Una deprivazione sensoriale prolungata del sistema nervoso centrale comporta una processo di differenziazione delle aree cerebrali diverso da quello che emergerebbe in caso di fisiologiche stimolazioni neurali. Una ipostimolazione da parte del sistema nervoso periferico puà², infatti, sottintendere ad un impoverimento delle aree corticali dedicate ad una specifica funzione, con conseguente colonizzazione di tessuto con differenti competenze. E' dimostrato, inoltre, che tali effetti siano strettamente correlati sia alla durata della deprivazione che all'età  biologica del soggetto.In caso di ipoacusia neurosensoriale essere interessate sono in particolare le aree corticali temporali, le quali possono andare incontro a significativi rimaneggiamenti dovuti ad inadeguata stimolazione uditiva; le conseguenze di tale fenomeno soprattutto in età  evolutiva sono la compromissione sia delle abilità  percettive del messaggio verbale ed, in generale, del fisiologico sviluppo delle abilità  linguistico-comunicative. Questo progetto di ricerca intende studiare i processi di deprivazione uditiva di una coorte di neonati affetti da sordità  congenita, i possibili meccanismi biologici che li sottintendono, ed i risultati che conseguono ad un precoce intervento terapeutico-riabilitativo. L'ipotesi ਠche una precoce ed adeguata stimolazione acustica possa creare delle connessioni neuronali che permettano uno sviluppo della abilità  di comunicazione audio verbale conformi a quelle di un soggetto normoacusico. La raccolta dei dati ha inizio nell'anno 2006 e prevede un campione di neonati affetti da ipoacusia congenita provenienti dal programma di screening uditivo neonatale (ad oggi circa 200 soggetti). Tali soggetti sono stati diagnosticati precocemente (in media entro il 6 mese di vita) ed inseriti in un programma di . La metodologia di studio ਠbasata su: una periodica valutazione delle performance acustico-percettive, dello sviluppo generale delle abilità  comunicative, dello sviluppo psicomotorio e dei prerequisiti alle abilità  di apprendimento scolastico. Inoltre, sono stati raccolti dati sia attraverso procedure neuroradiodialogiche (TC, RMN) sia attraverso analisi molecolare del DNA proveniente da sangue o saliva dei soggetti testati. La novità  dello studio risiede nella bassa età  dei soggetti ipoacusici esaminati, nella frequenza e complessità  della metodologia del protocollo valutativo utilizzato e nelle ricerca di correlazioni con i dati oggettivi di laboratorio e diagnostica per immagini.

Plasticità  cerebrale e sviluppo del linguaggio nel neonato ipoacusico proveniente dallo screening uditivo universale

2010

Abstract

Una deprivazione sensoriale prolungata del sistema nervoso centrale comporta una processo di differenziazione delle aree cerebrali diverso da quello che emergerebbe in caso di fisiologiche stimolazioni neurali. Una ipostimolazione da parte del sistema nervoso periferico puà², infatti, sottintendere ad un impoverimento delle aree corticali dedicate ad una specifica funzione, con conseguente colonizzazione di tessuto con differenti competenze. E' dimostrato, inoltre, che tali effetti siano strettamente correlati sia alla durata della deprivazione che all'età  biologica del soggetto.In caso di ipoacusia neurosensoriale essere interessate sono in particolare le aree corticali temporali, le quali possono andare incontro a significativi rimaneggiamenti dovuti ad inadeguata stimolazione uditiva; le conseguenze di tale fenomeno soprattutto in età  evolutiva sono la compromissione sia delle abilità  percettive del messaggio verbale ed, in generale, del fisiologico sviluppo delle abilità  linguistico-comunicative. Questo progetto di ricerca intende studiare i processi di deprivazione uditiva di una coorte di neonati affetti da sordità  congenita, i possibili meccanismi biologici che li sottintendono, ed i risultati che conseguono ad un precoce intervento terapeutico-riabilitativo. L'ipotesi ਠche una precoce ed adeguata stimolazione acustica possa creare delle connessioni neuronali che permettano uno sviluppo della abilità  di comunicazione audio verbale conformi a quelle di un soggetto normoacusico. La raccolta dei dati ha inizio nell'anno 2006 e prevede un campione di neonati affetti da ipoacusia congenita provenienti dal programma di screening uditivo neonatale (ad oggi circa 200 soggetti). Tali soggetti sono stati diagnosticati precocemente (in media entro il 6 mese di vita) ed inseriti in un programma di . La metodologia di studio ਠbasata su: una periodica valutazione delle performance acustico-percettive, dello sviluppo generale delle abilità  comunicative, dello sviluppo psicomotorio e dei prerequisiti alle abilità  di apprendimento scolastico. Inoltre, sono stati raccolti dati sia attraverso procedure neuroradiodialogiche (TC, RMN) sia attraverso analisi molecolare del DNA proveniente da sangue o saliva dei soggetti testati. La novità  dello studio risiede nella bassa età  dei soggetti ipoacusici esaminati, nella frequenza e complessità  della metodologia del protocollo valutativo utilizzato e nelle ricerca di correlazioni con i dati oggettivi di laboratorio e diagnostica per immagini.
2010
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