L'elaborato ਠincentrato sulla figura di Erodoro di Eraclea Pontica e sulla sua produzione letteraria. Dal momento che la biografia dell'Eracleota si riduce alle informazioni che possediamo sulla sua città  natia e su una sommaria cronologia che colloca l'acme del mitografo sullo scorcio del V secolo a.C., l'attenzione ਠstata rivolta principalmente alla sua attività  letteraria. Considerata la scarsa attenzione che allo scrittore eracleota ਠstata dedicata dagli studi sia antichi che recenti, la ricerca ਠbasata essenzialmente sull'analisi dei frammenti di Erodoro, raccolti da Karl e Theodor Mà¼ller, da Felix Jacoby e da Robert Louis Fowler. Il progetto ਠarticolato in tre parti. Nella prima, oltre alle scarne notizie biografiche e ad una sezione relativa alla patria di Erodoro, sono presentate le opere e discusse le problematiche connesse alla loro trasmissione. Delle opere attribuite dalle testimonianze antiche all'Eracleota soltanto la monografia su Eracle, in almeno diciassette libri, conosciuta come ? ???' ??????? ????? o semplicemente ???' ???????, non pone alcun problema sia per quanto riguarda la genesi sia per quanto riguarda l'attribuzione. Delle altre (???????????/??????????, ?????? ??? ???????? ???????, ????????, ????????) si discute la possibilità , prospettata da alcuni studiosi, di non considerarle opere autonome ma digressioni inserite all'interno del Su Eracle. Si ਠtentato poi di delineare le modalità  attraverso cui l'opera di Erodoro ਠstata trasmessa, arrivando a individuare nell'erudizione mitografica alessandrina e in particolare nel †˜circolo cirenaico' (Callimaco e i cirenaici Lisania, Filostefano e Agreta), attivo ad Alessandria, il probabile contesto per l'utilizzo e la diffusione dell'opera erodorea. Sono stati poi discussi i rapporti tra Erodoro e scrittori sia precedenti (soprattutto Ferecide ed Ellanico), sia successivi (soprattutto Diodoro, Plutarco, Pseudo-Apollodoro). La seconda parte ਠdedicata all'approfondimento di ogni singola opera di Erodoro. Particolare attenzione ਠstata rivolta al ???' ??????? ?????. Dopo aver tentato di ricostruire la struttura dell'opera, sono state evidenziate le caratteristiche pregnanti: lettura in chiave razionalizzante e allegorica del patrimonio mitico, espedienti che avvicinano l'opera erodorea alla logografia ionica e all'ambiente sofistico; delineazione di una nuova immagine di Eracle che se da un lato ਠassimilabile a quella offerta da Antistene e da Prodico dall'altro ci riconduce all'ambiente pitagorico al quale ਠascrivibile la formazione di quella tradizione atta a presentare Eracle come eroe morale e civilizzatore; presenza della tradizione locale visibile sia nella stessa scelta della saga mitica sia nella valorizzazione di particolari episodi ambientati ad Eraclea sia infine nella coloritura leggermente beotica che emerge della figura dell'Eracle erodoreo; utilizzo del mito che, seppur ancora fortemente presente, viene usato per veicolare specifiche teorie etiche e †˜scientifiche'; difficoltà  riscontrate nella definizione di un genere letterario preciso al quale ascrivere l'opera dal momento che le varie tipologie di informazioni fornite (geografiche, zoologiche, astronomiche, naturalistiche, cronologiche), spesso sotto forma di excursus, conferiscono all'opera una dimensione enciclopedica, estranea alla letteratura propriamente genealogica e mitologica. Se l'interpretazione allegorica e l'esegesi razionalistica sono tra gli aspetti che maggiormente hanno attirato l'attenzione degli studiosi, l'interesse di Erodoro verso ambiti pi๠specificatamente †˜scientifici', che in taluni casi si allinea con credenze e dottrine diffuse in ambito orfico e pitagorico, non