La tesi analizza una serie di profili problematici e di immediato risvolto applicativo del recesso nella società  per azioni. L'analisi ha riguardato innanzi tutto l'aspetto della legittimazione ad esercitare il diritto di recesso, laddove l'art. 2437 c.c. sembra offrire spunti significativi grazie all'espressione per cui esso puಠesercitato dai soci “che non hanno concorso” alla delibera assembleare. In questi termini si ਠcercato di dimostrare come il recesso sia legato alla possibilità  di partecipare al procedimento assembleare in guisa da non poter essere riconosciuto ai soci che non vi possono partecipare. Tenendo conto poi dell'espresso riconoscimento della possibilità  di prevedere ulteriori ipotesi di recesso si ਠcercato di individuare in che misura lo statuto sia libero di forgiare ipotesi di recesso ulteriori rispetto a quelle già  previste dalla legge. A tal proposito si ਠtenuta in considerazione anche la legge delega di riforma del diritto societario che considerava il recesso uno strumento di tutela del socio dissenziente. Alla luce della legge delega si ਠritenuto che le cause di recesso predisposte dallo statuto in aggiunta a quelle legali debbano concernere comunque fatti imputabili alla società . Ulteriore profilo oggetto di approfondimento ਠstato quello relativo al momento in cui deve considerarsi interrotto il rapporto associativo tentando di verificare la portata applicativa del divieto di cessione delle azioni sancito dall'art. 2437 bis c.c. in relazione anche alle diverse tesi che sono state esposte in dottrina e giurisprudenza. L'analisi si ਠpoi rivolta al procedimento di liquidazione delle azioni in ordine al quale si ਠcercato di dimostrare sia come si caratterizzi per un ordine di fasi inderogabile, sia come la fase di collocazione delle azioni presso soggetti estranei alla società  non sia una mera facoltà  per gli amministratori, come apparentemente sembrerebbe ricavarsi da una lettura superficiale della norma, ma piuttosto un obbligo. Si ਠinoltre cercato di dimostrare come l'inderogabilità  delle complessive fasi che compongono il procedimento di liquidazione della partecipazione del socio recedente costituisca una causa ostativa all'adozione nel nostro ordinamento delle azioni redimibili, ossia quelle azioni che riconoscono al socio la possibilità  di dismettere la partecipazione ottenendo il rimborso delle azioni direttamente a spese della società . Rispetto a questo principio un'eccezione non puಠessere individuata nelle azioni riscattabili. Infatti in questo caso il socio ਠsoggetto al diritto potestativo di acquisto da parte della società , mentre dal sistema pare evincersi una regola per cui solo per volontà  della società , e non invece del socio, puಠessere imposto un immediato rimborso delle azioni a carico del patrimonio sociale.

i diritti di "exit" del socio nella società  per azioni

2014

Abstract

La tesi analizza una serie di profili problematici e di immediato risvolto applicativo del recesso nella società  per azioni. L'analisi ha riguardato innanzi tutto l'aspetto della legittimazione ad esercitare il diritto di recesso, laddove l'art. 2437 c.c. sembra offrire spunti significativi grazie all'espressione per cui esso puಠesercitato dai soci “che non hanno concorso” alla delibera assembleare. In questi termini si ਠcercato di dimostrare come il recesso sia legato alla possibilità  di partecipare al procedimento assembleare in guisa da non poter essere riconosciuto ai soci che non vi possono partecipare. Tenendo conto poi dell'espresso riconoscimento della possibilità  di prevedere ulteriori ipotesi di recesso si ਠcercato di individuare in che misura lo statuto sia libero di forgiare ipotesi di recesso ulteriori rispetto a quelle già  previste dalla legge. A tal proposito si ਠtenuta in considerazione anche la legge delega di riforma del diritto societario che considerava il recesso uno strumento di tutela del socio dissenziente. Alla luce della legge delega si ਠritenuto che le cause di recesso predisposte dallo statuto in aggiunta a quelle legali debbano concernere comunque fatti imputabili alla società . Ulteriore profilo oggetto di approfondimento ਠstato quello relativo al momento in cui deve considerarsi interrotto il rapporto associativo tentando di verificare la portata applicativa del divieto di cessione delle azioni sancito dall'art. 2437 bis c.c. in relazione anche alle diverse tesi che sono state esposte in dottrina e giurisprudenza. L'analisi si ਠpoi rivolta al procedimento di liquidazione delle azioni in ordine al quale si ਠcercato di dimostrare sia come si caratterizzi per un ordine di fasi inderogabile, sia come la fase di collocazione delle azioni presso soggetti estranei alla società  non sia una mera facoltà  per gli amministratori, come apparentemente sembrerebbe ricavarsi da una lettura superficiale della norma, ma piuttosto un obbligo. Si ਠinoltre cercato di dimostrare come l'inderogabilità  delle complessive fasi che compongono il procedimento di liquidazione della partecipazione del socio recedente costituisca una causa ostativa all'adozione nel nostro ordinamento delle azioni redimibili, ossia quelle azioni che riconoscono al socio la possibilità  di dismettere la partecipazione ottenendo il rimborso delle azioni direttamente a spese della società . Rispetto a questo principio un'eccezione non puಠessere individuata nelle azioni riscattabili. Infatti in questo caso il socio ਠsoggetto al diritto potestativo di acquisto da parte della società , mentre dal sistema pare evincersi una regola per cui solo per volontà  della società , e non invece del socio, puಠessere imposto un immediato rimborso delle azioni a carico del patrimonio sociale.
2014
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/334045
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-334045