Secondo il Report IFAD sulla povertà  rurale, nel 2008, circa due terzi della popolazione africana viveva nelle aree rurali ed era in qualche modo coinvolta in attività  agricole commerciali o di sussistenza (IFAD, 2011). L'agricoltura rappresenta il pi๠importante settore economico per la popolazione africana e le donne risultano cruciali per la produzione agricola: rappresentano infatti il 62,8 per cento della forza lavoro (FAO, 2014). Dopo la crisi alimentare del 2007-2008 si ਠandato intensificando il fenomeno delle acquisizione di terre su larga scala in paesi del Sud del mondo, in particolare nel continente africano, da parte di multinazionali, governi, aziende nazionali e singoli soggetti privati. Questo processo ਠstato denominato anche land grabbing dalle principali organizzazioni internazionali e della società  civile e ha avuto grande impatto mediatico a livello internazionale. L'intensificarsi del fenomeno ha portato a una progressiva perdita di controllo e accesso ad ampie porzioni di territorio da parte delle comunità  locali, che non possono pi๠disporre delle risorse naturali collegate alla terra. La cessione di ampi terreni avviene in molti casi senza trasparenza informativa, con violazione dei diritti umani e senza il consenso delle comunità  che vi abitano e che coltivano tali aree, e a cui viene imposto un cambio radicale di vita. La terra ਠuna risorsa centrale per l'identità , il sostentamento e la sicurezza alimentare di una comunità , dunque le conseguenze sono molteplici a livello sociale, culturale, economico e politico. Gli impatti sulle relazioni di genere e in particolare sulle donne delle comunità  rurali risultano essere cruciali nel discorso sullo sviluppo. L'obiettivo di questo lavoro ਠindagare come le relazioni di genere, a seguito delle trasformazioni nella gestione della terra, si modificano amplificando squilibri già  esistenti e creando conseguenze sulle logiche di potere delle comunità  rurali e sulle vite delle persone che ne fanno parte.

Terra e Sviluppo: impatti di genere delle acquisizioni di terra su larga scala in Africa

2016

Abstract

Secondo il Report IFAD sulla povertà  rurale, nel 2008, circa due terzi della popolazione africana viveva nelle aree rurali ed era in qualche modo coinvolta in attività  agricole commerciali o di sussistenza (IFAD, 2011). L'agricoltura rappresenta il pi๠importante settore economico per la popolazione africana e le donne risultano cruciali per la produzione agricola: rappresentano infatti il 62,8 per cento della forza lavoro (FAO, 2014). Dopo la crisi alimentare del 2007-2008 si ਠandato intensificando il fenomeno delle acquisizione di terre su larga scala in paesi del Sud del mondo, in particolare nel continente africano, da parte di multinazionali, governi, aziende nazionali e singoli soggetti privati. Questo processo ਠstato denominato anche land grabbing dalle principali organizzazioni internazionali e della società  civile e ha avuto grande impatto mediatico a livello internazionale. L'intensificarsi del fenomeno ha portato a una progressiva perdita di controllo e accesso ad ampie porzioni di territorio da parte delle comunità  locali, che non possono pi๠disporre delle risorse naturali collegate alla terra. La cessione di ampi terreni avviene in molti casi senza trasparenza informativa, con violazione dei diritti umani e senza il consenso delle comunità  che vi abitano e che coltivano tali aree, e a cui viene imposto un cambio radicale di vita. La terra ਠuna risorsa centrale per l'identità , il sostentamento e la sicurezza alimentare di una comunità , dunque le conseguenze sono molteplici a livello sociale, culturale, economico e politico. Gli impatti sulle relazioni di genere e in particolare sulle donne delle comunità  rurali risultano essere cruciali nel discorso sullo sviluppo. L'obiettivo di questo lavoro ਠindagare come le relazioni di genere, a seguito delle trasformazioni nella gestione della terra, si modificano amplificando squilibri già  esistenti e creando conseguenze sulle logiche di potere delle comunità  rurali e sulle vite delle persone che ne fanno parte.
2016
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