Ma prima di giungere a cià², abbiamo ripercorso quelle che ci sono sembrate le tappe pi๠caratterizzanti di questo processo (non sempre facilmente individuabile soprattutto nella sua prima fase, prima dell'episcopato di Severus a fine IV sec.), tentando di ricostruire il grado di radicamento all'interno della realtà  locale dei principali protagonisti della vita cristiana della città , cercando di comprendere, nei limiti concessi da una documentazione non sempre generosa in questo senso, quale potesse essere di volta in volta il contesto da cui emersero i primi rettori della cattedra napoletana. Se nel caso di Agrippinus, primo vescovo a lasciare tracce pi๠evidenti nella memoria cittadina, abbiamo riconosciuto una sua probabile origine autoctona e i possibili legami con la regio Herculanensium (forse la regio urbana pi๠attiva, che negli stessi anni mostrava gratitudine anche a membri dell'ordo neapolitano come i Munatii ), abbiamo poi discusso della vicenda del martirio di Ianuarius, di cui abbiamo ribadito l'origine non neapolitana e dalla cui passio si ਠpotuti risalire ad alcune famiglie di possessores con terreni distribuiti nel territorio agricolo tra Napoli e Puteoli (una delle aree pi๠adatte allo sviluppo di praedia ) quali i Marciani ed i Patulci, legati forse da vincoli di parentela e alla base della formazione di toponimi prediali testimoniati da fonti anche pi๠tarde. Nell'intento di valutare consistenza e distribuzione della proprietà  fondiaria della Chiesa napoletana nel primo IV sec. (in una fase ancora di assestamento per le à©lites ecclesiastiche), si ਠfornita una rilettura della Vita Silvestri nel Liber Pontificalis (Lib.Pont.,170-187),

à‰lites e società  civili ed ecclesiastiche nella Napoli tardoantica. Da Diocleziano alla caduta della pars Occidentis

2010

Abstract

Ma prima di giungere a cià², abbiamo ripercorso quelle che ci sono sembrate le tappe pi๠caratterizzanti di questo processo (non sempre facilmente individuabile soprattutto nella sua prima fase, prima dell'episcopato di Severus a fine IV sec.), tentando di ricostruire il grado di radicamento all'interno della realtà  locale dei principali protagonisti della vita cristiana della città , cercando di comprendere, nei limiti concessi da una documentazione non sempre generosa in questo senso, quale potesse essere di volta in volta il contesto da cui emersero i primi rettori della cattedra napoletana. Se nel caso di Agrippinus, primo vescovo a lasciare tracce pi๠evidenti nella memoria cittadina, abbiamo riconosciuto una sua probabile origine autoctona e i possibili legami con la regio Herculanensium (forse la regio urbana pi๠attiva, che negli stessi anni mostrava gratitudine anche a membri dell'ordo neapolitano come i Munatii ), abbiamo poi discusso della vicenda del martirio di Ianuarius, di cui abbiamo ribadito l'origine non neapolitana e dalla cui passio si ਠpotuti risalire ad alcune famiglie di possessores con terreni distribuiti nel territorio agricolo tra Napoli e Puteoli (una delle aree pi๠adatte allo sviluppo di praedia ) quali i Marciani ed i Patulci, legati forse da vincoli di parentela e alla base della formazione di toponimi prediali testimoniati da fonti anche pi๠tarde. Nell'intento di valutare consistenza e distribuzione della proprietà  fondiaria della Chiesa napoletana nel primo IV sec. (in una fase ancora di assestamento per le à©lites ecclesiastiche), si ਠfornita una rilettura della Vita Silvestri nel Liber Pontificalis (Lib.Pont.,170-187),
2010
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