La ricerca, si colloca nel filone di studi delle scienze bioeducative e affronta, al suo interno, il tema dei Disturbi Specifici di Apprendimento. La ricerca segue un approccio transdisciplinare e, partendo dall'ipotesi che l'attenzione, la memoria e le emozioni sono elementi centrali dell'apprendimento, ha inteso effettuare una prima ricognizione sulla raccolta del dato normativo di sviluppo delle capacità  di gestire risorse attentive e memoria che appartengono al Sistema Esecutivo e le abilità  di lettura, comprensione e problem solving, valutando anche la variabilità  intraindividuale nei tempi di reazione (RT) con prove di cronometria mentale che utilizzano paradigmi a tempi di reazione avendo come riferimento gli studenti appartenenti alla fascia di età  tra i 16 e 19 anni. La prima parte del lavoro, a partire da una descrizione delle caratteristiche generali e dell' espressività  dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento in adolescenza, prosegue con il portare ipotesi a sostegno di quanto, proprio quando si parla di difficoltà  nell'apprendimento, sia necessario un approccio “Pedagogico Integrato”. Viene cosଠeffettuata una sintesi delle ricerche presenti in pedagogia a partire dall'approccio Piagetiano sino a quello delle Scienze Bioeducative che, non svilendo l'identità  pedagogica nelle problematiche della formazione e nel processo di apprendimento, forniscono nuove prospettive di traduzione rispetto a quali siano e come agiscano i sistemi che sottostanno gli apprendimenti ancor di pi๠se gli stessi risultino compromessi. Per questo motivo il lavoro prosegue affrontando il problema dell'interdisciplinarietà  tra Neuroscienze e Scienze dell'Educazione al fine di acquisire gli elementi utili ad una riflessione che delinea il profilo e a da corpo e significato al lavoro svolto sia in ambito strettamente educativo sia in ambito clinico ed abilitativo. In questa prospettiva vengono passati in rassegna diversi modelli di lettura dell'organizzazione della mente e le implicazioni pedagogiche che ne derivano. Dalla complessità  di tale dialogo si evidenzia non solo la necessità  di ripensare all'apprendimento alla luce dei pi๠recenti contributi provenienti dalle neuroscienze, della psicologia, delle scienze cognitive ma anche, di conseguenza, di operare per una fattiva trasformazione ed adattamento dei curricoli formativi avendo come obiettivo l'orientamento degli stessi verso la promozione di un “apprendimento integrato”. Viene dunque esposto il lavoro sperimentale effettuato in regime di convenzione interateneo tra l'Università  degli studi di Napoli "Federico II" e l'Università  degli Studi di Genova - Polo Universitario di ricerca e intervento sui disturbi del linguaggio e dell'apprendimento “M.T. Bozzo”. Si ਠipotizzato che una lettura “neuropsicologica/multicomponenziale” del disturbo, collocata all'interno della pi๠ampia visione delle scienze bioeducative e di una visione “ecologica” del soggetto in formazione possa consentire l'elaborazione e costruzione di profili di funzionamento in grado di permettere la “connessione” tra le specifiche differenze inter/intra individuali del funzionamento cognitivo con le istanze relazionali, psicologiche, sociali di cui ogni individuo ਠportatore. Il lavoro si ਠposto come l'obiettivo di: - effettuare una prima ricognizione relativamente alla raccolta del dato normativo su come si svolgono e si organizzano gli apprendimenti scolari (lettura, calcolo, comprensione, problem solving) degli studenti appartenenti alla fascia di età  16/19 anni; - verificare se e quale correlazione ci fosse tra gli aspetti mnestici ed attentivi intesi come le capacità  che appartengono al Sistema Esecutivo con le abilità  scolari degli studenti appartenenti alla fascia di età  16/19 anni; - raccogliere i dati della misura diretta dell'attenzione spaziale, dell'allerta, del controllo del conflitto cognitivo (con prove di cronometria mentale che utilizzano paradigmi a tempi di reazione) e la valutazione dei sistemi di disturbo portati dalle “Default Mode Network”con lo studio dei parametri Mu, Sigma e Tau delle ex Gaussiane. Le valutazioni sono state effettuate utilizzando un protocollo che ha previsto la somministrazione di prove utili alla verifica del funzionamento dei moduli di lettura, calcolo, abilità  di comprensione e problem solving e la