L'EPN ਠuna patologia nota per portare ad una carenza di ferro, a causa della perdita urinaria del ferro, secondaria a emolisi intravascolare. Il farmaco Eculizumab ਠefficace nel controllo dell'emolisi intravascolare, ma i suoi effetti a lungo termine sull'omeostasi del ferro non sono stati ancora chiariti. La Risonanza Magnetica (RM) ਠun' esame fondamentale e †œnon invasivo†� per valutare la distribuzione e l'accumulo di ferro. Lo scopo di questo studio ਠstato di valutare la compartimentalizzazione del ferro nei pazienti affetti da EPN, alla ricerca di cambiamenti che si verificano durante il trattamento con Eculizumab; in particolare, sono stati utilizzati marcatori di emolisi intravascolare combinati con la RM per valutare il contenuto di ferro calcolato nel rene, fegato, milza e cuore e verificato quindi il valore aggiunto che la RM puಠavere nella diagnosi e nel follow-up dei pazienti affetti da EPN in trattamento farmacologico con Eculizumab. MATERIALI E METODI: Abbiamo studiato la distribuzione di ferro attraverso un protocollo di Risonanza Magnetica che ha permesso di analizzare i cambiamenti che si verificano a livello molecolare nei vari organi (fegato, rene, milza e cuore) in 17 pazienti affetti da EPN e divisi in diverse epoche: pazienti pre-trattamento (gruppo A), pazienti post-trattamento al tempo 1 (gruppo B, mesi 21) e al tempo 2 (gruppo C, mesi 74, con follow-up pi๠lungo). RISULTATI: I risultati del nostro lavoro hanno mostrato che i pazienti liberi da Eculizumab mostravano emolisi intravascolare con livelli di ferritina sierica normali/bassi, e presentavano un modello omogeneo di distribuzione del ferro con siderosi della corteccia renale e assenza di deposito di ferro epato-splenico, come rilevato dalla RM. I pazienti trattati con Eculizumab, invece, (follow-up medio di 50 mesi) hanno la tendenza a normalizzare il grado di siderosi renale, con l'eccezione di coloro che subiscono residua emolisi intravascolare. La maggior parte dei pazienti hanno aumentato il loro contenuto di ferro nel fegato e nella milza. Un moderato o grave sovraccarico di ferro, ਠdi solito associato con le trasfusioni di sangue, o con anemia residua dovuta a emolisi extravascolare. Nella maggior parte dei casi il sovraccarico di ferro era considerato subclinico e la chelazione del ferro non ਠstata necessaria. Questo approccio conservativo ਠstato supportato dalla rivalutazione a lungo termine, che ha dimostrato che il contenuto di ferro puಠleggermente aumentare nel tempo nel fegato senza alcuna conseguenza clinica, e in ogni caso non ha influenzato il cuore. Abbiamo infine dimostrato che l'omeostasi del ferro subisce cambiamenti drammatici mediante l'azione efficace del trattamento anticomplemento. Infatti, con eculizumab, l'inibizione di emolisi intravascolare previene la carenza di ferro tipica della EPN. Inoltre, molti pazienti diventano inclini a sviluppare un sovraccarico di ferro. Se questo sovraccarico richiede una regolare chelazione del ferro ਠancora poco chiaro, ma suggerisce che l'omeostasi del ferro deve essere valutata in tutti i pazienti affetti da EPN trattati con eculizumab. CONCLUSIONI: I risultati del nostro studio, dimostrano il valore aggiunto che ha la RM, in modo del tutto invasivo, nella rilevazione del sovraccarico di ferro a carico del fegato, milza, rene e cuore nei pazienti affetti da EPN ed in corso di trattamento con Eculizumab .

Analisi molecolare mediante Risonanza Magnetica Nucleare dei tessuti renali, epatici, splenici e cardiaci in pazienti affetti da Emoglobinuria Parossistica Notturna: valore aggiunto della metodica nel follow-up dei pazienti trattati con un inibitore dell'emolisi complemento-mediata (Eculizumab).

