Al centro della seguente ricerca c'ਠil Piacentino, ossia il territorio che faceva capo alla città  di Placentia in età  altomedievale, pi๠precisamente tra VII e IX secolo. L'aspetto su cui ਠconcentrata l'analisi ਠquello dell'insediamento, rapportando le forme insediative alle comunità  rurali e alle strutture del potere. Il Piacentino costituisce un contesto particolare, sia per la vicinanza alla capitale Pavia, sia per la presenza di enti patrimoniali molto importanti, quale il monastero di Bobbio, sia per l'estensione di vallate appenniniche che ne hanno protetto l'isolamento e impedito, fino al secolo IX inoltrato, l'insediamento di una forte aristocrazia. Ciಠche sembra dedursi dall'analisi della documentazione (informatizzata) di VIII, ma soprattutto di IX secolo, ਠche la civitas di Piacenza, sede del conte e centro della diocesi, non costituiva di fatto il punto di riferimento per gli abitanti dell'intero territorio rurale. Dal punto di vista del possesso fondiario molti insediamenti erano autonomi. Ciಠvale soprattutto per i siti di alcune zone collinari e per quelli dell'Appennino, mentre il discorso ਠda porsi in modo pi๠sfumato per la pianura e per la zona dei prata vel campanea Placentina, ubicati immediatamente al di fuori della civitas. Lo studio della media e grande proprietà  fondiaria ha permesso di registrare la frammentarietà  dei possedimenti, ossia la loro dispersione nel sistema insediativo del comitato, la loro ubicazione e l'articolato intreccio proprietario, che in alcune zone sembra avere permesso l'esistenza di comunità  locali piuttosto forti. L'attento esame della documentazione e il sicuro rimando alla bibliografia di riferimento hanno portato a risultati originali e significativi.

Le campagne di Piacenza tra VII e IX secolo: insediamenti e comunità 

2012

Abstract

Al centro della seguente ricerca c'ਠil Piacentino, ossia il territorio che faceva capo alla città  di Placentia in età  altomedievale, pi๠precisamente tra VII e IX secolo. L'aspetto su cui ਠconcentrata l'analisi ਠquello dell'insediamento, rapportando le forme insediative alle comunità  rurali e alle strutture del potere. Il Piacentino costituisce un contesto particolare, sia per la vicinanza alla capitale Pavia, sia per la presenza di enti patrimoniali molto importanti, quale il monastero di Bobbio, sia per l'estensione di vallate appenniniche che ne hanno protetto l'isolamento e impedito, fino al secolo IX inoltrato, l'insediamento di una forte aristocrazia. Ciಠche sembra dedursi dall'analisi della documentazione (informatizzata) di VIII, ma soprattutto di IX secolo, ਠche la civitas di Piacenza, sede del conte e centro della diocesi, non costituiva di fatto il punto di riferimento per gli abitanti dell'intero territorio rurale. Dal punto di vista del possesso fondiario molti insediamenti erano autonomi. Ciಠvale soprattutto per i siti di alcune zone collinari e per quelli dell'Appennino, mentre il discorso ਠda porsi in modo pi๠sfumato per la pianura e per la zona dei prata vel campanea Placentina, ubicati immediatamente al di fuori della civitas. Lo studio della media e grande proprietà  fondiaria ha permesso di registrare la frammentarietà  dei possedimenti, ossia la loro dispersione nel sistema insediativo del comitato, la loro ubicazione e l'articolato intreccio proprietario, che in alcune zone sembra avere permesso l'esistenza di comunità  locali piuttosto forti. L'attento esame della documentazione e il sicuro rimando alla bibliografia di riferimento hanno portato a risultati originali e significativi.
2012
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