Introduzione: la leishmaniosi canina (CanL) ਠuna malattia infettiva, trasmessa da vettore e sostenuta da un protozoo, la Leishmania infantum. La CanL ha assunto sempre pi๠importanza sia in medicina veterinaria che in medicina umana. La leishmaniosi ਠfortemente associata allo sviluppo di una nefropatia cronica. Disegno dello studio: studio di coorte retrospettivo. Obiettivo: individuare le alterazioni clinico-patologiche prevalenti al momento dell'ammissione e durante il follow-up del paziente, per identificare quelle con un valore prognostico maggiore. Materiali e metodi: 167 cani, per un totale di 187 casi trattati, con diagnosi sierologica e/o citologica di Leishmaniosi e dati ematobiochimici completi, elettroforesi sierica, analisi delle urine e biochimica urinaria comprensiva di proteinuria (UPC) ed albuminuria (UAC), profilo coagulativo (ATIII, d-Dimeri, Fibrinogeno) e marker d'infiammazione (CRP). Dei pazienti inclusi ਠstato seguito il follow-up clinico e clinicopatologico per un periodo di tempo di due anni e sono stati considerati. Risultati: Le alterazione clinicopatologiche principali sono state anemia (41%), iperprotidemia (42%), iperglobulinemia (75%), ipoalbuminemia (66%), aumento della CRP (57%), incremento dell'UAC (78%), aumento dell'UPC (70%), peso specifico inadeguato (54%) e riduzione dell'ATIII (52%). Il 37% dei pazienti non era proteinurico e di questi il 27% aveva già un'albuminuria patologica. Il 38% dei pazienti aveva una proteinuria nefrosica (UPC>2,5) e il 22% era iperazotemico. I parametri clinicopatologici hanno mostrato una tendenza a rientrare nella normalità dopo il 90° giorno di follow-up. La creatinina sierica, tramite un analisi multivariata, ਠrisultata essere il parametro correlato maggiormente con l'outcome del paziente. Conclusione: i risultati ottenuti in funzione dell'outcome dei pazienti hanno mostrato che i soggetti deceduti durante il follow-up, al momento dell'ammissione avevano valori di creatinina, UPC e UAC pi๠elevati e ingravescenti. Inoltre l'UAC puಠvenire considerato un marker precoce di nefropatia e la presenza di iperazotemia all'ammissione, in questi pazienti, ha un valore prognostico negativo.
Valutazione della proteinuria e del follow-up clinico e clinicopatologico in cani affetti da Leishmaniosi canina
2013
Abstract
Introduzione: la leishmaniosi canina (CanL) ਠuna malattia infettiva, trasmessa da vettore e sostenuta da un protozoo, la Leishmania infantum. La CanL ha assunto sempre pi๠importanza sia in medicina veterinaria che in medicina umana. La leishmaniosi ਠfortemente associata allo sviluppo di una nefropatia cronica. Disegno dello studio: studio di coorte retrospettivo. Obiettivo: individuare le alterazioni clinico-patologiche prevalenti al momento dell'ammissione e durante il follow-up del paziente, per identificare quelle con un valore prognostico maggiore. Materiali e metodi: 167 cani, per un totale di 187 casi trattati, con diagnosi sierologica e/o citologica di Leishmaniosi e dati ematobiochimici completi, elettroforesi sierica, analisi delle urine e biochimica urinaria comprensiva di proteinuria (UPC) ed albuminuria (UAC), profilo coagulativo (ATIII, d-Dimeri, Fibrinogeno) e marker d'infiammazione (CRP). Dei pazienti inclusi ਠstato seguito il follow-up clinico e clinicopatologico per un periodo di tempo di due anni e sono stati considerati. Risultati: Le alterazione clinicopatologiche principali sono state anemia (41%), iperprotidemia (42%), iperglobulinemia (75%), ipoalbuminemia (66%), aumento della CRP (57%), incremento dell'UAC (78%), aumento dell'UPC (70%), peso specifico inadeguato (54%) e riduzione dell'ATIII (52%). Il 37% dei pazienti non era proteinurico e di questi il 27% aveva già un'albuminuria patologica. Il 38% dei pazienti aveva una proteinuria nefrosica (UPC>2,5) e il 22% era iperazotemico. I parametri clinicopatologici hanno mostrato una tendenza a rientrare nella normalità dopo il 90° giorno di follow-up. La creatinina sierica, tramite un analisi multivariata, ਠrisultata essere il parametro correlato maggiormente con l'outcome del paziente. Conclusione: i risultati ottenuti in funzione dell'outcome dei pazienti hanno mostrato che i soggetti deceduti durante il follow-up, al momento dell'ammissione avevano valori di creatinina, UPC e UAC pi๠elevati e ingravescenti. Inoltre l'UAC puಠvenire considerato un marker precoce di nefropatia e la presenza di iperazotemia all'ammissione, in questi pazienti, ha un valore prognostico negativo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/334053
URN:NBN:IT:BNCF-334053