somministrazione di prove utili alla verifica di alcune abilità  che dipendono dal Sistema Attentivo Supervisore e che sono andate ad a indagare il funzionamento dei diversi tipi di Attenzione, la Visuopercezione e le Memorie. Il campione di ricerca ha previsto la partecipazione di 188 soggetti appartenenti alla scuola superiore di secondo grado di due Istituzioni scolastiche dell'area metropolitana della città  di Napoli. (54 soggetti, di classe III, età  media=16,3; 81 soggetti, classe IV, età  media=17,1; 53 soggetti, classe V, età  media=18,1). Le analisi statistiche effettuate hanno evidenziato: un incremento di automatizzazione degli aspetti esecutivi e modulari (lettura, comprensione, problem solving), il ruolo centrale assunto dagli aspetti esecutivi nell' adempiere a tale abilità , la riduzione dei tempi di reazione, anche in caso di gestione dell'interferenza, da parte dei soggetti di età  maggiore. Come già  evidenziato, il lavoro affronta il problema dei Disturbi Specifici di Apprendimento avendo come riferimento l'età  dell'adolescenza e della tarda adolescenza, all'interno di una visione bio-educativa. Lo studio apre alla possibilità  a poter utilizzare i dati ottenuti come contributo utile al passaggio da una visione riduttiva dei Disturbi Specifici di Apprendimento ad una visione pi๠ampia che li individui come espressione di una caratteristica personologica. Da ciಠemerge, come questione attuale e problematica, la formazione dei docenti affrontabile pensando a percorsi in grado di costruire non solo le conoscenze di base sui rapporti che esistono tra i processi cognitivi associati all'apprendimento ma soprattutto passare la consapevolezza che nella pratica educativa ਠpossibile integrare i dati della ricerca neuro scientifica per favorire la ricerca transdisciplinare di modelli esplicativi utili all'elaborazione di soluzioni educative applicabili e flessibili.

Un modello per indirizzare i protocolli di valutazione degli apprendimenti e delle abilità  attentive ed esecutive in soggetti appartenenti alla fascia di età  16/19 anni e ricadute in termini d'inclusione e partecipazione nei contesti formativi

2016

Abstract

La ricerca, si colloca nel filone di studi delle scienze bioeducative e affronta, al suo interno, il tema dei Disturbi Specifici di Apprendimento. La ricerca segue un approccio transdisciplinare e, partendo dall'ipotesi che l'attenzione, la memoria e le emozioni sono elementi centrali dell'apprendimento, ha inteso effettuare una prima ricognizione sulla raccolta del dato normativo di sviluppo delle capacità  di gestire risorse attentive e memoria che appartengono al Sistema Esecutivo e le abilità  di lettura, comprensione e problem solving, valutando anche la variabilità  intraindividuale nei tempi di reazione (RT) con prove di cronometria mentale che utilizzano paradigmi a tempi di reazione avendo come riferimento gli studenti appartenenti alla fascia di età  tra i 16 e 19 anni. La prima parte del lavoro, a partire da una descrizione delle caratteristiche generali e dell' espressività  dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento in adolescenza, prosegue con il portare ipotesi a sostegno di quanto, proprio quando si parla di difficoltà  nell'apprendimento, sia necessario un approccio “Pedagogico Integrato”. Viene cosଠeffettuata una sintesi delle ricerche presenti in pedagogia a partire dall'approccio Piagetiano sino a quello delle Scienze Bioeducative che, non svilendo l'identità  pedagogica nelle problematiche della formazione e nel processo di apprendimento, forniscono nuove prospettive di traduzione rispetto a quali siano e come agiscano i sistemi che sottostanno gli apprendimenti ancor di pi๠se gli stessi risultino compromessi. Per questo motivo il lavoro prosegue affrontando il problema dell'interdisciplinarietà  tra Neuroscienze e Scienze dell'Educazione al fine di acquisire gli elementi utili ad una riflessione che delinea il profilo e a da corpo e significato al lavoro svolto sia in ambito strettamente educativo sia in ambito clinico ed abilitativo. In questa prospettiva vengono passati in rassegna diversi modelli di lettura dell'organizzazione della mente e le implicazioni pedagogiche che ne derivano. Dalla complessità  di tale dialogo si evidenzia non solo la necessità  di ripensare all'apprendimento alla luce dei pi๠recenti contributi