Il settore sanitario ਠda molti decenni al centro di analisi e provvedimenti del Governo e del Parlamento con il deliberato duplice fine di contenere la spesa sanitaria ed innalzare la qualità percepita delle prestazioni socio-sanitarie. Il legislatore, ben consapevole dei principi fissati nella Carta Costituzionale all'art. 32, tenta di equilibrare gli obiettivi annuali di bilancio pubblico con le sempre pi๠pressanti istanze della cittadinanza, che soffre del contenimento delle prestazioni pubbliche erogate. Non solo per questioni demografiche, ma anche per effetto dell'esplosione di soluzioni tecnologiche innovative (a partire dalla nuova medicina “personalizzata” basata sullo studio del D.N.A.), la spesa sanitaria ਠstata influenzata nell'arco di questi ultimi due decenni anni da tendenze incrementative; queste ultime frenate solo per effetto di lunghe trattative nazionali (Conferenza Stato-Regioni, “Patti per la Salute”), aventi per risultato la ridefinione dei L.E.A. (livelli essenziali di assistenza) e dei L.E.P. (livelli essenziali nelle prestazioni) . Nonostante il legislatore abbia affermato la priorità dell'introduzione dei “costi standard” nel sistema contabile nazionale, per stabilire per ciascuna prestazione l'efficienza o meno dei processi di erogazione, non sono pochi i dubbi applicativi di tale sistema di programmazione e controllo della spesa nel settore sanitario. Il costo standard ਠper sua definizione un costo calcolato ex-ante in base ad un'ipotesi di processo produttivo conosciuto nelle sue variabili significative. Tale costo ਠassociato a predefiniti livelli di efficienza del ciclo produttivo (parametri di natura “tecnica”; sistema “input-trasformazione-output”) e di costo/prezzo delle sue singole sub-fasi; pertanto per giungere alla sua determinazione ਠnecessario: a) definire le fasi del processo produttivo con l'evidenza di tutte le variabili “indipendenti” della funzione di produzione; b) definire le relazioni esistenti tra le variabili indipendenti e quelle dipendenti; c) definire per ciascuna fase produttiva e per ciascuna variabile l'andamento del costo in relazione alla quantità prodotta, per ottenere in base a pre-assegnati livelli produttivi la curva globale del costo di produzione pi๠vicina a quella “standard”. L'utilizzo del concetto di costo “standard” ਠprassi consolidata in imprese di trasformazione di beni e di servizi quando il numero di variabili del sistema produttivo ਠabbastanza definito. Quando la logica del processo produttivo per sua natura ਠdeterminabile solo in parte (poichਠpresenti variabili non definibili), oppure quando il sistema di produzione ਠcontrassegnato da variabili dinamiche non ਠmonitorabili con puntualità (si pensi alle condizioni di un paziente affetto da pi๠patoligie: paziente affetto da HIV con presenza di neoplasie e patologie respiratorie), non ਠpraticabile scientificamente qualsiasi algoritmo per definire un costo “standard”. Nello specifico in medicina, possiamo affermare che ogni paziente ਠdi per sà© un essere vivente unico, un sistema biologico che risponde alle sollecitazioni interne ed esterne in modo difficilmente prevedibile. Motivo per il quale, sebbene la cura ottimale di molte patologie ਠpossibile definirla attraverso un “protocollo scientifico” puntuale ed affidabile, sulla base delle “evidenze” , non ਠsempre questa la realtà con cui si relazionano i medici. Sovente accade che quando il quadro clinico dell'individuo a mano a mano diviene pi๠complesso e molto instabile, non ਠpossibile associare alla diagnosi, alla prognosi ed alla conseguente cura/trattamento delle patologie un costo standard delle prestazioni sanitarie da erogare. Sebbene attraverso i “percorsi diagnostici-terapeutici-assistenziali” la letteratura scientifica medica abbia evidenziato macro-cicli “produttivi” ben definiti, permangono problematiche applicative per la definizione del