Uno dei tratti distintivi della psoriasi ਠl'instaurarsi di una condizione di stress ossidativo. La deamidazione di residui di asparagina ਠuna modifica post-biosintetica delle proteine responsabile della formazione di residui anomali di L-isoaspartato (isoAsp). I siti alterati, potenzialmente in grado di compromettere la struttura e la funzione delle proteine, possono essere “riparati” attraverso una serie ciclica di reazioni, innescata dalla metilesterificazione dei residui isoaspartilici catalizzata dall'enzima Proteina L-Isoaspartile-O-Metiltrasferas(PIMT). àˆ noto che le reazioni di deamidazione sono accelerate nel corso dell'invecchiamento cellulare e sono favorite dall'instaurarsi di microambienti ossidanti. Poichà© le condizioni di infiammazione cronica, che caratterizzano la psoriasi, generano significative alterazioni del potenziale redox cellulare attraverso la formazione di radicali liberi, abbiamo ritenuto opportuno valutare l'eventuale accumulo di residui isoAsp nelle proteine della membrana di eritrociti di pazienti psoriasici. I nostri dati hanno evidenziato un accumulo molto significativo di residui isoAsp nelle proteine di membrana degli eritrociti di pazienti psoriasici, rispetto alla popolazione sana di controllo Questo risultato dimostra che l'accelerata deamidazione delle proteine della membrana eritrocitaria, presumibilmente dovuto all'instaurasi di un microambiente ossidante, rappresenta un nuovo tratto fenotipico della malattia psoriasica. I cheratinociti di pazienti psoriasici, in seguito all'attivazione da parte di differenti citochine, rappresentano un importante fonte di chemochine, coinvolte nella chemiotassi di specifiche popolazioni leucocitarie nella cute. In particolare, ਠstato riportato un aumento della proteina chemoattrattiva-1 per i monociti (MCP-1) nel plasma di pazienti affetti da psoriasi.Il polimorfismo di un singolo nucleotide nella regione promotrice del gene di MCP-1 (A2518G) ਠassociato ad un'aumentata espressione della stessa chemochina; tale correlazione ਠstata riportata in diverse patologie infiammatorie. Inoltre, la concentrazione plasmatica di MCP-1 ਠaumentata dal TNF-a, il principale bersaglio dell'immunoterapia con farmaci biologici nei pazienti psoriasici. Lo scopo di questa linea sperimentale ਠstato quello di correlare la concentrazione plasmatica di MCP-1 con i miglioramenti clinici ottenuti in seguito a terapia biologica. I nostri dati evidenziamo che la risposta clinica alla terapia con farmaci biologici non ਠin diretta correlazione con i livelli plasmatici di MCP-1. Evidenze accumulate negli ultimi anni sembrano indicare che nella psoriasi il processo apoptotico ਠdifettivo. Lo squilibrio tra proliferazione e morte cellulare contribuisce dunque all'ispessimento dell'epidermide e alla formazione della placca. La diminuzione dell'apoptosi nelle placche psoriasiche ਠstata associata all'iperespressione di Bcl-XL, uno dei fattori di sopravvivenza appartenenti alla famiglia di Bcl-2. àˆ stato riportato in letteratura che la proteina Bcl-XL ਠun potenziale bersaglio di deamidazione a livello di due asparagine labili (Asn52 e Asn66) e che tale modificazione compromette l'attività anti-apoptotica di questa proteina. A partire da queste premesse, abbiamo dunque ritenuto interessante analizzare l'isoforma deamidata, rispetto a quella nativa, della proteina Bcl-XL in cheratinociti primari isolati da biopsie di lesione psoriasica a confronto con cute non lesionale dello stesso paziente e con cute isolata da un donatore sano. L'analisi di campioni bioptici ha mostrato come nella cute dei pazienti, indipendentemente dal carattere lesionale o non della stessa, il livello di deamidazione ਠsignificativamente pi๠basso nel tessuto psoriasico che non nel tessuto normale. Questo risultato ਠin linea con la diminuzione dell'apoptosi riportata in letteratura nella genesi della placca psoriasica. Infatti, le cellule psoriasiche potrebbero trarre un vantaggio di sopravvivenza acquisendo una resistenza alla apoptosi mediante la deamidazione e l'aumentata espressione di Bcl-xL.
Aspetti molecolari associati al fenotipo psoriasico:possibili implicazioni patogenetiche.
