Una stampa libera e plurale ਠun elemento fondante di ogni sistema democratico ed ਠfondamentale per la creazione di un'opinione pubblica informata e in grado di esercitare controllo e pressione sulle classi dirigenti. Dal momento della loro creazione i giornali si sono imposti come un'importantissima fonte di informazione per l'opinione pubblica. La seconda metà  del Novecento, inoltre, ha conosciuto innovazioni tecnologiche che hanno portato grandi cambiamenti nel ruolo della carta stampata come veicolo di trasmissione delle notizie. Partendo dalla diffusione della televisione fino ad arrivare alla rivoluzione digitale degli anni '90 e 2000, la velocità  di creazione e di trasmissione delle informazioni ਠaumentata esponenzialmente, i costi di produzione e di acquisizione delle notizie sono crollati e una quantità  enorme di dati, che possono fornire moltissime informazioni relative alle idee e ai contenuti proposti dai diversi autori nel corso del tempo, ਠora a disposizione di lettori e ricercatori. Tuttavia, anche se grazie alla rivoluzione digitale i costi materiali dei periodici si sono notevolmente ridotti, la produzione di notizie comporta altre spese e pertanto si inserisce in un contesto di mercato, sottoposto alle logiche della domanda e dell'offerta. In questo lavoro verrà  analizzato il ruolo della domanda e della non perfetta razionalità  dei lettori nel mercato delle notizie, partendo dall'assunto che la differenza di opinioni dei consumatori spinge le testate a regolare l'offerta di contenuti, per venire incontro alla domanda di mercato, per verificare l'applicabilità  del modello utilizzato (Mullainhatan e Shleifer, 2005) al contesto italiano. A tale scopo si ਠanalizzato il comportamento di alcuni quotidiani nazionali in occasione di due eventi che hanno profondamente interessato l'opinione pubblica italiana: il fenomeno dei flussi migratori provenienti dalla sponda sud del Mediterraneo nel mese di ottobre 2013 e l'epidemia di influenza H1N1 del 2009.

Mercato dell'informazione, posizionamento dei media e distorsioni: Un'analisi attraverso l'algoritmo Wordfish

2015

Abstract

Una stampa libera e plurale ਠun elemento fondante di ogni sistema democratico ed ਠfondamentale per la creazione di un'opinione pubblica informata e in grado di esercitare controllo e pressione sulle classi dirigenti. Dal momento della loro creazione i giornali si sono imposti come un'importantissima fonte di informazione per l'opinione pubblica. La seconda metà  del Novecento, inoltre, ha conosciuto innovazioni tecnologiche che hanno portato grandi cambiamenti nel ruolo della carta stampata come veicolo di trasmissione delle notizie. Partendo dalla diffusione della televisione fino ad arrivare alla rivoluzione digitale degli anni '90 e 2000, la velocità  di creazione e di trasmissione delle informazioni ਠaumentata esponenzialmente, i costi di produzione e di acquisizione delle notizie sono crollati e una quantità  enorme di dati, che possono fornire moltissime informazioni relative alle idee e ai contenuti proposti dai diversi autori nel corso del tempo, ਠora a disposizione di lettori e ricercatori. Tuttavia, anche se grazie alla rivoluzione digitale i costi materiali dei periodici si sono notevolmente ridotti, la produzione di notizie comporta altre spese e pertanto si inserisce in un contesto di mercato, sottoposto alle logiche della domanda e dell'offerta. In questo lavoro verrà  analizzato il ruolo della domanda e della non perfetta razionalità  dei lettori nel mercato delle notizie, partendo dall'assunto che la differenza di opinioni dei consumatori spinge le testate a regolare l'offerta di contenuti, per venire incontro alla domanda di mercato, per verificare l'applicabilità  del modello utilizzato (Mullainhatan e Shleifer, 2005) al contesto italiano. A tale scopo si ਠanalizzato il comportamento di alcuni quotidiani nazionali in occasione di due eventi che hanno profondamente interessato l'opinione pubblica italiana: il fenomeno dei flussi migratori provenienti dalla sponda sud del Mediterraneo nel mese di ottobre 2013 e l'epidemia di influenza H1N1 del 2009.
2015
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