costo standard di non poco conto, poichà© lo scostamento dallo standard puಠdifferire sia per specificità epidemiologiche associabili a differenti etnie, ma anche per effetto delle diverse condizioni sociali ed economiche in cui versano i pazienti . Dall'analisi di impraticabilità del costo “standard” a tutti i fattori produttivi in sanità consegue una prima problematica della ricerca attinente alla definizione di quali fattori siano assogettabili alla legislazione nazionale vigente e quali invece debbano essere tenuti fuori da tale logica di equiparazione al “benchmark” . àˆ evidente che l'assogettabilità o meno di un fattore incide considerevolmente sui criteri di calcolo delle funzioni di costo associate alle prestazioni erogate o da erogare. Partendo dal presupposto che le risorse economiche sono scarse, e che dunque i principi enunciati dall'art. 32 della Costituzione devono essere comunque interpretati alla luce del principio del pareggio di bilancio, possiamo affermare che se nei processi primari diagnosi-prognosi-cura delle patologie la questione del costo standard ਠda valutare con attenzione, nei processi secondari di supporto l'introduzione del costo standard si puಠeseguire senza ostacoli. Tra i processi secondari di supporto rientra a pieno titolo quello associato all'approvvigionamento delle risorse energetiche delle aziende ospedaliere. Le aziende ospedaliere esprimono ogni giorno un notevole fabbisogno di energia elettrica e termica che a sua volta si ripercuote sulla struttura dei costi dell'azienda ospedaliera. Grazie alla compressione dei costi dei processi di supporto ਠpossibile generare un risparmio che influisce positivamente sull'equazione del valore in sanità , potendo assegnare le maggiori risorse ai processi primari medico-sanitari.
ASPETTI STRATEGICI, GESTIONALI E FINANZIARI DEI PROGETTI DI INVESTIMENTO IN SANITà€ A SUPPORTO DI POLITICHE DI RAZIONALIZZAZIONE DEI COSTI. LO STATO DELL'ARTE DEI MODELLI INNOVATIVI DI ENERGY MANAGEMENT NELLE AZIENDE OSPEDALIERE.
2016
Abstract
Il settore sanitario ਠda molti decenni al centro di analisi e provvedimenti del Governo e del Parlamento con il deliberato duplice fine di contenere la spesa sanitaria ed innalzare la qualità percepita delle prestazioni socio-sanitarie. Il legislatore, ben consapevole dei principi fissati nella Carta Costituzionale all'art. 32, tenta di equilibrare gli obiettivi annuali di bilancio pubblico con le sempre pi๠pressanti istanze della cittadinanza, che soffre del contenimento delle prestazioni pubbliche erogate. Non solo per questioni demografiche, ma anche per effetto dell'esplosione di soluzioni tecnologiche innovative (a partire dalla nuova medicina “personalizzata” basata sullo studio del D.N.A.), la spesa sanitaria ਠstata influenzata nell'arco di questi ultimi due decenni anni da tendenze incrementative; queste ultime frenate solo per effetto di lunghe trattative nazionali (Conferenza Stato-Regioni, “Patti per la Salute”), aventi per risultato la ridefinione dei L.E.A. (livelli essenziali di assistenza) e dei L.E.P. (livelli essenziali nelle prestazioni) . Nonostante il legislatore abbia affermato la priorità dell'introduzione dei “costi standard” nel sistema contabile nazionale, per stabilire per ciascuna prestazione l'efficienza o meno dei processi di erogazione, non sono pochi i dubbi applicativi di tale sistema di programmazione e controllo della spesa nel settore sanitario. Il costo standard ਠper sua definizione un costo calcolato ex-ante in base ad un'ipotesi di processo produttivo conosciuto nelle sue variabili significative. Tale costo ਠassociato a predefiniti livelli di efficienza del ciclo produttivo (parametri di natura “tecnica”; sistema “input-trasformazione-output”) e di costo/prezzo delle sue singole sub-fasi; pertanto per giungere alla sua determinazione ਠnecessario: a) definire le fasi del processo produttivo con