L'acquacoltura ਠun'attività zootecnica intensiva che interagisce strettamente con l'ambiente utilizzando risorse naturali e causando mutamenti ambientali, in quanto determina l'immissione nell'ambiente acquatico di reflui caratterizzati da elevate quantità di nutrienti non consumati. La ricerca si propone di dimostrare come mediante l'applicazione innovativa di un depuratore a biodischi rotanti ਠpossibile recuperare totalmente i reflui provenienti dalle vasche di allevamento e, dopo opportuno trattamento, riutilizzarli come terreno di coltura per la crescita di microalghe (Tetraselmis suecica e Isochrysis galbana), al fine di attuare un sistema di allevamento integrato. Le analisi chimiche del refluo prima e dopo il trattamento biologico hanno evidenziato un'efficienza media annua di abbattimento per l'ammoniaca del 68,35% e per i nitriti del 70,87%. Durante l'anno di monitoraggio si ਠinoltre registrato una percentuale di abbattimento del BOD5 del 91,12%, con valori in uscita sempre inferiori ai 40 ppm, che ਠil limite imposto dalla legge per gli scarichi convogliati nei corpi idrici recettori. Tali valori sottolineano il buon funzionamento della biomassa filtrante che si ਠformata sui biodischi rotanti. La soluzione biotrasformata si ਠmostrata adatta ad essere utilizzata come terreno di coltura algale anche se con il raggiungimento di basse densità cellulari (Tetraselmis suecica: 91*104?5,17 ? 445*104?33,23 cell/ml; Isochrysis galbana: 132*104?14 ? 140*104?15). Dalla correlazione tra dato chimico e biologico ਠstato evidenziato che il fattore limitante la crescita algale ਠrisultato essere l'azoto, mentre il fosforo ਠpresente sempre a concentrazioni superiori a quelle normalmente introdotte nel terreno di Walne. La capacità nutrizionale della biomassa algale, coltivata nel terreno di coltura biotrasformato - TEST - ਠstata valutata sia mediante una prova di crescita di semi di mitili (M. galloprovincialis) in vasca sia valutandone il contenuto in acidi grassi polinsaturi (Whyte, 1987), carboidrati (Prosky et al., 1998) e proteine (metodo Kjeldal). I mitili controllo (C2) sono stati alimentati con microalghe ottenute con terreni di coltura standard in impianto a circuito chiuso. In parallelo semi di mitili dello stesso †œstock†� sono stati allevati †œoff-shore†� (Golfo di Napoli) a 4,5 m e 10 m di profondità (C1-4,5 e C1-10). Attraverso il peso secco del frutto ਠstato valutato il tasso di crescita specifico (TCS%) e l'aumento di lunghezza delle valve. I maggiori valori del TCS% sono stati registrati nel gruppo di individui stoccato presso l'impianto a circuito chiuso (C2=1,35%; TEST=0,87%, C1-4,5 =0,79%, C1-10 = 0,786%) dove le condizioni di allevamento sono altamente stabili. I mitili test hanno evidenziato in definitiva un tasso di crescita pari a quello osservato nei controlli C1. Non si sono registrate grandi differenze di assimilazione da parte dei due gruppi †" Test e C2; da qui se ne deduce che le differenze di accrescimento registrate non dipendono da una maggiore o minore quantità di alghe filtrate, ma solamente dal loro contenuto nutritivo. Dall'analisi dei nutrienti valutati sul peso secco delle microalghe accresciute nel terreno standard si ਠosservato che presentano per tutti i nutrienti considerati †" eccetto che per gli acidi grassi ?6 e per i carboidrati †" valori pi๠elevati rispetto alle microalghe coltivate nel refluo biotrasformato. Inoltre quest'ultime mostrano una grande variabilità del contenuto nutritivo legato alla variabile composizione del refluo biotrasformato utilizzato come mezzo di coltura. Se si considerano i TCS% valutati per i due gruppi di mitili †" C2 e Test †" si nota una differenza sostanziale che rispecchia le differenze nutrizionali delle microalghe. L'applicazione di un sistema di depurazione a biodischi rotanti in impianti d'acquacoltura produttivi, permetterebbe un abbassamento dei costi di smaltimento dei reflui, e potrebbe rendere gli impianti capaci di attuare un sistema di allevamento integrato riducendo i costi di approvvigionamento di mangime naturale, utilizzato nel periodo riproduttivo come alimento delle specie ittiche.