provenienti dalle neuroscienze, della psicologia, delle scienze cognitive ma anche, di conseguenza, di operare per una fattiva trasformazione ed adattamento dei curricoli formativi avendo come obiettivo l'orientamento degli stessi verso la promozione di un “apprendimento integrato”. Viene dunque esposto il lavoro sperimentale effettuato in regime di convenzione interateneo tra l'Università  degli studi di Napoli "Federico II" e l'Università  degli Studi di Genova - Polo Universitario di ricerca e intervento sui disturbi del linguaggio e dell'apprendimento “M.T. Bozzo”. Si ਠipotizzato che una lettura “neuropsicologica/multicomponenziale” del disturbo, collocata all'interno della pi๠ampia visione delle scienze bioeducative e di una visione “ecologica” del soggetto in formazione possa consentire l'elaborazione e costruzione di profili di funzionamento in grado di permettere la “connessione” tra le specifiche differenze inter/intra individuali del funzionamento cognitivo con le istanze relazionali, psicologiche, sociali di cui ogni individuo ਠportatore. Il lavoro si ਠposto come l'obiettivo di: - effettuare una prima ricognizione relativamente alla raccolta del dato normativo su come si svolgono e si organizzano gli apprendimenti scolari (lettura, calcolo, comprensione, problem solving) degli studenti appartenenti alla fascia di età  16/19 anni; - verificare se e quale correlazione ci fosse tra gli aspetti mnestici ed attentivi intesi come le capacità  che appartengono al Sistema Esecutivo con le abilità  scolari degli studenti appartenenti alla fascia di età  16/19 anni; - raccogliere i dati della misura diretta dell'attenzione spaziale, dell'allerta, del controllo del conflitto cognitivo (con prove di cronometria mentale che utilizzano paradigmi a tempi di reazione) e la valutazione dei sistemi di disturbo portati dalle “Default Mode Network”con lo studio dei parametri Mu, Sigma e Tau delle ex Gaussiane. Le valutazioni sono state effettuate utilizzando un protocollo che ha previsto la somministrazione di prove utili alla verifica del funzionamento dei moduli di lettura, calcolo, abilità  di comprensione e problem solving e la somministrazione di prove utili alla verifica di alcune abilità  che dipendono dal Sistema Attentivo Supervisore e che sono andate ad a indagare il funzionamento dei diversi tipi di Attenzione, la Visuopercezione e le Memorie. Il campione di ricerca ha previsto la partecipazione di 188 soggetti appartenenti alla scuola superiore di secondo grado di due Istituzioni scolastiche dell'area metropolitana della città  di Napoli. (54 soggetti, di classe III, età  media=16,3; 81 soggetti, classe IV, età  media=17,1; 53 soggetti, classe V, età  media=18,1). Le analisi statistiche effettuate hanno evidenziato: un incremento di automatizzazione degli aspetti esecutivi e modulari (lettura, comprensione, problem solving), il ruolo centrale assunto dagli aspetti esecutivi nell' adempiere a tale abilità , la riduzione dei tempi di reazione, anche in caso di gestione dell'interferenza, da parte dei soggetti di età  maggiore. Come già  evidenziato, il lavoro affronta il problema dei Disturbi Specifici di Apprendimento avendo come riferimento l'età  dell'adolescenza e della tarda adolescenza, all'interno di una visione bio-educativa. Lo studio apre alla possibilità  a poter utilizzare i dati ottenuti come contributo utile al passaggio da una visione riduttiva dei Disturbi Specifici di Apprendimento ad una visione pi๠ampia che li individui come espressione di una caratteristica personologica. Da ciಠemerge, come questione attuale e problematica, la formazione dei docenti affrontabile pensando a percorsi in grado di costruire non solo le conoscenze di base sui rapporti che esistono tra i processi cognitivi associati all'apprendimento ma soprattutto passare la consapevolezza che nella pratica educativa ਠpossibile integrare i dati della ricerca neuro scientifica per favorire la ricerca transdisciplinare di modelli esplicativi utili all'elaborazione di soluzioni educative applicabili e flessibili.
2016
it
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
veneroso_mariacristina_27.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 1.49 MB
Formato Adobe PDF
1.49 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/333056
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-333056