In una stagione in cui la nozione di urbanistica ਠ“inghiottita” da una parte dall'insostenibilità  degli esiti prodotti, e dall'altra dall'introduzione della pi๠complessa nozione di governo del territorio, l'opportunità  di interrogarsi sulle pi๠complesse dimensioni cui occorre riferirsi diventa impegno urgente. Sembra delinearsi un ritorno a pratiche pi๠sistematiche, capaci di garantire il perseguimento di obiettivi strategici ideati, attraverso la programmazione di interventi inseriti nel quadro di piani dalla doppia dimensione strutturale-operativa. Ed in questa linea di pensiero acquistano importanza le pratiche conoscitive e valutative che accompagnano l'ideazione stessa degli strumenti di pianificazione. L'attività  di ricerca ha approfondito i diversi approcci con cui le regioni italiane hanno affrontato il tema del governo del territorio. Dunque si ਠinteso approfondire il senso dell'urbanistica contemporanea, effettuando una ricognizione sugli strumenti di cui la disciplina si avvale, per verificarne criticamente la credibilità  nei modi e negli esiti. Nello svolgimento si assume l'idea di un “paese di luoghi”, ovvero una nazione formata da realtà  locali fortemente identitarie, ma caratterizzate da profonde differenze culturali e socio-economiche, con notevoli conseguenze sulla capacità  e sugli esiti di governo nei diversi contesti geografici. L'esperienza emiliano-romagnola ਠstata oggetto di approfondimento nel corso della ricerca, perchà© costituisce a mio avviso il sistema di pianificazione pi๠efficace e completo nel panorama italiano. In altri casi, fra i quali la Campania, non pare che le annunciate innovazioni trovino la spinta e la volontà  politica necessarie a operare realmente il cambiamento. Fra gli strumenti della pianificazione il quadro conoscitivo ਠstato codificato all'interno di alcune leggi regionali come elemento costitutivo del Piano, cui attribuire ruolo fondamentale nella ricerca della condivisione dei presupposti su cui costruire un quadro di compatibilità  delle azioni. In regione Campania questa attività  non ਠdisciplinata dalla legge, ma esiste una casistica determinata dallo stile di chi si occupa delle questioni urbanistiche. Un caso particolarmente interessante ਠil territorio del comune di Capaccio-Paestum: esso ਠcustode di un eccezionale patrimonio storico culturale e paesaggistico, e nondimeno si caratterizza per la presenza di grandi energie imprenditoriali costituenti una sorta di distretto produttivo locale di elevata vivacità  e qualità . Si ਠsvolto un approfondimento sperimentale su metodologie di indagine mirate all'ideazione del progetto urbanistico. La ricerca di razionalità  nel processo avviato con la Relazione Programmatica per il nuovo piano diventa un presupposto cruciale per costruire argomenti su cui sostenere il dibattito con gli attori in campo.

Di luogo in luogo: la comunità  locale e il governo del territorio

2006

Abstract

In una stagione in cui la nozione di urbanistica ਠ“inghiottita” da una parte dall'insostenibilità  degli esiti prodotti, e dall'altra dall'introduzione della pi๠complessa nozione di governo del territorio, l'opportunità  di interrogarsi sulle pi๠complesse dimensioni cui occorre riferirsi diventa impegno urgente. Sembra delinearsi un ritorno a pratiche pi๠sistematiche, capaci di garantire il perseguimento di obiettivi strategici ideati, attraverso la programmazione di interventi inseriti nel quadro di piani dalla doppia dimensione strutturale-operativa. Ed in questa linea di pensiero acquistano importanza le pratiche conoscitive e valutative che accompagnano l'ideazione stessa degli strumenti di pianificazione. L'attività  di ricerca ha approfondito i diversi approcci con cui le regioni italiane hanno affrontato il tema del governo del territorio. Dunque si ਠinteso approfondire il senso dell'urbanistica contemporanea, effettuando una ricognizione sugli strumenti di cui la disciplina si avvale, per verificarne criticamente la credibilità  nei modi e negli esiti. Nello svolgimento si assume l'idea di un “paese di luoghi”, ovvero una nazione formata da realtà  locali fortemente identitarie, ma caratterizzate da profonde differenze culturali e socio-economiche, con notevoli conseguenze sulla capacità  e sugli esiti di governo nei diversi contesti geografici. L'esperienza emiliano-romagnola ਠstata oggetto di approfondimento nel corso della ricerca, perchà© costituisce a mio avviso il sistema di pianificazione pi๠efficace e completo nel panorama italiano. In altri casi, fra i quali la Campania, non pare che le annunciate innovazioni trovino la spinta e la volontà  politica necessarie a operare realmente il cambiamento. Fra gli strumenti della pianificazione il quadro conoscitivo ਠstato codificato all'interno di alcune leggi regionali come elemento costitutivo del Piano, cui attribuire ruolo fondamentale nella ricerca della condivisione dei presupposti su cui costruire un quadro di compatibilità  delle azioni. In regione Campania questa attività  non ਠdisciplinata dalla legge, ma esiste una casistica determinata dallo stile di chi si occupa delle questioni urbanistiche. Un caso particolarmente interessante ਠil territorio del comune di Capaccio-Paestum: esso ਠcustode di un eccezionale patrimonio storico culturale e paesaggistico, e nondimeno si caratterizza per la presenza di grandi energie imprenditoriali costituenti una sorta di distretto produttivo locale di elevata vivacità  e qualità . Si ਠsvolto un approfondimento sperimentale su metodologie di indagine mirate all'ideazione del progetto urbanistico. La ricerca di razionalità  nel processo avviato con la Relazione Programmatica per il nuovo piano diventa un presupposto cruciale per costruire argomenti su cui sostenere il dibattito con gli attori in campo.
2006
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