l'evidenza di tutte le variabili “indipendenti” della funzione di produzione; b) definire le relazioni esistenti tra le variabili indipendenti e quelle dipendenti; c) definire per ciascuna fase produttiva e per ciascuna variabile l'andamento del costo in relazione alla quantità prodotta, per ottenere in base a pre-assegnati livelli produttivi la curva globale del costo di produzione pi๠vicina a quella “standard”. L'utilizzo del concetto di costo “standard” ਠprassi consolidata in imprese di trasformazione di beni e di servizi quando il numero di variabili del sistema produttivo ਠabbastanza definito. Quando la logica del processo produttivo per sua natura ਠdeterminabile solo in parte (poichਠpresenti variabili non definibili), oppure quando il sistema di produzione ਠcontrassegnato da variabili dinamiche non ਠmonitorabili con puntualità (si pensi alle condizioni di un paziente affetto da pi๠patoligie: paziente affetto da HIV con presenza di neoplasie e patologie respiratorie), non ਠpraticabile scientificamente qualsiasi algoritmo per definire un costo “standard”. Nello specifico in medicina, possiamo affermare che ogni paziente ਠdi per sà© un essere vivente unico, un sistema biologico che risponde alle sollecitazioni interne ed esterne in modo difficilmente prevedibile. Motivo per il quale, sebbene la cura ottimale di molte patologie ਠpossibile definirla attraverso un “protocollo scientifico” puntuale ed affidabile, sulla base delle “evidenze” , non ਠsempre questa la realtà con cui si relazionano i medici. Sovente accade che quando il quadro clinico dell'individuo a mano a mano diviene pi๠complesso e molto instabile, non ਠpossibile associare alla diagnosi, alla prognosi ed alla conseguente cura/trattamento delle patologie un costo standard delle prestazioni sanitarie da erogare. Sebbene attraverso i “percorsi diagnostici-terapeutici-assistenziali” la letteratura scientifica medica abbia evidenziato macro-cicli “produttivi” ben definiti, permangono problematiche applicative per la definizione del costo standard di non poco conto, poichà© lo scostamento dallo standard puಠdifferire sia per specificità epidemiologiche associabili a differenti etnie, ma anche per effetto delle diverse condizioni sociali ed economiche in cui versano i pazienti . Dall'analisi di impraticabilità del costo “standard” a tutti i fattori produttivi in sanità consegue una prima problematica della ricerca attinente alla definizione di quali fattori siano assogettabili alla legislazione nazionale vigente e quali invece debbano essere tenuti fuori da tale logica di equiparazione al “benchmark” . àˆ evidente che l'assogettabilità o meno di un fattore incide considerevolmente sui criteri di calcolo delle funzioni di costo associate alle prestazioni erogate o da erogare. Partendo dal presupposto che le risorse economiche sono scarse, e che dunque i principi enunciati dall'art. 32 della Costituzione devono essere comunque interpretati alla luce del principio del pareggio di bilancio, possiamo affermare che se nei processi primari diagnosi-prognosi-cura delle patologie la questione del costo standard ਠda valutare con attenzione, nei processi secondari di supporto l'introduzione del costo standard si puಠeseguire senza ostacoli. Tra i processi secondari di supporto rientra a pieno titolo quello associato all'approvvigionamento delle risorse energetiche delle aziende ospedaliere. Le aziende ospedaliere esprimono ogni giorno un notevole fabbisogno di energia elettrica e termica che a sua volta si ripercuote sulla struttura dei costi dell'azienda ospedaliera. Grazie alla compressione dei costi dei processi di supporto ਠpossibile generare un risparmio che influisce positivamente sull'equazione del valore in sanità , potendo assegnare le maggiori risorse ai processi primari medico-sanitari.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/333771
URN:NBN:IT:BNCF-333771