2014

Abstract

L'EPN ਠuna patologia nota per portare ad una carenza di ferro, a causa della perdita urinaria del ferro, secondaria a emolisi intravascolare. Il farmaco Eculizumab ਠefficace nel controllo dell'emolisi intravascolare, ma i suoi effetti a lungo termine sull'omeostasi del ferro non sono stati ancora chiariti. La Risonanza Magnetica (RM) ਠun' esame fondamentale e †œnon invasivo†� per valutare la distribuzione e l'accumulo di ferro. Lo scopo di questo studio ਠstato di valutare la compartimentalizzazione del ferro nei pazienti affetti da EPN, alla ricerca di cambiamenti che si verificano durante il trattamento con Eculizumab; in particolare, sono stati utilizzati marcatori di emolisi intravascolare combinati con la RM per valutare il contenuto di ferro calcolato nel rene, fegato, milza e cuore e verificato quindi il valore aggiunto che la RM puಠavere nella diagnosi e nel follow-up dei pazienti affetti da EPN in trattamento farmacologico con Eculizumab. MATERIALI E METODI: Abbiamo studiato la distribuzione di ferro attraverso un protocollo di Risonanza Magnetica che ha permesso di analizzare i cambiamenti che si verificano a livello molecolare nei vari organi (fegato, rene, milza e cuore) in 17 pazienti affetti da EPN e divisi in diverse epoche: pazienti pre-trattamento (gruppo A), pazienti post-trattamento al tempo 1 (gruppo B, mesi 21) e al tempo 2 (gruppo C, mesi 74, con follow-up pi๠lungo). RISULTATI: I risultati del nostro lavoro hanno mostrato che i pazienti liberi da Eculizumab mostravano emolisi intravascolare con livelli di ferritina sierica normali/bassi, e presentavano un modello omogeneo di distribuzione del ferro con siderosi della corteccia renale e assenza di deposito di ferro epato-splenico, come rilevato dalla RM. I pazienti trattati con Eculizumab, invece, (follow-up medio di 50 mesi) hanno la tendenza a normalizzare il grado di siderosi renale, con l'eccezione di coloro che subiscono residua emolisi intravascolare. La maggior parte dei pazienti hanno aumentato il loro contenuto di ferro nel fegato e nella milza. Un moderato o grave sovraccarico di ferro, ਠdi solito associato con le trasfusioni di sangue, o con anemia residua dovuta a emolisi extravascolare. Nella maggior parte dei casi il sovraccarico di ferro era considerato subclinico e la chelazione del ferro non ਠstata necessaria. Questo approccio conservativo ਠstato supportato dalla rivalutazione a lungo termine, che ha dimostrato che il contenuto di ferro puಠleggermente aumentare nel tempo nel fegato senza alcuna conseguenza clinica, e in ogni caso non ha influenzato il cuore. Abbiamo infine dimostrato che l'omeostasi del ferro subisce cambiamenti drammatici mediante l'azione efficace del trattamento anticomplemento. Infatti, con eculizumab, l'inibizione di emolisi intravascolare previene la carenza di ferro tipica della EPN. Inoltre, molti pazienti diventano inclini a sviluppare un sovraccarico di ferro. Se questo sovraccarico richiede una regolare chelazione del ferro ਠancora poco chiaro, ma suggerisce che l'omeostasi del ferro deve essere valutata in tutti i pazienti affetti da EPN trattati con eculizumab. CONCLUSIONI: I risultati del nostro studio, dimostrano il valore aggiunto che ha la RM, in modo del tutto invasivo, nella rilevazione del sovraccarico di ferro a carico del fegato, milza, rene e cuore nei pazienti affetti da EPN ed in corso di trattamento con Eculizumab .
2014
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/336052
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-336052