Il 23 dicembre del 1984 a causa di una bomba esplosa sul treno rapido 904 in servizio da Napoli a Milano persero la vita 16 persone, mentre altre 267 rimasero pi๠o meno gravemente ferite. I famigliari delle vittime e i superstiti †" molti dei quali napoletani o campani †" si organizzarono in associazione già dopo pochi mesi dall'evento, si costituirono parte civile nel processo, esercitando fin da subito i loro diritti/doveri di cittadini e commemorando ogni anno le vittime. Eppure, anche se negli ultimi anni si assiste a un coinvolgimento crescente della società civile e delle istituzioni durante i cerimoniali commemorativi e a un appoggio pi๠concreto alle iniziative dell'associazione, da un lato l'evento in questione sembra debolmente radicato nella coscienza collettiva locale e, a maggior ragione, in quella nazionale; dall'altro, esso ਠstato dimenticato anche dalla comunità scientifica per quel che riguarda le scienze storico-sociali. Ciಠha rappresentato proprio l'ipotesi di partenza che con la presente ricerca si ਠcercato di controllare empiricamente. In altre parole, ci si ਠchiesti come mai un evento cosଠimportante della storia recente del nostro paese, in un'epoca in cui si commemora di tutto, ਠstato, in pratica, rimosso, dimenticato, “dislocato”, e quali sono i processi socio-culturali, i soggetti civili e istituzionali e le tensioni tra le diverse forze sociali in campo che, interagendo nello spazio pubblico, hanno determinato tale stato di cose.
Una, nessuna e centomila memorie: ricordi individuali e memorie collettive della strage sul treno rapido 904 del 23 dicembre 1984
2006
Abstract
Il 23 dicembre del 1984 a causa di una bomba esplosa sul treno rapido 904 in servizio da Napoli a Milano persero la vita 16 persone, mentre altre 267 rimasero pi๠o meno gravemente ferite. I famigliari delle vittime e i superstiti †" molti dei quali napoletani o campani †" si organizzarono in associazione già dopo pochi mesi dall'evento, si costituirono parte civile nel processo, esercitando fin da subito i loro diritti/doveri di cittadini e commemorando ogni anno le vittime. Eppure, anche se negli ultimi anni si assiste a un coinvolgimento crescente della società civile e delle istituzioni durante i cerimoniali commemorativi e a un appoggio pi๠concreto alle iniziative dell'associazione, da un lato l'evento in questione sembra debolmente radicato nella coscienza collettiva locale e, a maggior ragione, in quella nazionale; dall'altro, esso ਠstato dimenticato anche dalla comunità scientifica per quel che riguarda le scienze storico-sociali. Ciಠha rappresentato proprio l'ipotesi di partenza che con la presente ricerca si ਠcercato di controllare empiricamente. In altre parole, ci si ਠchiesti come mai un evento cosଠimportante della storia recente del nostro paese, in un'epoca in cui si commemora di tutto, ਠstato, in pratica, rimosso, dimenticato, “dislocato”, e quali sono i processi socio-culturali, i soggetti civili e istituzionali e le tensioni tra le diverse forze sociali in campo che, interagendo nello spazio pubblico, hanno determinato tale stato di cose.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/336716
URN:NBN:IT:BNCF-336716