Numerose evidenze hanno dimostrato un ruolo determinante della citochina pleiotropica HGF e del suo recettore tirosin chinasico c-MET nella crescita e progressione tumorale e nelle metastasi. Questo lavoro di tesi ਠrivolto alla caratterizzazione del ruolo di HGF/c-MET nella crescita e progressione del cancro della prostata. In precedenza, le conseguenze biologiche del legame di HGF a c-MET sono state analizzate in diversi sistemi cellulari in coltura, soprattutto in linee cellulari tumorali, o in campioni di tessuto tumorale di diversa origine. I segnali cellulari attivati dal complesso HGF/c-MET, responsabili della trasformazione fenotipica di cellule normali in cellule tumorali, tuttavia, differiscono nei vari tessuti e, ad oggi, sono stati analizzati in diversi studi indipendenti, ma mai in un'unica linea cellulare. Inoltre, le cellule epiteliali di prostata normale e le cellule epiteliali di prostata tumorali differiscono nella loro risposta ad HGF (66). In questa ricerca sono state studiate le risposte cellulari e molecolari conseguenti all'interazione HGF/c-MET utilizzando cellule epiteliali di prostata umana PNT1A. Tali cellule rappresentano un efficace modello per l'analisi dei processi cellulari quale, ad esempio, la proliferazione dell'epitelio prostatico in risposta ad androgeni e fattori di crescita (67). Sebbene le cellule PNT1A siano considerate cellule pre-neoplastiche in quanto il processo di immortalizzazione con SV40T le rende suscettibili alla trasformazione maligna, esse sono cellule non-tumorigeniche che mostrano proprietà  molecolari e biochimiche molto simili all'epitelio di prostata normale (68). Allo scopo di valutare gli effetti morfologici e molecolari derivanti dall'interazione HGF/c-MET nella linea cellulare epiteliale di prostata umana PNT1A, ਠstato sintetizzato per via ricombinante in colture di lievito Pichia pastoris il frammento di HGF NK1. Questa molecola, una variante di “splicing” di HGF, costituita dal suo dominio N-terminale e dal primo dominio kringle, fu dapprima descritta come antagonista di c-MET, ma studi successivi su colture cellulari e su modelli in vivo hanno stabilito il ruolo di NK1 quale agonista del recettore (26-27, 69-70). Il frammento NK1, prodotto per via ricombinante, e' stato purificato e somministrato alle cellule PNT1A in differenti dosi e per diversi intervalli di tempo ed ਠstato valutato l'effetto di tale trattamento sulla proliferazione e migrazione cellulare. Successivamente, allo scopo di contribuire al chiarimento dei meccanismi molecolari con cui l'interazione NK1/c-MET regola i processi di proliferazione e migrazione delle cellule epiteliali di prostata, sono stati studiati i profili di fosforilazione di proteine intracellulari di segnale (ERK1/2, STAT3, SMAD2/3, Akt, c-Src, FAK) ed i livelli di espressione delle E-caderine, fibronectina, vimentina, ?-actinina e “?-smooth muscle actin” nelle cellule PNT1A sia trattate con NK1 sia non trattate. I risultati ottenuti hanno dimostrato che le cellule PNT1A esprimono il recettore c-MET e che NK1 ਠin grado di attivare il recettore fosforilando residui di tirosina critici per la sua funzione (39). L' attivazione di c-MET da parte di NK1 risulta in un incremento della proliferazione e della motilità  delle cellule epiteliali di prostata PNT1A. La caratterizzazione del meccanismo molecolare con cui il complesso NK1/c-MET promuove le trasformazioni fenotipiche delle cellule PNT1A possono non solo contribuire ad una migliore comprensione del ruolo fisiopatologico di HGF nella prostata umana, ma anche fornire le basi per lo sviluppo di terapie innovative per la cura del tumore alla prostata nell'uomo.

