La tematica dell'intelligence collection in tempo di pace rappresenta un argomento complesso e al tempo stesso insolito per uno studio di diritto internazionale; tale problematica, infatti, ਠquasi completamente non regolamentata a livello internazionale e, con la sola eccezione del diritto di guerra, il diritto internazionale pubblico non affronta direttamente la questione della legittimità  (o della illegittimità ) di tali operazioni. L'intelligence collection à¨, del resto, storicamente e logicamente connessa alle tradizionali attività  di spionaggio il quale, secondo un classico adagio, ਠil secondo pi๠antico mestiere del mondo. In verità , il diritto internazionale generale si ਠevoluto in maniera tale per cui le attività  di intelligence collection sono divenute una “longstanding practice” diffusa tra tutti gli Stati e se la penetrazione nel territorio di un altro Stato al fine di raccogliere informazioni in tempo di pace confligge potenzialmente con il principio consuetudinario dell'integrità  territoriale, tuttavia il diritto internazionale non proibisce specificamente le attività  in parola. Di contro, la raccolta di informazioni senza il consenso dello Stato-target nel suo spazio territoriale viola la sua domestic jurisdiction ma il fatto che tale attività  sia proibita dal diritto nazionale non comporta necessariamente la possibilità  di affermare che questa sia di per sà© illegittima da un punto di vista internazionale. Questo lavoro parte dunque dal problema fondamentale se ottenere informazioni senza il consenso dello Stato che le controlla sia di per sà© consentito, proibito, o per lo meno regolato dal diritto internazionale, e con quali restrizioni.

Le attività  di "intelligence collection" in tempo di pace nel diritto internazionale

2010

Abstract

La tematica dell'intelligence collection in tempo di pace rappresenta un argomento complesso e al tempo stesso insolito per uno studio di diritto internazionale; tale problematica, infatti, ਠquasi completamente non regolamentata a livello internazionale e, con la sola eccezione del diritto di guerra, il diritto internazionale pubblico non affronta direttamente la questione della legittimità  (o della illegittimità ) di tali operazioni. L'intelligence collection à¨, del resto, storicamente e logicamente connessa alle tradizionali attività  di spionaggio il quale, secondo un classico adagio, ਠil secondo pi๠antico mestiere del mondo. In verità , il diritto internazionale generale si ਠevoluto in maniera tale per cui le attività  di intelligence collection sono divenute una “longstanding practice” diffusa tra tutti gli Stati e se la penetrazione nel territorio di un altro Stato al fine di raccogliere informazioni in tempo di pace confligge potenzialmente con il principio consuetudinario dell'integrità  territoriale, tuttavia il diritto internazionale non proibisce specificamente le attività  in parola. Di contro, la raccolta di informazioni senza il consenso dello Stato-target nel suo spazio territoriale viola la sua domestic jurisdiction ma il fatto che tale attività  sia proibita dal diritto nazionale non comporta necessariamente la possibilità  di affermare che questa sia di per sà© illegittima da un punto di vista internazionale. Questo lavoro parte dunque dal problema fondamentale se ottenere informazioni senza il consenso dello Stato che le controlla sia di per sà© consentito, proibito, o per lo meno regolato dal diritto internazionale, e con quali restrizioni.
2010
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