Il progressivo aumento della domanda da parte del consumatore di derrate alimentari in grado di apportare oltre ai classici nutrienti, anche molecole cosiddette “bioattive” che possono esercitare un ruolo favorevole sul mantenimento dello stato di salute e sulla prevenzione delle malattie dell'uomo. Negli ultimi decenni, numerosi gruppi di ricerca hanno effettuato sperimentazioni, nel comparto lattiero-caseario, volte a chiarire il ruolo dei lipidi di origine animale nella induzione/prevenzione di quelle patologie legate alla cattiva alimentazione e/o a scorretti stili di vita, quali la sindrome metabolica (SM), il cancro al colon, le malattie cardio-vascolari (CHD), l'aterosclerosi e l'obesità anche infantile. Tra le componenti funzionali della frazione lipidica del latte, di sicuro interesse sono gli isomeri dell'acido linoleico coniugato, detti CLA. Tra questi risulta predominante l'acido rumenico (RA: cis-9, trans-11 CLA) che possiede spiccate attività contro il cancro e l'aterosclerosi. La presenza esclusiva dell'acido rumenico delle derrate alimentari derivanti dai ruminanti ਠlegata sia alla bioidrogenazione in sede ruminale di alcuni acidi grassi insaturi (acido linoleico: C18:2 omega-6; acido linolenico: C18:3 omega-3) ingeriti dall'animale sia dalla sintesi endogena ad opera ?9-desaturasi mammaria a partire dall'acido vaccenico (VA: trans-11 18:1 CLA). Nella prima indagine, infatti, nella quale si ਠvoluto verificare se la supplementazione con olio di palma idrogenato alla dieta di soggetti allevati con sistema stallino, comportasse un miglioramento delle caratteristiche nutrizionali del latte, le concentrazioni di acidi grassi a catena corta e media, nonchà© dei C14: 0, C16: 1 cis-9 e del cis-9 trans-11 CLA sono risultate significativamente maggiori nella derrata fornita dagli animali che ricevevano tale aggiunta alla razione. In merito alle concentrazioni di CLA nel latte, ਠemerso anche che l'espressione del gene che codifica per l'SCD, enzima coinvolto a livello tissutale nella loro produzione, non risulta omogenea durante la lattazione. I nostri risultati, inoltre, in apparente contrasto con quanto riportato in letteratura, nonostante un aumento del colesterolo ematico, non indicano una influenza negativa sul metabolismo, derivanti dall'aggiunta di grassi. L'impiego di 50g/capo/die di olio di palma idrogenato ਠstato ben tollerato dagli animali e puಠrappresentare un utile strumento per aumentare la disponibilità di energia in periodi di bilancio energetico negativo. Nella seconda sperimentazione, ਠstato confermato che l'impiego del pascolo determina la produzione di latte il cui profilo acidico si caratterizza per elevati contenuti in acidi grassi poliinsaturi delle serie omega 3 nonchਠper contenuti significativamente maggiori di CLA. Alla luce della acclarata influenza che entrambi questi parametri esercitano sulla salute umana, ਠpossibile esprimere un giudizio nettamente favorevole sull'adozione di sistemi di allevamento che prevedano il ricorso al pascolo. Notevole ਠapparsa, l'influenza dello stadio vegetativo e quindi della presenza di precursori nell'erba ingerita sul profilo acidico del latte, mentre l'espressione del gene che codifica per l' SCD ਠparso essere regolato soltanto dalla presenza di acido linoleico nella dieta. Per quanto concerne, infine, i miRNA, piccoli RNA endogeni in grado di ridurre la trascrizione di mRNA nelle cellule e di regolare il metabolismo lipidico, essi sono risultati maggiormente rappresentai nel latte degli animali allevati al pascolo. In quest' ultimo, inoltre, il miRNA 103 ha mostrato trend sovrapponibile a quello dell'espressione dell' SCD.