Impianti di acquacoltura a circuito chiuso: sistema di allevamento integrato
2006
Abstract
L'acquacoltura ਠun'attività zootecnica intensiva che interagisce strettamente con l'ambiente utilizzando risorse naturali e causando mutamenti ambientali, in quanto determina l'immissione nell'ambiente acquatico di reflui caratterizzati da elevate quantità di nutrienti non consumati. La ricerca si propone di dimostrare come mediante l'applicazione innovativa di un depuratore a biodischi rotanti ਠpossibile recuperare totalmente i reflui provenienti dalle vasche di allevamento e, dopo opportuno trattamento, riutilizzarli come terreno di coltura per la crescita di microalghe (Tetraselmis suecica e Isochrysis galbana), al fine di attuare un sistema di allevamento integrato. Le analisi chimiche del refluo prima e dopo il trattamento biologico hanno evidenziato un'efficienza media annua di abbattimento per l'ammoniaca del 68,35% e per i nitriti del 70,87%. Durante l'anno di monitoraggio si ਠinoltre registrato una percentuale di abbattimento del BOD5 del 91,12%, con valori in uscita sempre inferiori ai 40 ppm, che ਠil limite imposto dalla legge per gli scarichi convogliati nei corpi idrici recettori. Tali valori sottolineano il buon funzionamento della biomassa filtrante che si ਠformata sui biodischi rotanti. La soluzione biotrasformata si ਠmostrata adatta ad essere utilizzata come terreno di coltura algale anche se con il raggiungimento di basse densità cellulari (Tetraselmis suecica: 91*104?5,17 ? 445*104?33,23 cell/ml; Isochrysis galbana: 132*104?14 ? 140*104?15). Dalla correlazione tra dato chimico e biologico ਠstato evidenziato che il fattore limitante la crescita algale ਠrisultato essere l'azoto, mentre il fosforo ਠpresente sempre a concentrazioni superiori a quelle normalmente introdotte nel terreno di Walne. La capacità nutrizionale della biomassa algale, coltivata nel terreno di coltura biotrasformato - TEST - ਠstata valutata sia mediante una prova di crescita di semi di mitili (M. galloprovincialis) in vasca sia valutandone il contenuto in acidi grassi polinsaturi (Whyte, 1987), carboidrati (Prosky et al., 1998) e proteine (metodo Kjeldal). I mitili controllo (C2) sono stati alimentati con microalghe ottenute con terreni di coltura standard in impianto a circuito chiuso. In parallelo semi di mitili dello stesso †œstock†� sono stati allevati †œoff-shore†� (Golfo di Napoli) a 4,5 m e 10 m di profondità (C1-4,5 e C1-10). Attraverso il peso secco del frutto ਠstato valutato il tasso di crescita specifico (TCS%) e l'aumento di lunghezza delle valve. I maggiori valori del TCS% sono stati registrati nel gruppo di individui stoccato presso l'impianto a circuito chiuso (C2=1,35%; TEST=0,87%, C1-4,5 =0,79%, C1-10 = 0,786%) dove le condizioni di allevamento sono altamente stabili. I mitili test hanno evidenziato in definitiva un tasso di crescita pari a quello osservato nei controlli C1. Non si sono registrate grandi differenze di assimilazione da parte dei due gruppi †" Test e C2; da qui se ne deduce che le differenze di accrescimento registrate non dipendono da una maggiore o minore quantità di alghe filtrate, ma solamente dal loro contenuto nutritivo. Dall'analisi dei nutrienti valutati sul peso secco delle microalghe accresciute nel terreno standard si ਠosservato che presentano per tutti i nutrienti considerati †" eccetto che per gli acidi grassi ?6 e per i carboidrati †" valori pi๠elevati rispetto alle microalghe coltivate nel refluo biotrasformato. Inoltre quest'ultime mostrano una grande variabilità del contenuto nutritivo legato alla variabile composizione del refluo biotrasformato utilizzato come mezzo di coltura. Se si considerano i TCS% valutati per i due gruppi di mitili †" C2 e Test †" si nota una differenza sostanziale che rispecchia le differenze nutrizionali delle microalghe. L'applicazione di un sistema di depurazione a biodischi rotanti in impianti d'acquacoltura produttivi, permetterebbe un abbassamento dei costi di smaltimento dei reflui, e potrebbe rendere gli impianti capaci di attuare un sistema di allevamento integrato riducendo i costi di approvvigionamento di mangime naturale, utilizzato nel periodo riproduttivo come alimento delle specie ittiche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/336066
URN:NBN:IT:BNCF-336066