La mancanza della qualità  architettonica dei centri urbani e delle periferie italiane ਠun tema molto dibattuto fra architetti e studiosi della città . La maggioranza degli osservatori ਠconcorde nell'affermare che l'architettura moderna genera qualità  urbana, ma questo interessa solo pochi casi fortunati e resta difficilmente compatibile con le caratteristiche dei centri storici della città  stratificata. Le motivazioni sono molteplici e complesse e spesso non toccano temi inerenti l'architettura, in quanto disciplina, ma sollevano questioni relative a speculazioni, abusi edilizi e disattenzione politica ed amministrativa. Questi sono, in sintesi, i contenuti che riguardano il tema affrontato che tenta di analizzare in modo critico alcuni interventi di opere pubbliche realizzate in Campania, soprattutto dopo il terremoto del 1980. Lo scopo ਠquello di ottenere una sorta di mappa esemplificativa della qualità , o della mancanza di qualità  degli edifici, scegliendo una significativa tipologia edilizia, quella dei nuovi Municipi. Questo non solo per raccogliere esempi quanto pi๠omogenei possibile, ma anche per il senso emblematico che questo tipo di edificio sottende rappresentando, almeno simbolicamente, il livello culturale della comunità . Buona parte della ricostruzione post sismica, nel territorio campano, ha contribuito a produrre un territorio altamente dequalificato dove sono pochissimi gli esempi positivi dal punto di vista dell'architettura. Dall'analisi effettuata si ਠpotuto riscontrare che la necessaria stratificazione dell'architettura moderna sulle antiche preesistenze, com'ਠstato in passato, da cinquant'anni non avviene pi๠in Campania, Napoli e gli altri comuni della regione hanno la responsabilità  di non aver saputo verificare la possibilità  dell'inserimento dell'architettura moderna nella città . Il panorama architettonico che emerge dall' indagine ਠassolutamente sconcertante, molte opere sono state affrontate in maniera negativa sia da un punto di vista architettonico che urbano, infatti spesso i municipi sono stati sovradimensionati o, in molti casi, localizzati all'esterno dei centri abitati, facendo perdere al nucleo storico il suo significato tradizionale e al municipio il suo senso principale, come luogo di fusione della collettività . Gli interventi di ricostruzione conseguenti al disastroso sisma del novembre 1980 sarebbero dovuti diventare l'occasione per progettare strutture che rispondessero pienamente alle nuove esigenze operative dell'amministrazione da un lato ed alla crescente richiesta partecipativa della cittadinanza alla vita comunale, dall'altro, ma finiscono col deludere quasi sempre tali aspettative. In Campania l'occasione di realizzare un Municipio diventa solo un'opportunità  per poter conquistare un finanziamento pubblico, senza alcuna attenzione alla qualità  (in quanto problema marginale), realizzando interventi sbagliati su un territorio sempre pi๠devastato.

La qualità  delle opere pubbliche in Campania. Analisi critica di alcuni municipi realizzati dopo il terremoto del 1980.

2010

Abstract

La mancanza della qualità  architettonica dei centri urbani e delle periferie italiane ਠun tema molto dibattuto fra architetti e studiosi della città . La maggioranza degli osservatori ਠconcorde nell'affermare che l'architettura moderna genera qualità  urbana, ma questo interessa solo pochi casi fortunati e resta difficilmente compatibile con le caratteristiche dei centri storici della città  stratificata. Le motivazioni sono molteplici e complesse e spesso non toccano temi inerenti l'architettura, in quanto disciplina, ma sollevano questioni relative a speculazioni, abusi edilizi e disattenzione politica ed amministrativa. Questi sono, in sintesi, i contenuti che riguardano il tema affrontato che tenta di analizzare in modo critico alcuni interventi di opere pubbliche realizzate in Campania, soprattutto dopo il terremoto del 1980. Lo scopo ਠquello di ottenere una sorta di mappa esemplificativa della qualità , o della mancanza di qualità  degli edifici, scegliendo una significativa tipologia edilizia, quella dei nuovi Municipi. Questo non solo per raccogliere esempi quanto pi๠omogenei possibile, ma anche per il senso emblematico che questo tipo di edificio sottende rappresentando, almeno simbolicamente, il livello culturale della comunità . Buona parte della ricostruzione post sismica, nel territorio campano, ha contribuito a produrre un territorio altamente dequalificato dove sono pochissimi gli esempi positivi dal punto di vista dell'architettura. Dall'analisi effettuata si ਠpotuto riscontrare che la necessaria stratificazione dell'architettura moderna sulle antiche preesistenze, com'ਠstato in passato, da cinquant'anni non avviene pi๠in Campania, Napoli e gli altri comuni della regione hanno la responsabilità  di non aver saputo verificare la possibilità  dell'inserimento dell'architettura moderna nella città . Il panorama architettonico che emerge dall' indagine ਠassolutamente sconcertante, molte opere sono state affrontate in maniera negativa sia da un punto di vista architettonico che urbano, infatti spesso i municipi sono stati sovradimensionati o, in molti casi, localizzati all'esterno dei centri abitati, facendo perdere al nucleo storico il suo significato tradizionale e al municipio il suo senso principale, come luogo di fusione della collettività . Gli interventi di ricostruzione conseguenti al disastroso sisma del novembre 1980 sarebbero dovuti diventare l'occasione per progettare strutture che rispondessero pienamente alle nuove esigenze operative dell'amministrazione da un lato ed alla crescente richiesta partecipativa della cittadinanza alla vita comunale, dall'altro, ma finiscono col deludere quasi sempre tali aspettative. In Campania l'occasione di realizzare un Municipio diventa solo un'opportunità  per poter conquistare un finanziamento pubblico, senza alcuna attenzione alla qualità  (in quanto problema marginale), realizzando interventi sbagliati su un territorio sempre pi๠devastato.
2010
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