Questo lavoro di ricerca triennale, svolto nel quadro di una cotutela internazionale tra l'Università  degli Studi di Napoli “Federico II” e l'Università© de Paris-Sorbonne (Paris IV), propone un approfondimento di un aspetto poco indagato dei discussi scambi artistici tra la Francia e l'Italia nel secondo Ottocento. Tenuto conto di quanto, nel periodo in analisi, la Francia abbia rappresentato un punto di riferimento per la maggior parte degli ambienti culturali europei, in particolare per quanto concerne la pittura e la scultura, si ਠcercato di indagare in che modo anche la produzione fotografica francese abbia offerto agli artisti italiani dei modelli da seguire, dei veicoli per la diffusione e l'accoglienza delle loro produzioni all'estero e un supporto funzionale alle dinamiche che regolarono il mercato internazionale delle loro opere. Si ਠscelto di affrontare queste problematiche in maniera trasversale, cercando di chiarire che cosa potà© rappresentare il paradigma della fotografia francese per questi artisti. Le analisi dei casi specifici di alcuni di loro hanno contestualmente rappresentato l'occasione per osservare in maniera pratica il modo in cui si concretಠil loro rapporto con questo medium. Il lavoro ਠstato articolato in tre parti. La prima affronta il modo in cui la fotografia partecipಠalla creazione pittorica degli artisti italiani, fornendo dei modelli estetici e iconografici oltre che instaurando un dialogo proficuo tra i due modelli estetici. Come per tutte le arti visive, la città  di Parigi rappresentಠper gli italiani una tappa obbligata per l'aggiornamento dei propri linguaggi ai pi๠moderni codici dell'arte. Questo discorso vale anche per la fotografia. La città  divenne la nuova “Mecca fotografica” sia per l'alto numero di professionisti del settore ivi operanti, sia perchà© qui fu possibile rendersi conto degli ultimi progressi tecnologici raggiunti dall'industria fotografica. Nella seconda parte si approfondisce il ruolo della fotografia nell'ambito della circolazione internazionale delle opere italiane, in particolare si ਠrivolta una particolare attenzione alle fotoriproduzioni. Sono stati presi in analisi i fondi editoriali della Maison Goupil, conservati presso l'omonimo museo di Bordeaux, e, per la prima volta, i cataloghi fotografici della stessa ditta, conservati a Los Angeles, nonchà© parte del Dieterle's Family Records of French Art Galleries, 1846-1986. Nella terza, infine, gli assi della ricerca sono stati invertiti e si ਠriflettuto sull'importanza della fotografia di provenienza italiana per la nascita e la maturazione del movimento pittorico neogreco francese e di quello neopompeiano inglese. Le opere straniere divennero dei punti di riferimento per la formazione del corrispondente filone artistico italiano, i cui esponenti si relazionarono alle stesse fonti fotografiche ma in maniera indiretta, quando queste erano già  state dipinte sulle tele francesi e inglesi. Il fulcro di questa parte ਠstato l'analisi della Sir Lawrence Alma-Tadema Collection, conservata a Birmingham negli archivi della Cadbury Library e costituita dalle corrispondenze private e dall'impressionante collezione fotografica appartenuta all'artista olandese, da cui il fondo d'archivio prende il nome.

Fotografia e pittura tra Italia e Francia nel secondo Ottocento. Produzione, editoria e dinamiche di mercato

2016

Abstract

Questo lavoro di ricerca triennale, svolto nel quadro di una cotutela internazionale tra l'Università  degli Studi di Napoli “Federico II” e l'Università© de Paris-Sorbonne (Paris IV), propone un approfondimento di un aspetto poco indagato dei discussi scambi artistici tra la Francia e l'Italia nel secondo Ottocento. Tenuto conto di quanto, nel periodo in analisi, la Francia abbia rappresentato un punto di riferimento per la maggior parte degli ambienti culturali europei, in particolare per quanto concerne la pittura e la scultura, si ਠcercato di indagare in che modo anche la produzione fotografica francese abbia offerto agli artisti italiani dei modelli da seguire, dei veicoli per la diffusione e l'accoglienza delle loro produzioni all'estero e un supporto funzionale alle dinamiche che regolarono il mercato internazionale delle loro opere. Si ਠscelto di affrontare queste problematiche in maniera trasversale, cercando di chiarire che cosa potà© rappresentare il paradigma della fotografia francese per questi artisti. Le analisi dei casi specifici di alcuni di loro hanno contestualmente rappresentato l'occasione per osservare in maniera pratica il modo in cui si concretಠil loro rapporto con questo medium. Il lavoro ਠstato articolato in tre parti. La prima affronta il modo in cui la fotografia partecipಠalla creazione pittorica degli artisti italiani, fornendo dei modelli estetici e iconografici oltre che instaurando un dialogo proficuo tra i due modelli estetici. Come per tutte le arti visive, la città  di Parigi rappresentಠper gli italiani una tappa obbligata per l'aggiornamento dei propri linguaggi ai pi๠moderni codici dell'arte. Questo discorso vale anche per la fotografia. La città  divenne la nuova “Mecca fotografica” sia per l'alto numero di professionisti del settore ivi operanti, sia perchà© qui fu possibile rendersi conto degli ultimi progressi tecnologici raggiunti dall'industria fotografica. Nella seconda parte si approfondisce il ruolo della fotografia nell'ambito della circolazione internazionale delle opere italiane, in particolare si ਠrivolta una particolare attenzione alle fotoriproduzioni. Sono stati presi in analisi i fondi editoriali della Maison Goupil, conservati presso l'omonimo museo di Bordeaux, e, per la prima volta, i cataloghi fotografici della stessa ditta, conservati a Los Angeles, nonchà© parte del Dieterle's Family Records of French Art Galleries, 1846-1986. Nella terza, infine, gli assi della ricerca sono stati invertiti e si ਠriflettuto sull'importanza della fotografia di provenienza italiana per la nascita e la maturazione del movimento pittorico neogreco francese e di quello neopompeiano inglese. Le opere straniere divennero dei punti di riferimento per la formazione del corrispondente filone artistico italiano, i cui esponenti si relazionarono alle stesse fonti fotografiche ma in maniera indiretta, quando queste erano già  state dipinte sulle tele francesi e inglesi. Il fulcro di questa parte ਠstato l'analisi della Sir Lawrence Alma-Tadema Collection, conservata a Birmingham negli archivi della Cadbury Library e costituita dalle corrispondenze private e dall'impressionante collezione fotografica appartenuta all'artista olandese, da cui il fondo d'archivio prende il nome.
2016
it
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/333374
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-333374