STUDIO DEI PROCESSI CELLULARI E MOLECOLARI ATTIVATI DALL'INTERAZIONE TRA IL DOMINIO NK1 DI HGF ED IL RECETTORE c-MET IN CELLULE EPITELIALI DI PROSTATA

2013

Abstract

Numerose evidenze hanno dimostrato un ruolo determinante della citochina pleiotropica HGF e del suo recettore tirosin chinasico c-MET nella crescita e progressione tumorale e nelle metastasi. Questo lavoro di tesi ਠrivolto alla caratterizzazione del ruolo di HGF/c-MET nella crescita e progressione del cancro della prostata. In precedenza, le conseguenze biologiche del legame di HGF a c-MET sono state analizzate in diversi sistemi cellulari in coltura, soprattutto in linee cellulari tumorali, o in campioni di tessuto tumorale di diversa origine. I segnali cellulari attivati dal complesso HGF/c-MET, responsabili della trasformazione fenotipica di cellule normali in cellule tumorali, tuttavia, differiscono nei vari tessuti e, ad oggi, sono stati analizzati in diversi studi indipendenti, ma mai in un'unica linea cellulare. Inoltre, le cellule epiteliali di prostata normale e le cellule epiteliali di prostata tumorali differiscono nella loro risposta ad HGF (66). In questa ricerca sono state studiate le risposte cellulari e molecolari conseguenti all'interazione HGF/c-MET utilizzando cellule epiteliali di prostata umana PNT1A. Tali cellule rappresentano un efficace modello per l'analisi dei processi cellulari quale, ad esempio, la proliferazione dell'epitelio prostatico in risposta ad androgeni e fattori di crescita (67). Sebbene le cellule PNT1A siano considerate cellule pre-neoplastiche in quanto il processo di immortalizzazione con SV40T le rende suscettibili alla trasformazione maligna, esse sono cellule non-tumorigeniche che mostrano proprietà  molecolari e biochimiche molto simili all'epitelio di prostata normale (68). Allo scopo di valutare gli effetti morfologici e molecolari derivanti dall'interazione HGF/c-MET nella linea cellulare epiteliale di prostata umana PNT1A, ਠstato sintetizzato per via ricombinante in colture di lievito Pichia pastoris il frammento di HGF NK1. Questa molecola, una variante di “splicing” di HGF, costituita dal suo dominio N-terminale e dal primo dominio kringle, fu dapprima descritta come antagonista di c-MET, ma studi successivi su colture cellulari e su modelli in vivo hanno stabilito il ruolo di NK1 quale agonista del recettore (26-27, 69-70). Il frammento NK1, prodotto per via ricombinante, e' stato purificato e somministrato alle cellule PNT1A in differenti dosi e per diversi intervalli di tempo ed ਠstato valutato l'effetto di tale trattamento sulla proliferazione e migrazione cellulare. Successivamente, allo scopo di contribuire al chiarimento dei meccanismi molecolari con cui l'interazione NK1/c-MET regola i processi di proliferazione e migrazione delle cellule epiteliali di prostata, sono stati studiati i profili di fosforilazione di proteine intracellulari di segnale (ERK1/2, STAT3, SMAD2/3, Akt, c-Src, FAK) ed i livelli di espressione delle E-caderine, fibronectina, vimentina, ?-actinina e “?-smooth muscle actin” nelle cellule PNT1A sia trattate con NK1 sia non trattate. I risultati ottenuti hanno dimostrato che le cellule PNT1A esprimono il recettore c-MET e che NK1 ਠin grado di attivare il recettore fosforilando residui di tirosina critici per la sua funzione (39). L' attivazione di c-MET da parte di NK1 risulta in un incremento della proliferazione e della motilità  delle cellule epiteliali di prostata PNT1A. La caratterizzazione del meccanismo molecolare con cui il complesso NK1/c-MET promuove le trasformazioni fenotipiche delle cellule PNT1A possono non solo contribuire ad una migliore comprensione del ruolo fisiopatologico di HGF nella prostata umana, ma anche fornire le basi per lo sviluppo di terapie innovative per la cura del tumore alla prostata nell'uomo.
2013
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