Lo scopo del presente studio ਠstato di valutare il ruolo aggiuntivo della SPECT cardiaca rispetto ai dati clinici nella definizione della probabilità di ischemia miocardica in pazienti con diabete mellito di tipo II e con anomalie elettrocardiografiche (EGC) a riposo. La popolazione studiata ਠstata composta di 502 pazienti con una storia di almeno 5 anni di diabete mellito ed anormale ECG a riposo inviati a scintigrafia miocardica da sforzo come parte dello studio Impact of Inducile Ischemia by Stress SPECT (IDIS). Per ogni paziente, un programma computerizzato (CADENZA) ਠstato utilizzato per determinare la probabilità pre-test di ischemia considerando i dati clinici. I pazienti sono stati classificati in tre sottogruppi: a probabilità di ischemia bassa (<0.15), intermedia (0.15-0.85) ed alta (>0.85). In base al risultato della SPECT, i pazienti sono stati riclassificati. La morte per causa cardiaca, l'infarto miocardico non fatale e la rivascolarizzazione tardiva sono stati considerati eventi cardiaci. La differenza tra la classificazione corretta ed incorretta in accordo con l'outcome del paziente ਠstata definita come Net Reclassification Improvement (NRI). Assumendo una indipendenza tra gli individui che hanno avuto e non hanno avuto un evento cardiaco ed adottando il test non parametrico di McNemar per le proporzioni correlate, un semplice test asimptotico ਠstato impiegato per testare l'ipotesi nulla (H0) per cui NRI=0 (test z). In base alle variabili cliniche, i pazienti sono stati suddivisi in tre categorie: probabilità di ischemia miocardica bassa (n=123), intermedia (n=365) ed alta (n=19). La SPECT ਠrisultata anormale nel 73% dei pazienti. Dopo l'aggiunta del dato SPECT nel modello, 139 pazienti avevano una probabilità post-test di ischemia bassa, 305 intermedia e 58 alta, con un cambio nella classificazione in 203 (40%) pazienti (test del chi-quadro p<0.0001). Durante il follow-up, completo in 416 (86%) pazienti in un periodo di 41±19 mesi, gli eventi cardiovascolari si sono verificati in 118 (28%) di essi; il NRI ਠstato di 21% (z=3.15; p<0.005). In conclusione, i pazienti diabetici con anomalie all'ECG a riposo sono meglio stratificati dalla SPECT piuttosto che dai dati clinici. Un sostanziale numero di pazienti a probabilità pre-test di ischemia bassa o intermedia e che hanno avuto un evento cardiovascolare durante il follow-up, presentano una SPECT anormale.
Prevalenza di Ischemia Inducibile valutata mediante Tomografia Computerizzata a Emissione di Fotone Singolo (SPECT) nei Pazienti con Diabete Mellito di Tipo II e Anomalie Elettrocardiografiche a Riposo: Risultati da uno Studio Prospettico Multicentrico
2011
Abstract
Lo scopo del presente studio ਠstato di valutare il ruolo aggiuntivo della SPECT cardiaca rispetto ai dati clinici nella definizione della probabilità di ischemia miocardica in pazienti con diabete mellito di tipo II e con anomalie elettrocardiografiche (EGC) a riposo. La popolazione studiata ਠstata composta di 502 pazienti con una storia di almeno 5 anni di diabete mellito ed anormale ECG a riposo inviati a scintigrafia miocardica da sforzo come parte dello studio Impact of Inducile Ischemia by Stress SPECT (IDIS). Per ogni paziente, un programma computerizzato (CADENZA) ਠstato utilizzato per determinare la probabilità pre-test di ischemia considerando i dati clinici. I pazienti sono stati classificati in tre sottogruppi: a probabilità di ischemia bassa (<0.15), intermedia (0.15-0.85) ed alta (>0.85). In base al risultato della SPECT, i pazienti sono stati riclassificati. La morte per causa cardiaca, l'infarto miocardico non fatale e la rivascolarizzazione tardiva sono stati considerati eventi cardiaci. La differenza tra la classificazione corretta ed incorretta in accordo con l'outcome del paziente ਠstata definita come Net Reclassification Improvement (NRI). Assumendo una indipendenza tra gli individui che hanno avuto e non hanno avuto un evento cardiaco ed adottando il test non parametrico di McNemar per le proporzioni correlate, un semplice test asimptotico ਠstato impiegato per testare l'ipotesi nulla (H0) per cui NRI=0 (test z). In base alle variabili cliniche, i pazienti sono stati suddivisi in tre categorie: probabilità di ischemia miocardica bassa (n=123), intermedia (n=365) ed alta (n=19). La SPECT ਠrisultata anormale nel 73% dei pazienti. Dopo l'aggiunta del dato SPECT nel modello, 139 pazienti avevano una probabilità post-test di ischemia bassa, 305 intermedia e 58 alta, con un cambio nella classificazione in 203 (40%) pazienti (test del chi-quadro p<0.0001). Durante il follow-up, completo in 416 (86%) pazienti in un periodo di 41±19 mesi, gli eventi cardiovascolari si sono verificati in 118 (28%) di essi; il NRI ਠstato di 21% (z=3.15; p<0.005). In conclusione, i pazienti diabetici con anomalie all'ECG a riposo sono meglio stratificati dalla SPECT piuttosto che dai dati clinici. Un sostanziale numero di pazienti a probabilità pre-test di ischemia bassa o intermedia e che hanno avuto un evento cardiovascolare durante il follow-up, presentano una SPECT anormale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/336032
URN:NBN:IT:BNCF-336032