INTRODUZIONE Il condilo mandibolare per la sua particolare morfologia ਠla regione meno resistente di tutta la mandibola. Pertanto l'incidenza delle fratture condilari va dal 17,5% al 52% di tutte le fratture mandibolari e numerosi sono negli ultimi 20 anni gli studi pubblicati sul loro trattamento. Se non diagnosticate o se inadeguatamente trattate, tali fratture possono condurre ad una serie di complicanze immediate o tardive, come : vari gradi di riduzione della funzione articolare, l' osteoartrite, lussazioni ricorrenti, malocclusioni. Il trattamento si differenzia, sotto certi aspetti, in misura notevole da quello di altre lesioni traumatiche del distretto maxillo-facciale. Difatti, mentre nelle altre fratture, la riduzione e la contenzione vengono considerate requisito fondamentale al fine di ottenere la restituito ad integrum, nelle fratture del condilo mandibolare, non ਠsempre necessario effettuare una riduzione ed una contenzione anatomicamente corretta dei frammenti. Il condilo, infatti, anche se fratturato puಠguarire in modo indiretto (terapia Funzionale ) garantendo comunque un buon risultato funzionale indipendentemente dal ripristino della continuità  ossea e dell'anatomia originaria. MATERIALI E METODI Nel nostro studio abbiamo valutato in maniera retrospettiva i risultati clinici e radiologici a medio e lungo termine su un campione di 40 pz affetti da frattura intracapsulare ed exracapsulare del condilo mandibolare e sottoposti a terapia chirurgica o funzionale. I parametri clinici post -terapeutici valutati mediante specifiche “ Schede di valutazione ”sono stati : Funzionalità  e algie dell'articolazione temporo mandibolare, occlusione dentale, dismorfismi. I pazienti sono stati anche monitorati per le complicazioni che possono verificarsi dopo la terapia chirurgica quali : sindrome di Frey, infezioni, fistole salivari, funzionalità  del nervo facciale, esiti cicatriziali cutanei, frattura mezzi di osteosintesi ed infine ਠstato valutato il grado di soddisfazione del paziente. RISULTATI Dei 40 casi trattati in entrambi i modi, sia con terapia chirurgica che con la sola terapia funzionale, 80% ha mostrato il completo recupero dell'occlusione, inoltre di quelli trattati chirurgicamente, 88% non ha avuto lesioni del nervo facciale, e sempre 88% presentava una buona guarigione delle ferite chirurgiche. DISCUSSIONI E CONCLUSONI Le indagini radiografiche post hanno evidenziato un eccellente ripristino dell' anatomia della regione condilare e 80% non ha avuto complicanze. Il grado medio di soddisfazione ਠstato 8,20 su 10. L' attuale follw-up a 12 mesi risulta ancora insoddisfacente per ottenere un buona significatività  statistica. Pertanto, si rende necessario proseguire lo studio al fine di raccogliere dati outcome sufficienti a valutare i risultati nel tempo.

EFFICACIA DELLE "SCHEDE DI VALUTAZIONE CLINICA" DELLE FRATTURE DEL CONDILO MANDIBOLARE DOPO TERAPIA CHIRURGICA O FUNZIONALE

2016

Abstract

INTRODUZIONE Il condilo mandibolare per la sua particolare morfologia ਠla regione meno resistente di tutta la mandibola. Pertanto l'incidenza delle fratture condilari va dal 17,5% al 52% di tutte le fratture mandibolari e numerosi sono negli ultimi 20 anni gli studi pubblicati sul loro trattamento. Se non diagnosticate o se inadeguatamente trattate, tali fratture possono condurre ad una serie di complicanze immediate o tardive, come : vari gradi di riduzione della funzione articolare, l' osteoartrite, lussazioni ricorrenti, malocclusioni. Il trattamento si differenzia, sotto certi aspetti, in misura notevole da quello di altre lesioni traumatiche del distretto maxillo-facciale. Difatti, mentre nelle altre fratture, la riduzione e la contenzione vengono considerate requisito fondamentale al fine di ottenere la restituito ad integrum, nelle fratture del condilo mandibolare, non ਠsempre necessario effettuare una riduzione ed una contenzione anatomicamente corretta dei frammenti. Il condilo, infatti, anche se fratturato puಠguarire in modo indiretto (terapia Funzionale ) garantendo comunque un buon risultato funzionale indipendentemente dal ripristino della continuità  ossea e dell'anatomia originaria. MATERIALI E METODI Nel nostro studio abbiamo valutato in maniera retrospettiva i risultati clinici e radiologici a medio e lungo termine su un campione di 40 pz affetti da frattura intracapsulare ed exracapsulare del condilo mandibolare e sottoposti a terapia chirurgica o funzionale. I parametri clinici post -terapeutici valutati mediante specifiche “ Schede di valutazione ”sono stati : Funzionalità  e algie dell'articolazione temporo mandibolare, occlusione dentale, dismorfismi. I pazienti sono stati anche monitorati per le complicazioni che possono verificarsi dopo la terapia chirurgica quali : sindrome di Frey, infezioni, fistole salivari, funzionalità  del nervo facciale, esiti cicatriziali cutanei, frattura mezzi di osteosintesi ed infine ਠstato valutato il grado di soddisfazione del paziente. RISULTATI Dei 40 casi trattati in entrambi i modi, sia con terapia chirurgica che con la sola terapia funzionale, 80% ha mostrato il completo recupero dell'occlusione, inoltre di quelli trattati chirurgicamente, 88% non ha avuto lesioni del nervo facciale, e sempre 88% presentava una buona guarigione delle ferite chirurgiche. DISCUSSIONI E CONCLUSONI Le indagini radiografiche post hanno evidenziato un eccellente ripristino dell' anatomia della regione condilare e 80% non ha avuto complicanze. Il grado medio di soddisfazione ਠstato 8,20 su 10. L' attuale follw-up a 12 mesi risulta ancora insoddisfacente per ottenere un buona significatività  statistica. Pertanto, si rende necessario proseguire lo studio al fine di raccogliere dati outcome sufficienti a valutare i risultati nel tempo.
2016
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