Durante la campagna oceanografica CAFE_07 condotta nei Golfi di Pozzuoli e di Napoli, a bordo della nave R/V Urania del CNR, sono stati acquisiti circa 800 km di linee sismiche multicanali ad alta risoluzione. Lo scopo principale della campagna oceanografica ਠstata la comprensione dell'assetto stratigrafico - strutturale dell'area del Golfo di Pozzuoli, con particolare riferimento alle strutture vulcaniche quali ad esempio il Banco di Nisida, il Banco Penta Palummo, il Banco M. Dolce - Pampano, il Banco Miseno. Il Golfo di Pozzuoli fa parte del distretto vulcanico dei Campi Flegrei, costituiti da una depressione strutturale interpretata come una caldera concentrica risultante da due principali collassi avvenuti in seguito all'eruzione dell'Ignimbrite Campana (39 ka bp) e del Tufo Giallo Napoletano (15 ka bp) (Orsi et al., 1996). L'assetto strutturale dell'area deriva da una tettonica regionale, con faglie NE-SO, NO-SE e subordinatamente N-S, e dalla presenta di vulcanismo. I dati strutturali mostrano che i Campi Flegrei sono soggetti ad una generale subsidenza sin da 15 ka fa e da una risorgenza localizzata, che causa una rottura a blocchi del fondo calderico del Tufo Giallo Napoletano (Orsi et al., 1996; Di Vito et al., 1999). I dati sismici sono stati elaborati attraverso un software specifico per l'elaborazione di dati a riflessione, e dopo un editing iniziale ਠstata applicata una accurata analisi di velocità  e diversi processi deconvolutivi atti a migliorare la qualità  del segnale. I sei profili sismici elaborati sono poi stati interpretati, rivelando un complesso assetto strutturale e stratigrafico, dominato dalla presenza di corpi vulcanici e di unità  deposizionali silicoclastiche, derivanti soprattutto dallo smantellamento degli adiacenti corpi vulcanici e dalle unità  vulcanoclastiche. Le unità  vulcanoclastiche risultano intercalate dalle unità  silicoclastiche della sequenza deposizionale del tardo Quaternario, che rappresentano in termini crono stratigrafici, i depositi marini formatisi in seguito alla caduta del livello del mare avvenuta circa 120 ka bp.

Studio geo-strutturale di sismica a riflessione nell'offshore dell'Area Flegrea.

2010

Abstract

Durante la campagna oceanografica CAFE_07 condotta nei Golfi di Pozzuoli e di Napoli, a bordo della nave R/V Urania del CNR, sono stati acquisiti circa 800 km di linee sismiche multicanali ad alta risoluzione. Lo scopo principale della campagna oceanografica ਠstata la comprensione dell'assetto stratigrafico - strutturale dell'area del Golfo di Pozzuoli, con particolare riferimento alle strutture vulcaniche quali ad esempio il Banco di Nisida, il Banco Penta Palummo, il Banco M. Dolce - Pampano, il Banco Miseno. Il Golfo di Pozzuoli fa parte del distretto vulcanico dei Campi Flegrei, costituiti da una depressione strutturale interpretata come una caldera concentrica risultante da due principali collassi avvenuti in seguito all'eruzione dell'Ignimbrite Campana (39 ka bp) e del Tufo Giallo Napoletano (15 ka bp) (Orsi et al., 1996). L'assetto strutturale dell'area deriva da una tettonica regionale, con faglie NE-SO, NO-SE e subordinatamente N-S, e dalla presenta di vulcanismo. I dati strutturali mostrano che i Campi Flegrei sono soggetti ad una generale subsidenza sin da 15 ka fa e da una risorgenza localizzata, che causa una rottura a blocchi del fondo calderico del Tufo Giallo Napoletano (Orsi et al., 1996; Di Vito et al., 1999). I dati sismici sono stati elaborati attraverso un software specifico per l'elaborazione di dati a riflessione, e dopo un editing iniziale ਠstata applicata una accurata analisi di velocità  e diversi processi deconvolutivi atti a migliorare la qualità  del segnale. I sei profili sismici elaborati sono poi stati interpretati, rivelando un complesso assetto strutturale e stratigrafico, dominato dalla presenza di corpi vulcanici e di unità  deposizionali silicoclastiche, derivanti soprattutto dallo smantellamento degli adiacenti corpi vulcanici e dalle unità  vulcanoclastiche. Le unità  vulcanoclastiche risultano intercalate dalle unità  silicoclastiche della sequenza deposizionale del tardo Quaternario, che rappresentano in termini crono stratigrafici, i depositi marini formatisi in seguito alla caduta del livello del mare avvenuta circa 120 ka bp.
2010
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