiamento sono riconosciuti come i fattori principali che incidono sulla competitivitàƒ dei maschi sterilizzati nei confronti di quelli fertili. Per la verifica della variazione di fitness dovuta a imbreeding ed eterosi, prove di competizione in serra (7,5 x 5 x 2,80 m) sono state realizzate impiegando ceppi allevati in laboratorio, ceppi selvatici raccolti in campo e ceppi ibridi ottenuti incrociando diversi ceppi di laboratorio. RISULTATI 1. Prove di allevamento Sono state confrontate la dieta standard (DS = 2,5 mg/larva Friskies Adult à,® + 0,5 mg/larva lievito di birra) e la nuova dieta integrata addizionata di Tetramin à,® (DI = DS + 0,2 mg/larva Tetramin à,®) per lࢠalimentazione delle larve in allevamento. Le prove condotte hanno evidenziato una buona risposta nelle percentuali di impupamento e di produttivitàƒ in termini di pupe per la nuova dieta senza peràƒ² evidenziare miglioramenti significativi con la DS. Con la dieta integrata si ottiene un impupamento a 7 giorni del 66,6% delle larve allevate (65% con la DS) e il setacciamento a 1400 ?m delle pupe ottenute produce in media il 98,3% di maschi nel setacciato (98,5% con la DS). Con la dieta standard la percentuale di maschi ottenuti sulle larve iniziali àƒ¨ pari a 27,2% (20-25% con la DS). Come riportato da Timmermann e Briegel (1999) la dieta delle larve va strutturata con lࢠobiettivo di garantire un ampio range di elementi nutritivi evitando cosàƒ¬ il rischio di carenze o sub-carenze che possano influire negativamente sulla produttivitàƒ dellࢠallevamento e sulle condizioni di vigore dei maschi. Secondo Reisen (1980, 1982), lࢠinfluenza negativa dellࢠallevamento sulla competitivitàƒ dei maschi nella fase di accoppiamento potrebbe essere di maggiore peso rispetto allࢠinfluenza dellࢠirraggiamento dei maschi. Infine le prove di laboratorio condotte per la verifica dellࢠefficacia fagostimolante di ATP nel pasto di sangue offerto alle femmine dellࢠallevamento non hanno evidenziato differenze significative in nessuno dei parametri considerati tra il campione nutrito con ATP e il testimone. Nella realizzazione di allevamenti massali per la produzione di maschi da irraggiare, si ritiene quindi opportuno mantenere la nuova dieta testata che garantisce una spettro nutritivo piàƒ¹ ampio e completo alle larve in allevamento. Lࢠaggiunta di ATP nel pasto di sangue delle femmine adulte non saràƒ impiegato in quanto troppo costoso e significativamente poco produttivo nel garantire un aumento del numero di uova prodotte. 2. Prove di irraggiamento Oltre alla sopravvivenza e alla sterilitàƒ , la scelta dello stadio di sviluppo piàƒ¹ conveniente da irraggiare in un programma SIT dipende dalla possibilitàƒ di maneggiare in sicurezza grandi quantitàƒ di insetti senza danneggiarli durante tutte le fasi che intercorrono tra lࢠallevamento massale, lࢠirraggiamento e il lancio in campo. La fase pupale risulta sicuramente piàƒ¹ vantaggiosa per il maggior numero di pupe irraggiabili per unitàƒ di volume e per il minimo danneggiamento arrecabile all'insetto che viene mantenuto in acqua durante tutte le procedure. La possibilitàƒ di lavorare con la minima dose radiante efficace, significa ridurre lo stress provocato inevitabilmente alle pupe maschio, che si manifesta nellࢠadulto con una ridotta longevitàƒ , una diminuita capacitàƒ di accoppiamento o di ricerca del partner e attraverso possibili alterazioni comportamentali che possono rendere il maschio inattivo o inefficace una volta introdotto in campo. I risultati ottenuti sottoponendo pupe maschili a irraggiamento a differenti ore dallࢠimpupamento evidenziano come la maturitàƒ del campione influisca sia sulla mortalitàƒ delle pupe che sullࢠefficacia sterilizzante dellࢠirraggiamento. Come riportato anche da Wijeyaratne (1977) le pupe piàƒ¹ vecchie mostrano una minore mortalitàƒ e una maggiore sensibilitàƒ alle radiazioni rispetto a quelle piàƒ¹ giovani. In particolare si àƒ¨ osservato come pupe maschili di etàƒ superiore 24h fossero maggiormente sensibili allࢠirraggiamento riportando minore perdita di competitivitàƒ rispetto alle pupe irraggiate precocemente. La minore dose impiegata per il raggiungimento della sterilitàƒ con minimi effetti sulla longevitàƒ dei maschi trattati e con livelli di feconditàƒ e fertilitàƒ indotti sulle femmine non differenti dal testimone, corrisponde a 40Gy (Cs 137 - 2,3 Gy/min). Analizzando la sopravvivenza dei maschi, si osserva una tendenza all'aumento della mortalitàƒ in funzione dellࢠaumento della dose fornita per tutte le etàƒ pupali di irraggiamento testate. Per trattamenti condotti su pupe di etàƒ > 30h la longevitàƒ dei maschi non risente dellࢠirraggiamento fino a dosi di 40Gy. La feconditàƒ delle femmine accoppiatesi con maschi irraggiati con dosi superiori a 40Gy mostra una tendenza alla riduzione del numero di uova prodotte con lࢠaumentare della dose ricevuta dal maschio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/332320
URN:NBN:IT:BNCF-332320