ਠmai stato adeguatamente preso in considerazione. La presenza di tradizioni orfiche ad Eraclea puಠesser riportata all'ambiente locale e a tradizioni cultuali, considerata anche la vicinanza di Eraclea alla città  di Olbia Pontica dove ਠattestata una comunità  di Orfici. L'analisi dei frammenti ha dimostrato inoltre che appaiono in essi affinità  con tradizioni anche scritte, in particolare con concezioni presenti nel papiro di Derveni e in una tavoletta d'osso proveniente da Berezan. Pi๠difficile il problema del Pitagorismo: al ruolo essenziale svolto sia da tradizioni sviluppate in loco e nella zona della Tracia e della Propontide sia da altre riconducibili alla Beozia, madrepatria di Eraclea Pontica, toccata dal Pitagorismo fin dai tempi della giovinezza di Epaminonda, ਠstata affiancata la mediazione di una figura, quale quella di Democrito di Abdera, che non soltanto condivide con Erodoro alcune speculazioni relative a teorie scientifiche sviluppate in ambito ionico e anassagoreo, ma appare nella tradizione particolarmente legato all'ambiente pitagorico. Dell'opera dedicata alla saga argonautica sono stati evidenziati alcuni aspetti che fanno escludere che le Argonautiche possano essere considerate un excursus del Su Eracle: l'assenza di quegli espedienti privilegiati nell'esegesi del mito relativo ad Eracle (interpretazione allegorica e razionalistica) e la preferenza accordata ad alcune versioni del mito (quali ad esempio la localizzazione dell'Ingresso agli Inferi presso Eraclea, l'episodio di Orfeo e le Sirene, la mancata partecipazione di Eracle all'impresa argonautica) istituiscono un forte legame tra l'opera erodorea e la saga argonautica pi๠arcaica, i cui relitti sono confluiti sia nei Canti Naupatti sia nelle Argonautiche di Apollonio Rodio. Infine, sono state discusse le caratteristiche principali della Ricerca su Orfeo e Museo e della Storia di Pelope. Di quest'ultima opera ਠstata esclusa la possibilità  di considerarla un excursus del Su Eracle, ipotesi che invece non appare del tutto inverosimile per quanto riguarda l'opera su Orfeo e Museo. La terza e ultima parte ਠdedicata alla traduzione, all'analisi e al commento dei frammenti tratti dal Su Eracle (tranne F 31 che appartiene verosimilmente alle Argonautiche). Dell'opera erodorea sono stati selezionati e analizzati quei frammenti nei quali pi๠visibili sono le peculiari caratteristiche dell'opera: esegesi storico-razionalistica e interpretazione allegorica (FF 4, 13, 14, 20, 21, 22, 28, 30), consonanza con dottrine pitagoriche e orfiche da un lato e concezioni di ambiente ionico e anassagoreo dall'altro (FF 1, 19, 20, 21, 22, 58), predilezione per versioni beotiche del mito di Eracle (FF 13, 17, 18, 20). Erodoro si ਠpresentato, dunque, non solamente come uno storico locale interessato ai miti †˜identitari' della sua città  e incline a inserire Eraclea nelle vicende della Grecia tutta, introducendo la città  nella saga di Eracle e in quella argonautica apportando modifiche nelle versioni tradizionali del mito, ma studioso attento alla rilettura in chiave razionalistica e †˜pitagorizzante' delle vicende di Eracle, attuata attraverso interpretazioni etiche di tipo †˜antistenico', innovate con la conoscenza di tradizioni pitagoriche e nello specifico filolaiche. Considerati i molteplici spunti di riflessione e le caratteristiche di un'opera quale fu appunto quella erodorea perfettamente inserita nella temperie culturale della sua epoca, della quale recepisce e rielabora gli influssi pi๠originali e innovatori, conveniamo con Jacoby quando, ormai un secolo fa, aveva già  evidenziato che «eine Monographie à¼ber Herodoros wà¤re nicht unnà¼tz» (1912, 987).

