Nel corso del Settecento i principali luoghi di promozione del nuovo sistema di virt๠morali e politiche, ideato dalla cultura dei Lumi, furono le scuole ed in particolare le accademie militari che divennero delle vere e proprie palestre di educazione sia militare che civile. Anche nel secolo successivo le istituzioni militari avrebbero conservato se non accresciuto il loro ruolo primario nella formazione della cittadinanza. Le scuole militari, oltre ad essere istituti di addestramento alla guerra, si presentavano come degli autentici laboratori politici in cui sperimentare nuovi modelli di comportamento e disciplinamento sociale. La rigenerazione morale dell'uomo, questione tanto cara ai rivoluzionari e ai repubblicani, doveva avvenire attraverso la ricostituzione di una coscienza civile perduta e mortificata dalle vicissitudini dell'antico regime. Nel processo di emancipazione politica e sociale auspicato dagli ambienti democratici del XIX secolo, le milizie, specchio di società  in continua evoluzione, ancora una volta avrebbero assunto un ruolo determinante. L'analisi dell'organizzazione degli eserciti europei, i loro regolamenti ed in particolare il tipo di formazione culturale e militare scelto per i soldati, sono stati i principali strumenti di indagine di questo lavoro sul sistema di virt๠sette-ottocentesco poichà© essi rispecchiano a pieno i valori politici del tempo. La storiografia ha, infatti, pi๠volte evidenziato che la storia degli eserciti, portata fuori dall'ambito ristretto della storia militare, puಠveramente permettere di individuare nelle milizie lo specchio della società  perchà© ne rivela non solo l'organizzazione statale, l'indirizzo politico ed il modello di sviluppo economico, ma anche il livello di crescita intellettuale e morale. Ripercorrendo le fasi salienti della storia militare della tarda età  moderna ਠpossibile, infatti, individuare momenti di svolta nell'elaborazione delle diverse tipologie di esercito corrispondenti proprio a periodi di forti trasformazioni culturali, politiche ed economiche della società  civile. Non a caso si ਠdeciso di considerare una periodizzazione lunga, focalizzando l'attenzione sul periodo storico che va dai decenni finali del Settecento fino alla prima metà  dell'Ottocento. Prendendo avvio dalla seconda metà  del Settecento, attraverso la Rivoluzione francese †" confermatasi vero spartiacque tra momenti storici diversi †" e l'età  napoleonica, si giunge agli anni della Restaurazione e alla cesura del 1848, per indagare un intervallo temporale ampio e gravido di avvenimenti significativi, nel quale si registrano profonde trasformazioni anche nell'etica militare, i cui valori portanti tendono ad assumere una connotazione sempre pi๠civile. Il presente lavoro ha inteso concentrarsi sulle vicende di alcuni stati europei, limitatamente alle esperienze francese e prussiana, impostesi a partire dal Settecento, e ai casi pi๠significativi dell'area italiana, in particolare il Piemonte sabaudo e il Regno di Napoli. In un'ottica comparata, per tali contesti si ਠcercato di far emergere le ragioni culturali, ideologiche, politiche ed economiche che contribuirono a valorizzare una tipologia di milizia anzichà© un'altra. Si à¨, pertanto, proceduto a definire le principali caratteristiche dei modelli militari selezionati, a partire da quella che Franco Venturi ha definito la prima crisi dell'antico regime.

DALLE VIRT๠MILITARI ALLE VIRT๠CIVILI: LA FORMAZIONE DEL SOLDATO IN EUROPA TRA SETTE E OTTOCENTO

2016

Abstract

Nel corso del Settecento i principali luoghi di promozione del nuovo sistema di virt๠morali e politiche, ideato dalla cultura dei Lumi, furono le scuole ed in particolare le accademie militari che divennero delle vere e proprie palestre di educazione sia militare che civile. Anche nel secolo successivo le istituzioni militari avrebbero conservato se non accresciuto il loro ruolo primario nella formazione della cittadinanza. Le scuole militari, oltre ad essere istituti di addestramento alla guerra, si presentavano come degli autentici laboratori politici in cui sperimentare nuovi modelli di comportamento e disciplinamento sociale. La rigenerazione morale dell'uomo, questione tanto cara ai rivoluzionari e ai repubblicani, doveva avvenire attraverso la ricostituzione di una coscienza civile perduta e mortificata dalle vicissitudini dell'antico regime. Nel processo di emancipazione politica e sociale auspicato dagli ambienti democratici del XIX secolo, le milizie, specchio di società  in continua evoluzione, ancora una volta avrebbero assunto un ruolo determinante. L'analisi dell'organizzazione degli eserciti europei, i loro regolamenti ed in particolare il tipo di formazione culturale e militare scelto per i soldati, sono stati i principali strumenti di indagine di questo lavoro sul sistema di virt๠sette-ottocentesco poichà© essi rispecchiano a pieno i valori politici del tempo. La storiografia ha, infatti, pi๠volte evidenziato che la storia degli eserciti, portata fuori dall'ambito ristretto della storia militare, puಠveramente permettere di individuare nelle milizie lo specchio della società  perchà© ne rivela non solo l'organizzazione statale, l'indirizzo politico ed il modello di sviluppo economico, ma anche il livello di crescita intellettuale e morale. Ripercorrendo le fasi salienti della storia militare della tarda età  moderna ਠpossibile, infatti, individuare momenti di svolta nell'elaborazione delle diverse tipologie di esercito corrispondenti proprio a periodi di forti trasformazioni culturali, politiche ed economiche della società  civile. Non a caso si ਠdeciso di considerare una periodizzazione lunga, focalizzando l'attenzione sul periodo storico che va dai decenni finali del Settecento fino alla prima metà  dell'Ottocento. Prendendo avvio dalla seconda metà  del Settecento, attraverso la Rivoluzione francese †" confermatasi vero spartiacque tra momenti storici diversi †" e l'età  napoleonica, si giunge agli anni della Restaurazione e alla cesura del 1848, per indagare un intervallo temporale ampio e gravido di avvenimenti significativi, nel quale si registrano profonde trasformazioni anche nell'etica militare, i cui valori portanti tendono ad assumere una connotazione sempre pi๠civile. Il presente lavoro ha inteso concentrarsi sulle vicende di alcuni stati europei, limitatamente alle esperienze francese e prussiana, impostesi a partire dal Settecento, e ai casi pi๠significativi dell'area italiana, in particolare il Piemonte sabaudo e il Regno di Napoli. In un'ottica comparata, per tali contesti si ਠcercato di far emergere le ragioni culturali, ideologiche, politiche ed economiche che contribuirono a valorizzare una tipologia di milizia anzichà© un'altra. Si à¨, pertanto, proceduto a definire le principali caratteristiche dei modelli militari selezionati, a partire da quella che Franco Venturi ha definito la prima crisi dell'antico regime.
2016
it
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tedesco_Marianna_28.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 2.31 MB
Formato Adobe PDF
2.31 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/332777
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-332777