L'interazione tra terremoti e fluidi crostali àƒ¨ un argomento molto complesso per via dei numerosi meccanismi che sono coinvolti e che si influenzano a vicenda. Alcuni fenomeni, come l'alterazione delle sorgenti e del flusso di fluidi, la liquefazione e il cambiamento del livello d'acqua nei pozzi freatici, sono largamente documentati in letteratura, tuttavia la loro spiegazione non àƒ¨ ancora del tutto chiara. Oltretutto, questi fenomeni possono cambiare sensibilmente in base al tipo di roccia, alla magnitudo del terremoto e alla distanza dalla faglia. Entro una distanza di poche lunghezze di faglia dall'epicentro, un terremoto puàƒ² modificare sia il campo di sforzo regionale che le proprietàƒÂ idrauliche della roccia, influenzando la distribuzione dei fluidi nel sottosuolo. In questa tesi utilizzo il simulatore numerico TOUGH2 per rappresentare la variazione del livello d'acqua di alcuni pozzi successivamente al terremoto di magnitudo ML5.9 che avvenne in Italia nel 2012. Il modello mostra che la risposta dei pozzi al terremoto puàƒ² essere rappresentata imponendo una variazione di stress statico ed evidenzia l'importanza della stratigrafia del sottosuolo. Questa zona àƒ¨ ben nota anche per emissioni di metano localizzate, associate a riscaldamenti anomali del sottosuolo. In questa tesi presento delle simulazioni per rappresentare questo processo e traggo alcune conclusioni circa la natura di questo fenomeno e sulle sue possibili interazioni con la sismicitàƒÂ locale. In ultimo, studio la relazione tra fluidi e terremoto dal punto di vista opposto: come I fluidi possono facilitare la sismicitàƒÂ . Presento i risultati ottenuti accoppiando il simulatore geotermico TOUGH2 con un modello sismico, stocastico, a ࢠseedࢠ. La simulazione accoppiata àƒ¨ in grado di catturare le caratteristiche principali della sismicitàƒÂ indotta dall'iniezione di fluidi in un'area sismicamente attiva.
Modeling earthquake-fluid interaction: shallow effects on groundwater circulation and induced seismicity in deep geothermal exploitation.
2016
Abstract
L'interazione tra terremoti e fluidi crostali àƒ¨ un argomento molto complesso per via dei numerosi meccanismi che sono coinvolti e che si influenzano a vicenda. Alcuni fenomeni, come l'alterazione delle sorgenti e del flusso di fluidi, la liquefazione e il cambiamento del livello d'acqua nei pozzi freatici, sono largamente documentati in letteratura, tuttavia la loro spiegazione non àƒ¨ ancora del tutto chiara. Oltretutto, questi fenomeni possono cambiare sensibilmente in base al tipo di roccia, alla magnitudo del terremoto e alla distanza dalla faglia. Entro una distanza di poche lunghezze di faglia dall'epicentro, un terremoto puàƒ² modificare sia il campo di sforzo regionale che le proprietàƒÂ idrauliche della roccia, influenzando la distribuzione dei fluidi nel sottosuolo. In questa tesi utilizzo il simulatore numerico TOUGH2 per rappresentare la variazione del livello d'acqua di alcuni pozzi successivamente al terremoto di magnitudo ML5.9 che avvenne in Italia nel 2012. Il modello mostra che la risposta dei pozzi al terremoto puàƒ² essere rappresentata imponendo una variazione di stress statico ed evidenzia l'importanza della stratigrafia del sottosuolo. Questa zona àƒ¨ ben nota anche per emissioni di metano localizzate, associate a riscaldamenti anomali del sottosuolo. In questa tesi presento delle simulazioni per rappresentare questo processo e traggo alcune conclusioni circa la natura di questo fenomeno e sulle sue possibili interazioni con la sismicitàƒÂ locale. In ultimo, studio la relazione tra fluidi e terremoto dal punto di vista opposto: come I fluidi possono facilitare la sismicitàƒÂ . Presento i risultati ottenuti accoppiando il simulatore geotermico TOUGH2 con un modello sismico, stocastico, a ࢠseedࢠ. La simulazione accoppiata àƒ¨ in grado di catturare le caratteristiche principali della sismicitàƒÂ indotta dall'iniezione di fluidi in un'area sismicamente attiva.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/332853
URN:NBN:IT:BNCF-332853