La tesi di dottorato della candidata Ilaria Eleonora Nino ha ad oggetto lo studio delle concessioni idroelettriche con particolare riguardo ai profili relativi alla tutela della concorrenza e alla tutela dellࢠambiente. Per la comprensione di questi aspetti, si sono approfonditi, inizialmente, sia pur solo per cenni, il concetto di energia elettrica e, piàƒ¹ specificamente quello di energia idroelettrica, con i dati tecnici connessi piàƒ¹ rilevanti in materia. Si àƒ¨ poi proceduto ad una descrizione degli impianti idroelettrici presenti nel nostro Paese. Si àƒ¨ passati poi allࢠanalisi storico-giuridica: dopo aver accennato alla qualificazione giuridica delle acque nel diritto romano e nel diritto medievale ࢠsi àƒ¨ messo in evidenza che proprio in tale ultimo periodo si inizia ad utilizzare il modello concessorio ࢠsi sono poi analizzate compiutamente le legislazioni che si sono succedute nel tempo a partire dal 1865. Ampio spazio àƒ¨ stato dedicato, ovviamente, alla normativa che a tuttࢠoggi costituisce il riferimento principale nella materia: il T. U. delle acque e degli impianti elettrici del 1933. Al riguardo si sono sottolineate le criticitàƒ che sono emerse nel tempo essendo mutate le esigenze che devono trovare tutela e la cui mancata considerazione rende il T. U oramai inadeguato. Si àƒ¨ poi affrontato uno dei due aspetti fondamentali del lavoro ossia il rapporto tra concessioni idroelettriche e concorrenza: si àƒ¨ evidenziato innanzitutto come sia stato il diritto europeo ad aver dato negli ultimi ࢠ20 anni una spinta ࢠforteࢠsu questo versante attraverso interventi volti allࢠapertura del mercato. Al riguardo si sono analizzati gli atti della Commissione europea, dellࢠAutoritàƒ Garante della concorrenza e del mercato, ed infine le sentenze della Corte Costituzionale che nel tempo si sono pronunciate sulla questione del rapporto tra concessioni idroelettriche e concorrenza. In questa parte sono state analizzate anche le legislazioni delle Province di Trento e di Bolzano e la copiosa giurisprudenza, soprattutto costituzionale, che su di esse àƒ¨ intervenuta. Si àƒ¨ concluso, in relazione ai rapporti tra concessioni idroelettriche e concorrenza, che, nonostante i tentativi finora effettuati, non si puàƒ² dire che si sia ottenuta una vera e propria apertura del mercato delle concessioni idroelettriche come, invece, una piena applicazione dei principi sulla concorrenza avrebbe comportato. Lࢠanalisi si àƒ¨ poi diretta al secondo degli aspetti fondamentali del lavoro ossia al rapporto tra concessioni idroelettriche e tutela dellࢠambiente. Eࢠstato messo in evidenza che il legislatore nazionale, sulla scia di quello europeo, ha preso consapevolezza delle problematiche ambientali solo di recente e che, proprio a seguito di tale presa di consapevolezza, si siano moltiplicati negli ultimi anni gli interventi volti ad inquadrare le concessioni idroelettriche in una logica di programmazione consentendo un superamento dello schema provvedimentale. A tal fine si àƒ¨ evidenziato come il legislatore con la legge n. 183 del 1989 abbia introdotto il concetto fondamentale del deflusso minimo vitale (DMV) e che tale concetto sia stato successivamente affinato nella legislazione italiana, anche grazie allࢠimpulso del legislatore europeo che àƒ¨ intervenuto con la direttiva acque 2000/60 recepita poi nel nostro ordinamento. Si àƒ¨ concluso che anche in relazione ai rapporti tra tutela dellࢠambiente e concessioni idroelettriche, nonostante si siano fatti numerosi passi in avanti, si àƒ¨ ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi che la legislazione europea ci ha indicato. Infine si sono affrontate le tematiche dei canoni e dei sovracanoni nonchàƒ© degli incentivi per la produzione di energia da fonte rinnovabile evidenziando di volta in volta le criticitàƒ che sono state rilevate dalla giurisprudenza soprattutto costituzionale.
