Le aree costiere molisane rappresentano ambienti di transizione dominati dalle onde, caratterizzati da dinamiche morfoevolutive spesso accelerate e sono estremamente sensibili alle trasformazioni naturali ed alle modificazioni dirette o indotte dall'attività  antropica. Lungo le coste del litorale Molisano tra il Fiume Biferno ed il fiume Trigno sono stati individuati alcuni intensi fenomeni di erosione della linea di costa con arretramenti dell'ordine di alcuni metri negli ultimi 20 anni. Tali fenomeni sono stati messi in relazione a processi naturali ed antropici che hanno prodotto una variazione nella dinamica litoranea. In particolare, il litorale sabbioso-ciottoloso in studio ਠstato interessato dall'epoca greco-romana fino alla metà  degli anni '50 da una generale fase di progradazione e stabilità  della linea di riva, con sviluppo di un cordone dunare, esteso senza soluzione di continuità  e colonizzato da una fitta vegetazione a macchia mediterranea. A partire dalla seconda metà  degli anni '50 e fino ad oggi, invece, l'incremento della domanda di territorio ha causato un generale e spinto arretramento della linea di riva, dell'ordine di decine di metri all'anno con perdita di migliaia di metri cubi di sedimenti, in seguito alla costruzione di sbarramenti e briglie fluviali, alla coltivazione di cave di sabbie negli alvei nonchà© direttamente sulle spiagge; tali asporti hanno determinato un pesante deficit nel bilancio sedimentario costiero. L'erosione del litorale ਠstata malamente contrastata mediante la messa in opera negli anni di numerose barriere artificiali, sia trasversali sia parallele alla riva, emerse o soffolte, che spesso hanno localmente accentuato i focus erosivi. Inoltre, anche l'intensa antropizzazione della fascia costiera, mediante la coltivazione di cave in alveo e sui litorali, la costruzione di strutture ed infrastrutture sui cordoni dunari e soprattutto nelle zone circostanti le foci fluviali, oltre che gli interventi di bonifica, regimazione ed arginatura fluviale, ha innescato il rapido smantellamento delle dune già  minacciate dall'erosione, con ingente perdita di territorio ad alta naturalità ; infatti, degli originari cordoni dunari oggi restano solo discontinue forme relitte mammellonari. Lo studio di questo litorale ha rappresentato, pertanto, un valido e complementare supporto conoscitivo di base del territorio, finalizzato al suo recupero per un'ampia fruizione. L'indagine geomorfologia ha messo in risalto che in corrispondenza delle opere di difesa parallele alla costa sono presenti canali interbarriera molto incisi che denunciano attivi fenomeni di erosione. E' stato quindi condotto una modellazione di fronti d'onda per ondazioni provenienti da Nord, Nord-Est e Est con caratteristiche dell'onda pari a 2 m di altezza significativa e 4 secondi di periodo. In questo caso ਠda sottolineare come i tubi flusso dell'energia delle ondazioni perpendicolari ai fronti d'onda mettano in luce una inefficacia delle barriere di difesa parallele alla costa; in particolare ਠpossibile osservare come i tubi di flusso si insinuino all'interno delle barriere stesse. In seguito ad indagini ed elaborazioni batimetriche e al prelievo dei campioni di fondo nell'area in esame; ਠstata espletata l'analisi anemometria degli ultimi 50 anni su dati forniti dal ITAV e condotta la modellazione dei fronti d'onda; nella parte di analisi anemometrica e di modellazione dei fronti d'onda, utilizzando software appositamente costruiti.

Analisi delle interazioni tra eventi meteomarini, evoluzione morfodinamica e sedimentaria di alcuni settori della piattaforma costiera del Molise

2006

Abstract

Le aree costiere molisane rappresentano ambienti di transizione dominati dalle onde, caratterizzati da dinamiche morfoevolutive spesso accelerate e sono estremamente sensibili alle trasformazioni naturali ed alle modificazioni dirette o indotte dall'attività  antropica. Lungo le coste del litorale Molisano tra il Fiume Biferno ed il fiume Trigno sono stati individuati alcuni intensi fenomeni di erosione della linea di costa con arretramenti dell'ordine di alcuni metri negli ultimi 20 anni. Tali fenomeni sono stati messi in relazione a processi naturali ed antropici che hanno prodotto una variazione nella dinamica litoranea. In particolare, il litorale sabbioso-ciottoloso in studio ਠstato interessato dall'epoca greco-romana fino alla metà  degli anni '50 da una generale fase di progradazione e stabilità  della linea di riva, con sviluppo di un cordone dunare, esteso senza soluzione di continuità  e colonizzato da una fitta vegetazione a macchia mediterranea. A partire dalla seconda metà  degli anni '50 e fino ad oggi, invece, l'incremento della domanda di territorio ha causato un generale e spinto arretramento della linea di riva, dell'ordine di decine di metri all'anno con perdita di migliaia di metri cubi di sedimenti, in seguito alla costruzione di sbarramenti e briglie fluviali, alla coltivazione di cave di sabbie negli alvei nonchà© direttamente sulle spiagge; tali asporti hanno determinato un pesante deficit nel bilancio sedimentario costiero. L'erosione del litorale ਠstata malamente contrastata mediante la messa in opera negli anni di numerose barriere artificiali, sia trasversali sia parallele alla riva, emerse o soffolte, che spesso hanno localmente accentuato i focus erosivi. Inoltre, anche l'intensa antropizzazione della fascia costiera, mediante la coltivazione di cave in alveo e sui litorali, la costruzione di strutture ed infrastrutture sui cordoni dunari e soprattutto nelle zone circostanti le foci fluviali, oltre che gli interventi di bonifica, regimazione ed arginatura fluviale, ha innescato il rapido smantellamento delle dune già  minacciate dall'erosione, con ingente perdita di territorio ad alta naturalità ; infatti, degli originari cordoni dunari oggi restano solo discontinue forme relitte mammellonari. Lo studio di questo litorale ha rappresentato, pertanto, un valido e complementare supporto conoscitivo di base del territorio, finalizzato al suo recupero per un'ampia fruizione. L'indagine geomorfologia ha messo in risalto che in corrispondenza delle opere di difesa parallele alla costa sono presenti canali interbarriera molto incisi che denunciano attivi fenomeni di erosione. E' stato quindi condotto una modellazione di fronti d'onda per ondazioni provenienti da Nord, Nord-Est e Est con caratteristiche dell'onda pari a 2 m di altezza significativa e 4 secondi di periodo. In questo caso ਠda sottolineare come i tubi flusso dell'energia delle ondazioni perpendicolari ai fronti d'onda mettano in luce una inefficacia delle barriere di difesa parallele alla costa; in particolare ਠpossibile osservare come i tubi di flusso si insinuino all'interno delle barriere stesse. In seguito ad indagini ed elaborazioni batimetriche e al prelievo dei campioni di fondo nell'area in esame; ਠstata espletata l'analisi anemometria degli ultimi 50 anni su dati forniti dal ITAV e condotta la modellazione dei fronti d'onda; nella parte di analisi anemometrica e di modellazione dei fronti d'onda, utilizzando software appositamente costruiti.
2006
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