Nel corso nei secoli, le eruzioni vulcaniche hanno seminato morte e distruzione. Le vittime causate dagli eventi documentati sono circa 260.000. Oggi, quasi 500 milioni di persone, concentrate in particolare ai tropici, sono soggette a rischio vulcanico. Grandi conurbazioni, come Tokyo, Città del Messico, Seattle, Napoli, si trovano solo ad alcune decine di chilometri da vulcani con un'elevata probabilità di eruzione. Inoltre, alti tassi di crescita della popolazione urbana dei paesi in via di sviluppo sono causa di grande preoccupazione, trovandosi molte città proprio sopra le cinture tettoniche, che ospitano la grande maggioranza dei vulcani pi๠esplosiva al mondo. La messa in sicurezza di queste popolazioni richiede la pianificazione di strategie di mitigazione che, per poter essere attuate, necessitano di un'attenta valutazione del rischio vulcanico. In prospettiva, oggetto della presente tesi di dottorato ਠl'analisi della vulnerabilità vulcanica dei centri urbani in zone ad elevato rischio, con particolare riferimento al caso Vesuvio. Il lavoro svolto si ਠsviluppato nell'ambito del progetto europeo COST Action C26 Urban habitat constructions under catastrophic events (2006-2010, prof. F.M. Mazzolani chair), che, nell'ottica della valutazione degli effetti delle azioni catastrofiche sul costruito urbano, ha dedicato specifica attenzione all'esame della vulnerabilità di una delle regioni europee con il maggior rischio vulcanico: l'area vesuviana. Nelle zone circostanti il vulcano partenopeo, infatti, una situazione di elevata criticità ਠprodotta dalla coesistenza di tre fattori: l'elevato valore esposto, dovuto alla abnorme densità abitativa (circa 600.000 persone nel raggio di 6-7km dal cratere); l'alta probabilità che un'eruzione esplosiva pliniana o sub- pliniana di verifichi nei prossimi decenni, e la particolare vulnerabilità degli insediamenti urbani nei confronti degli eventi eruttivi. Le attività di studio e ricerca svolte sono di seguito illustrate. Esse sono articolate in otto capitoli, anche se sostanzialmente possono essere raggruppate in tre fasi. L'aspetto preliminare riguarda l'esame del fenomeno eruttivo, del rischio ad esso associato e della schematizzazione, in termini di azioni sulle strutture investite, di tutti i fenomeni potenzialmente generati da un'eruzione (lave, depositi da caduta, flussi piroclastici e surges, missili e terremoti vulcanici, lahars e tsunami). La parte centrale, invece, ਠrelativa alla messa a punto di una metodologia di valutazione della vulnerabilità vulcanica articolata su due livelli: il primo di tipo speditivo semeiotico, valido anche per i beni monumentali e basato su metodi multi- criteri; ed il secondo di tipo meccanico, basato sul concetto della robustness. Questa proposta di metodologia, affiancata ad analisi strutturali non lineari, termo-meccaniche, ਠutilizzata per un esame della vulnerabilità delle tipologie costruttive in area vesuviana, individuate attraverso specifiche campagne di rilievi in sito. Infine, l'ultima fase consistite nell'indicazione di interventi di mitigazione, in ragione delle diverse azioni prodotte dal fenomeno eruttivo sulle costruzioni.
Vulnerabilità vulcanica dei centri urbani in zone ad elevato rischio: il caso Vesuvio
2010
Abstract
Nel corso nei secoli, le eruzioni vulcaniche hanno seminato morte e distruzione. Le vittime causate dagli eventi documentati sono circa 260.000. Oggi, quasi 500 milioni di persone, concentrate in particolare ai tropici, sono soggette a rischio vulcanico. Grandi conurbazioni, come Tokyo, Città del Messico, Seattle, Napoli, si trovano solo ad alcune decine di chilometri da vulcani con un'elevata probabilità di eruzione. Inoltre, alti tassi di crescita della popolazione urbana dei paesi in via di sviluppo sono causa di grande preoccupazione, trovandosi molte città proprio sopra le cinture tettoniche, che ospitano la grande maggioranza dei vulcani pi๠esplosiva al mondo. La messa in sicurezza di queste popolazioni richiede la pianificazione di strategie di mitigazione che, per poter essere attuate, necessitano di un'attenta valutazione del rischio vulcanico. In prospettiva, oggetto della presente tesi di dottorato ਠl'analisi della vulnerabilità vulcanica dei centri urbani in zone ad elevato rischio, con particolare riferimento al caso Vesuvio. Il lavoro svolto si ਠsviluppato nell'ambito del progetto europeo COST Action C26 Urban habitat constructions under catastrophic events (2006-2010, prof. F.M. Mazzolani chair), che, nell'ottica della valutazione degli effetti delle azioni catastrofiche sul costruito urbano, ha dedicato specifica attenzione all'esame della vulnerabilità di una delle regioni europee con il maggior rischio vulcanico: l'area vesuviana. Nelle zone circostanti il vulcano partenopeo, infatti, una situazione di elevata criticità ਠprodotta dalla coesistenza di tre fattori: l'elevato valore esposto, dovuto alla abnorme densità abitativa (circa 600.000 persone nel raggio di 6-7km dal cratere); l'alta probabilità che un'eruzione esplosiva pliniana o sub- pliniana di verifichi nei prossimi decenni, e la particolare vulnerabilità degli insediamenti urbani nei confronti degli eventi eruttivi. Le attività di studio e ricerca svolte sono di seguito illustrate. Esse sono articolate in otto capitoli, anche se sostanzialmente possono essere raggruppate in tre fasi. L'aspetto preliminare riguarda l'esame del fenomeno eruttivo, del rischio ad esso associato e della schematizzazione, in termini di azioni sulle strutture investite, di tutti i fenomeni potenzialmente generati da un'eruzione (lave, depositi da caduta, flussi piroclastici e surges, missili e terremoti vulcanici, lahars e tsunami). La parte centrale, invece, ਠrelativa alla messa a punto di una metodologia di valutazione della vulnerabilità vulcanica articolata su due livelli: il primo di tipo speditivo semeiotico, valido anche per i beni monumentali e basato su metodi multi- criteri; ed il secondo di tipo meccanico, basato sul concetto della robustness. Questa proposta di metodologia, affiancata ad analisi strutturali non lineari, termo-meccaniche, ਠutilizzata per un esame della vulnerabilità delle tipologie costruttive in area vesuviana, individuate attraverso specifiche campagne di rilievi in sito. Infine, l'ultima fase consistite nell'indicazione di interventi di mitigazione, in ragione delle diverse azioni prodotte dal fenomeno eruttivo sulle costruzioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337001
URN:NBN:IT:BNCF-337001