INFLUENZA DEL REGIME ALIMENTARE SULLE CARATTERISTICHE DIETETICO-NUTRIZIONALI DEL LATTE DI CAPRA
2016
Abstract
Il progressivo aumento della domanda da parte del consumatore di derrate alimentari in grado di apportare oltre ai classici nutrienti, anche molecole cosiddette “bioattive” che possono esercitare un ruolo favorevole sul mantenimento dello stato di salute e sulla prevenzione delle malattie dell'uomo. Negli ultimi decenni, numerosi gruppi di ricerca hanno effettuato sperimentazioni, nel comparto lattiero-caseario, volte a chiarire il ruolo dei lipidi di origine animale nella induzione/prevenzione di quelle patologie legate alla cattiva alimentazione e/o a scorretti stili di vita, quali la sindrome metabolica (SM), il cancro al colon, le malattie cardio-vascolari (CHD), l'aterosclerosi e l'obesità anche infantile. Tra le componenti funzionali della frazione lipidica del latte, di sicuro interesse sono gli isomeri dell'acido linoleico coniugato, detti CLA. Tra questi risulta predominante l'acido rumenico (RA: cis-9, trans-11 CLA) che possiede spiccate attività contro il cancro e l'aterosclerosi. La presenza esclusiva dell'acido rumenico delle derrate alimentari derivanti dai ruminanti ਠlegata sia alla bioidrogenazione in sede ruminale di alcuni acidi grassi insaturi (acido linoleico: C18:2 omega-6; acido linolenico: C18:3 omega-3) ingeriti dall'animale sia dalla sintesi endogena ad opera ?9-desaturasi mammaria a partire dall'acido vaccenico (VA: trans-11 18:1 CLA). Nella prima indagine, infatti, nella quale si ਠvoluto verificare se la supplementazione con olio di palma idrogenato alla dieta di soggetti allevati con sistema stallino, comportasse un miglioramento delle caratteristiche nutrizionali del latte, le concentrazioni di acidi grassi a catena corta e media, nonchà© dei C14: 0, C16: 1 cis-9 e del cis-9 trans-11 CLA sono risultate significativamente maggiori nella derrata fornita dagli animali che ricevevano tale aggiunta alla razione. In merito alle concentrazioni di CLA nel latte, ਠemerso anche che l'espressione del gene che codifica per l'SCD, enzima coinvolto a livello tissutale nella loro produzione, non risulta omogenea durante la lattazione. I nostri risultati, inoltre, in apparente contrasto con quanto riportato in letteratura, nonostante un aumento del colesterolo ematico, non indicano una influenza negativa sul metabolismo, derivanti dall'aggiunta di grassi. L'impiego di 50g/capo/die di olio di palma idrogenato ਠstato ben tollerato dagli animali e puಠrappresentare un utile strumento per aumentare la disponibilità di energia in periodi di bilancio energetico negativo. Nella seconda sperimentazione, ਠstato confermato che l'impiego del pascolo determina la produzione di latte il cui profilo acidico si caratterizza per elevati contenuti in acidi grassi poliinsaturi delle serie omega 3 nonchਠper contenuti significativamente maggiori di CLA. Alla luce della acclarata influenza che entrambi questi parametri esercitano sulla salute umana, ਠpossibile esprimere un giudizio nettamente favorevole sull'adozione di sistemi di allevamento che prevedano il ricorso al pascolo. Notevole ਠapparsa, l'influenza dello stadio vegetativo e quindi della presenza di precursori nell'erba ingerita sul profilo acidico del latte, mentre l'espressione del gene che codifica per l' SCD ਠparso essere regolato soltanto dalla presenza di acido linoleico nella dieta. Per quanto concerne, infine, i miRNA, piccoli RNA endogeni in grado di ridurre la trascrizione di mRNA nelle cellule e di regolare il metabolismo lipidico, essi sono risultati maggiormente rappresentai nel latte degli animali allevati al pascolo. In quest' ultimo, inoltre, il miRNA 103 ha mostrato trend sovrapponibile a quello dell'espressione dell' SCD.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/332765
URN:NBN:IT:BNCF-332765