Il lavoro svolto nel corso del mio dottorato ha avuto per oggetto lo studio dell' inibizione della glicolisi aerobia (il principale processo metabolico utilizzato dalle cellule neoplastiche per produrre energia) ottenuta mediante il blocco dell'enzima lattato deidrogenasi (LDH). La mia attività  si ਠconcentrata sulla possibilità  di utilizzare questo approccio allo scopo di migliorare l'efficacia della terapia antitumorale, valutandone gli effetti su colture di carcinoma epatocellulare umano Inizialmente, per valutare gli effetti della inibizione della LDH, ਠstato usato l'acido ossamico ( OXA). Questo composto ਠl'unico inibitore noto specifico per LDH ; ਠuna molecola non tossica in vivo, ma attiva a concentrazioni troppo elevate per consentirne un uso terapeutico. Un importante risultato ottenuto ਠstata la dimostrazione che l' inibizione della LDH ottenuta con OXA non ਠsolo in grado di innescare una risposta di morte nelle cellule trattate, ma, associata alla somministrazione di sorafenib, aumenta fortemente l'efficacia di questo farmaco, determinando un effetto di sinergismo. Questo forte effetto di potenziamento dell'azione del farmaco ਠstato spiegato con la dimostrazione che il sorafenib ha la capacità  di inibire il consumo di ossigeno delle cellule trattate, rendendole pi๠dipendenti dalla glicolisi. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche il nostro gruppo di ricerca ਠarrivato alla identificazione di un composto (galloflavina) che inibisce la LDH con una efficienza molto maggiore di OXA. I risultati preliminari ottenuti sulle cellule di epatocarcinoma suggeriscono che la galloflavina potrebbe essere un composto promettente nel campo degli inibitori metabolici tumorali e inducono a una sua valutazione pi๠approfondita come potenziale farmaco antineoplastico.

L'inibizione della lattico deidrogenasi: una possibile strategia per migliorare il trattamento farmacologico del carcinoma epatocellulare

2012

Abstract

Il lavoro svolto nel corso del mio dottorato ha avuto per oggetto lo studio dell' inibizione della glicolisi aerobia (il principale processo metabolico utilizzato dalle cellule neoplastiche per produrre energia) ottenuta mediante il blocco dell'enzima lattato deidrogenasi (LDH). La mia attività  si ਠconcentrata sulla possibilità  di utilizzare questo approccio allo scopo di migliorare l'efficacia della terapia antitumorale, valutandone gli effetti su colture di carcinoma epatocellulare umano Inizialmente, per valutare gli effetti della inibizione della LDH, ਠstato usato l'acido ossamico ( OXA). Questo composto ਠl'unico inibitore noto specifico per LDH ; ਠuna molecola non tossica in vivo, ma attiva a concentrazioni troppo elevate per consentirne un uso terapeutico. Un importante risultato ottenuto ਠstata la dimostrazione che l' inibizione della LDH ottenuta con OXA non ਠsolo in grado di innescare una risposta di morte nelle cellule trattate, ma, associata alla somministrazione di sorafenib, aumenta fortemente l'efficacia di questo farmaco, determinando un effetto di sinergismo. Questo forte effetto di potenziamento dell'azione del farmaco ਠstato spiegato con la dimostrazione che il sorafenib ha la capacità  di inibire il consumo di ossigeno delle cellule trattate, rendendole pi๠dipendenti dalla glicolisi. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche il nostro gruppo di ricerca ਠarrivato alla identificazione di un composto (galloflavina) che inibisce la LDH con una efficienza molto maggiore di OXA. I risultati preliminari ottenuti sulle cellule di epatocarcinoma suggeriscono che la galloflavina potrebbe essere un composto promettente nel campo degli inibitori metabolici tumorali e inducono a una sua valutazione pi๠approfondita come potenziale farmaco antineoplastico.
2012
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/333876
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-333876