Studi su Erodoro di Eraclea Pontica

2014

Abstract

L'elaborato ਠincentrato sulla figura di Erodoro di Eraclea Pontica e sulla sua produzione letteraria. Dal momento che la biografia dell'Eracleota si riduce alle informazioni che possediamo sulla sua città  natia e su una sommaria cronologia che colloca l'acme del mitografo sullo scorcio del V secolo a.C., l'attenzione ਠstata rivolta principalmente alla sua attività  letteraria. Considerata la scarsa attenzione che allo scrittore eracleota ਠstata dedicata dagli studi sia antichi che recenti, la ricerca ਠbasata essenzialmente sull'analisi dei frammenti di Erodoro, raccolti da Karl e Theodor Mà¼ller, da Felix Jacoby e da Robert Louis Fowler. Il progetto ਠarticolato in tre parti. Nella prima, oltre alle scarne notizie biografiche e ad una sezione relativa alla patria di Erodoro, sono presentate le opere e discusse le problematiche connesse alla loro trasmissione. Delle opere attribuite dalle testimonianze antiche all'Eracleota soltanto la monografia su Eracle, in almeno diciassette libri, conosciuta come ? ???' ??????? ????? o semplicemente ???' ???????, non pone alcun problema sia per quanto riguarda la genesi sia per quanto riguarda l'attribuzione. Delle altre (???????????/??????????, ?????? ??? ???????? ???????, ????????, ????????) si discute la possibilità , prospettata da alcuni studiosi, di non considerarle opere autonome ma digressioni inserite all'interno del Su Eracle. Si ਠtentato poi di delineare le modalità  attraverso cui l'opera di Erodoro ਠstata trasmessa, arrivando a individuare nell'erudizione mitografica alessandrina e in particolare nel †˜circolo cirenaico' (Callimaco e i cirenaici Lisania, Filostefano e Agreta), attivo ad Alessandria, il probabile contesto per l'utilizzo e la diffusione dell'opera erodorea. Sono stati poi discussi i rapporti tra Erodoro e scrittori sia precedenti (soprattutto Ferecide ed Ellanico), sia successivi (soprattutto Diodoro, Plutarco, Pseudo-Apollodoro). La seconda parte ਠdedicata all'approfondimento di ogni singola opera di Erodoro. Particolare attenzione ਠstata rivolta al ???' ??????? ?????. Dopo aver tentato di ricostruire la struttura dell'opera, sono state evidenziate le caratteristiche pregnanti: lettura in chiave razionalizzante e allegorica del patrimonio mitico, espedienti che avvicinano l'opera erodorea alla logografia ionica e all'ambiente sofistico; delineazione di una nuova immagine di Eracle che se da un lato ਠassimilabile a quella offerta da Antistene e da Prodico dall'altro ci riconduce all'ambiente pitagorico al quale ਠascrivibile la formazione di quella tradizione atta a presentare Eracle come eroe morale e civilizzatore; presenza della tradizione locale visibile sia nella stessa scelta della saga mitica sia nella valorizzazione di particolari episodi ambientati ad Eraclea sia infine nella coloritura leggermente beotica che emerge della figura dell'Eracle erodoreo; utilizzo del mito che, seppur ancora fortemente presente, viene usato per veicolare specifiche teorie etiche e †˜scientifiche'; difficoltà  riscontrate nella definizione di un genere letterario preciso al quale ascrivere l'opera dal momento che le varie tipologie di informazioni fornite (geografiche, zoologiche, astronomiche, naturalistiche, cronologiche), spesso sotto forma di excursus, conferiscono all'opera una dimensione enciclopedica, estranea alla letteratura propriamente genealogica e mitologica. Se l'interpretazione allegorica e l'esegesi razionalistica sono tra gli aspetti che maggiormente hanno attirato l'attenzione degli studiosi, l'interesse di Erodoro verso ambiti pi๠specificatamente †˜scientifici', che in taluni casi si allinea con credenze e dottrine diffuse in ambito orfico e pitagorico, non