2010
Abstract
Uno dei tratti distintivi della psoriasi ਠl'instaurarsi di una condizione di stress ossidativo. La deamidazione di residui di asparagina ਠuna modifica post-biosintetica delle proteine responsabile della formazione di residui anomali di L-isoaspartato (isoAsp). I siti alterati, potenzialmente in grado di compromettere la struttura e la funzione delle proteine, possono essere “riparati” attraverso una serie ciclica di reazioni, innescata dalla metilesterificazione dei residui isoaspartilici catalizzata dall'enzima Proteina L-Isoaspartile-O-Metiltrasferas(PIMT). àˆ noto che le reazioni di deamidazione sono accelerate nel corso dell'invecchiamento cellulare e sono favorite dall'instaurarsi di microambienti ossidanti. Poichà© le condizioni di infiammazione cronica, che caratterizzano la psoriasi, generano significative alterazioni del potenziale redox cellulare attraverso la formazione di radicali liberi, abbiamo ritenuto opportuno valutare l'eventuale accumulo di residui isoAsp nelle proteine della membrana di eritrociti di pazienti psoriasici. I nostri dati hanno evidenziato un accumulo molto significativo di residui isoAsp nelle proteine di membrana degli eritrociti di pazienti psoriasici, rispetto alla popolazione sana di controllo Questo risultato dimostra che l'accelerata deamidazione delle proteine della membrana eritrocitaria, presumibilmente dovuto all'instaurasi di un microambiente ossidante, rappresenta un nuovo tratto fenotipico della malattia psoriasica. I cheratinociti di pazienti psoriasici, in seguito all'attivazione da parte di differenti citochine, rappresentano un importante fonte di chemochine, coinvolte nella chemiotassi di specifiche popolazioni leucocitarie nella cute. In particolare, ਠstato riportato un aumento della proteina chemoattrattiva-1 per i monociti (MCP-1) nel plasma di pazienti affetti da psoriasi.Il polimorfismo di un singolo nucleotide nella regione promotrice del gene di MCP-1 (A2518G) ਠassociato ad un'aumentata espressione della stessa chemochina; tale correlazione ਠstata riportata in diverse patologie infiammatorie. Inoltre, la concentrazione plasmatica di MCP-1 ਠaumentata dal TNF-a, il principale bersaglio dell'immunoterapia con farmaci biologici nei pazienti psoriasici. Lo scopo di questa linea sperimentale ਠstato quello di correlare la concentrazione plasmatica di MCP-1 con i miglioramenti clinici ottenuti in seguito a terapia biologica. I nostri dati evidenziamo che la risposta clinica alla terapia con farmaci biologici non ਠin diretta correlazione con i livelli plasmatici di MCP-1. Evidenze accumulate negli ultimi anni sembrano indicare che nella psoriasi il processo apoptotico ਠdifettivo. Lo squilibrio tra proliferazione e morte cellulare contribuisce dunque all'ispessimento dell'epidermide e alla formazione della placca. La diminuzione dell'apoptosi nelle placche psoriasiche ਠstata associata all'iperespressione di Bcl-XL, uno dei fattori di sopravvivenza appartenenti alla famiglia di Bcl-2. àˆ stato riportato in letteratura che la proteina Bcl-XL ਠun potenziale bersaglio di deamidazione a livello di due asparagine labili (Asn52 e Asn66) e che tale modificazione compromette l'attività anti-apoptotica di questa proteina. A partire da queste premesse, abbiamo dunque ritenuto interessante analizzare l'isoforma deamidata, rispetto a quella nativa, della proteina Bcl-XL in cheratinociti primari isolati da biopsie di lesione psoriasica a confronto con cute non lesionale dello stesso paziente e con cute isolata da un donatore sano. L'analisi di campioni bioptici ha mostrato come nella cute dei pazienti, indipendentemente dal carattere lesionale o non della stessa, il livello di deamidazione ਠsignificativamente pi๠basso nel tessuto psoriasico che non nel tessuto normale. Questo risultato ਠin linea con la diminuzione dell'apoptosi riportata in letteratura nella genesi della placca psoriasica. Infatti, le cellule psoriasiche potrebbero trarre un vantaggio di sopravvivenza acquisendo una resistenza alla apoptosi mediante la deamidazione e l'aumentata espressione di Bcl-xL.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/337013
URN:NBN:IT:BNCF-337013