Le concessioni idroelettriche tra tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente
2014
Abstract
La tesi di dottorato della candidata Ilaria Eleonora Nino ha ad oggetto lo studio delle concessioni idroelettriche con particolare riguardo ai profili relativi alla tutela della concorrenza e alla tutela dellࢠambiente. Per la comprensione di questi aspetti, si sono approfonditi, inizialmente, sia pur solo per cenni, il concetto di energia elettrica e, piàƒ¹ specificamente quello di energia idroelettrica, con i dati tecnici connessi piàƒ¹ rilevanti in materia. Si àƒ¨ poi proceduto ad una descrizione degli impianti idroelettrici presenti nel nostro Paese. Si àƒ¨ passati poi allࢠanalisi storico-giuridica: dopo aver accennato alla qualificazione giuridica delle acque nel diritto romano e nel diritto medievale ࢠsi àƒ¨ messo in evidenza che proprio in tale ultimo periodo si inizia ad utilizzare il modello concessorio ࢠsi sono poi analizzate compiutamente le legislazioni che si sono succedute nel tempo a partire dal 1865. Ampio spazio àƒ¨ stato dedicato, ovviamente, alla normativa che a tuttࢠoggi costituisce il riferimento principale nella materia: il T. U. delle acque e degli impianti elettrici del 1933. Al riguardo si sono sottolineate le criticitàƒ che sono emerse nel tempo essendo mutate le esigenze che devono trovare tutela e la cui mancata considerazione rende il T. U oramai inadeguato. Si àƒ¨ poi affrontato uno dei due aspetti fondamentali del lavoro ossia il rapporto tra concessioni idroelettriche e concorrenza: si àƒ¨ evidenziato innanzitutto come sia stato il diritto europeo ad aver dato negli ultimi ࢠ20 anni una spinta ࢠforteࢠsu questo versante attraverso interventi volti allࢠapertura del mercato. Al riguardo si sono analizzati gli atti della Commissione europea, dellࢠAutoritàƒ Garante della concorrenza e del mercato, ed infine le sentenze della Corte Costituzionale che nel tempo si sono pronunciate sulla questione del rapporto tra concessioni idroelettriche e concorrenza. In questa parte sono state analizzate anche le legislazioni delle Province di Trento e di Bolzano e la copiosa giurisprudenza, soprattutto costituzionale, che su di esse àƒ¨ intervenuta. Si àƒ¨ concluso, in relazione ai rapporti tra concessioni idroelettriche e concorrenza, che, nonostante i tentativi finora effettuati, non si puàƒ² dire che si sia ottenuta una vera e propria apertura del mercato delle concessioni idroelettriche come, invece, una piena applicazione dei principi sulla concorrenza avrebbe comportato. Lࢠanalisi si àƒ¨ poi diretta al secondo degli aspetti fondamentali del lavoro ossia al rapporto tra concessioni idroelettriche e tutela dellࢠambiente. Eࢠstato messo in evidenza che il legislatore nazionale, sulla scia di quello europeo, ha preso consapevolezza delle problematiche ambientali solo di recente e che, proprio a seguito di tale presa di consapevolezza, si siano moltiplicati negli ultimi anni gli interventi volti ad inquadrare le concessioni idroelettriche in una logica di programmazione consentendo un superamento dello schema provvedimentale. A tal fine si àƒ¨ evidenziato come il legislatore con la legge n. 183 del 1989 abbia introdotto il concetto fondamentale del deflusso minimo vitale (DMV) e che tale concetto sia stato successivamente affinato nella legislazione italiana, anche grazie allࢠimpulso del legislatore europeo che àƒ¨ intervenuto con la direttiva acque 2000/60 recepita poi nel nostro ordinamento. Si àƒ¨ concluso che anche in relazione ai rapporti tra tutela dellࢠambiente e concessioni idroelettriche, nonostante si siano fatti numerosi passi in avanti, si àƒ¨ ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi che la legislazione europea ci ha indicato. Infine si sono affrontate le tematiche dei canoni e dei sovracanoni nonchàƒ© degli incentivi per la produzione di energia da fonte rinnovabile evidenziando di volta in volta le criticitàƒ che sono state rilevate dalla giurisprudenza soprattutto costituzionale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/334038
URN:NBN:IT:BNCF-334038