ਠmai stato adeguatamente preso in considerazione. La presenza di tradizioni orfiche ad Eraclea puಠesser riportata all'ambiente locale e a tradizioni cultuali, considerata anche la vicinanza di Eraclea alla città  di Olbia Pontica dove ਠattestata una comunità  di Orfici. L'analisi dei frammenti ha dimostrato inoltre che appaiono in essi affinità  con tradizioni anche scritte, in particolare con concezioni presenti nel papiro di Derveni e in una tavoletta d'osso proveniente da Berezan. Pi๠difficile il problema del Pitagorismo: al ruolo essenziale svolto sia da tradizioni sviluppate in loco e nella zona della Tracia e della Propontide sia da altre riconducibili alla Beozia, madrepatria di Eraclea Pontica, toccata dal Pitagorismo fin dai tempi della giovinezza di Epaminonda, ਠstata affiancata la mediazione di una figura, quale quella di Democrito di Abdera, che non soltanto condivide con Erodoro alcune speculazioni relative a teorie scientifiche sviluppate in ambito ionico e anassagoreo, ma appare nella tradizione particolarmente legato all'ambiente pitagorico. Dell'opera dedicata alla saga argonautica sono stati evidenziati alcuni aspetti che fanno escludere che le Argonautiche possano essere considerate un excursus del Su Eracle: l'assenza di quegli espedienti privilegiati nell'esegesi del mito relativo ad Eracle (interpretazione allegorica e razionalistica) e la preferenza accordata ad alcune versioni del mito (quali ad esempio la localizzazione dell'Ingresso agli Inferi presso Eraclea, l'episodio di Orfeo e le Sirene, la mancata partecipazione di Eracle all'impresa argonautica) istituiscono un forte legame tra l'opera erodorea e la saga argonautica pi๠arcaica, i cui relitti sono confluiti sia nei Canti Naupatti sia nelle Argonautiche di Apollonio Rodio. Infine, sono state discusse le caratteristiche principali della Ricerca su Orfeo e Museo e della Storia di Pelope. Di quest'ultima opera ਠstata esclusa la possibilità  di considerarla un excursus del Su Eracle, ipotesi che invece non appare del tutto inverosimile per quanto riguarda l'opera su Orfeo e Museo. La terza e ultima parte ਠdedicata alla traduzione, all'analisi e al commento dei frammenti tratti dal Su Eracle (tranne F 31 che appartiene verosimilmente alle Argonautiche). Dell'opera erodorea sono stati selezionati e analizzati quei frammenti nei quali pi๠visibili sono le peculiari caratteristiche dell'opera: esegesi storico-razionalistica e interpretazione allegorica (FF 4, 13, 14, 20, 21, 22, 28, 30), consonanza con dottrine pitagoriche e orfiche da un lato e concezioni di ambiente ionico e anassagoreo dall'altro (FF 1, 19, 20, 21, 22, 58), predilezione per versioni beotiche del mito di Eracle (FF 13, 17, 18, 20). Erodoro si ਠpresentato, dunque, non solamente come uno storico locale interessato ai miti †˜identitari' della sua città  e incline a inserire Eraclea nelle vicende della Grecia tutta, introducendo la città  nella saga di Eracle e in quella argonautica apportando modifiche nelle versioni tradizionali del mito, ma studioso attento alla rilettura in chiave razionalistica e †˜pitagorizzante' delle vicende di Eracle, attuata attraverso interpretazioni etiche di tipo †˜antistenico', innovate con la conoscenza di tradizioni pitagoriche e nello specifico filolaiche. Considerati i molteplici spunti di riflessione e le caratteristiche di un'opera quale fu appunto quella erodorea perfettamente inserita nella temperie culturale della sua epoca, della quale recepisce e rielabora gli influssi pi๠originali e innovatori, conveniamo con Jacoby quando, ormai un secolo fa, aveva già  evidenziato che «eine Monographie à¼ber Herodoros wà¤re nicht unnà¼tz» (1912, 987).
2014
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-334284