Tra le scienze biotecnologiche riproduttive la crioconservazione, vale a dire lo stoccaggio di materiale biologico (gameti, embrioni, tessuti) a basse temperature (generalmente a †"196°C) (Ashwood-Smith, 1980), con il ripristino, allo scongelamento, di tutti i parametri fisiologici caratteristici del materia vivente prima del congelamento, costituisce uno strumento essenziale per contrastare l'impoverimento genetico delle specie allevate, poichà© permette programmi di incroci tra popolazioni e scambi internazionali di campioni. Inoltre, consente lo stoccaggio di gameti di organismi geneticamente selezionati, poi utilizzabili per campagne di fecondazione artificiale. Oggi, tecniche di criopreservazione per gameti animali domestici sono ampiamente conosciute ed applicate commercialmente (Fahning & Garcia, 1992). La crioconservazione costituisce inoltre un importante strumento per la difesa della biodiversità , poichà© permette la conservazione di germoplasma di specie rare ed, in tal senso, il suo utilizzo si sta estendendo negli ultimi anni anche al settore vegetale, con l'istituzione di banche di semi e gemme vegetative (Ozden-Tokatli et al, 2010). Anche la ricerca di base, infine, puಠusufruire dei vantaggi della crioconservazione, poichà© tale biotecnologia consente il mantenimento in modo sicuro e poco dispendioso di linee genetiche modificate (Glenister & Thornton, 2000) e permette una disponibilità  costante di stock qualitativamente omogenei di sistemi biologici modello (Paredes & Bellas, 2010). Tale lavoro sperimentale ਠstato finalizzato alle applicazioni della criopreservazione in ambito acquatico, per la messa a punto di protocolli di criopreservazione per spermatozoi di specie autoctone mediterranee emergenti per il settore acquacolturale, per la validazione delle produzioni in sistemi a ricircuitazione idrica (RAS) mediante l'utilizzo di protocolli già  standardizzati, e per l'impiego di sistemi criopreservati in biosaggi innovativi per il monitoraggio ambientale.

Applicazioni criobiologiche in acquacoltura e nella gestione delle risorse idrobiologiche

2010

Abstract

Tra le scienze biotecnologiche riproduttive la crioconservazione, vale a dire lo stoccaggio di materiale biologico (gameti, embrioni, tessuti) a basse temperature (generalmente a †"196°C) (Ashwood-Smith, 1980), con il ripristino, allo scongelamento, di tutti i parametri fisiologici caratteristici del materia vivente prima del congelamento, costituisce uno strumento essenziale per contrastare l'impoverimento genetico delle specie allevate, poichà© permette programmi di incroci tra popolazioni e scambi internazionali di campioni. Inoltre, consente lo stoccaggio di gameti di organismi geneticamente selezionati, poi utilizzabili per campagne di fecondazione artificiale. Oggi, tecniche di criopreservazione per gameti animali domestici sono ampiamente conosciute ed applicate commercialmente (Fahning & Garcia, 1992). La crioconservazione costituisce inoltre un importante strumento per la difesa della biodiversità , poichà© permette la conservazione di germoplasma di specie rare ed, in tal senso, il suo utilizzo si sta estendendo negli ultimi anni anche al settore vegetale, con l'istituzione di banche di semi e gemme vegetative (Ozden-Tokatli et al, 2010). Anche la ricerca di base, infine, puಠusufruire dei vantaggi della crioconservazione, poichà© tale biotecnologia consente il mantenimento in modo sicuro e poco dispendioso di linee genetiche modificate (Glenister & Thornton, 2000) e permette una disponibilità  costante di stock qualitativamente omogenei di sistemi biologici modello (Paredes & Bellas, 2010). Tale lavoro sperimentale ਠstato finalizzato alle applicazioni della criopreservazione in ambito acquatico, per la messa a punto di protocolli di criopreservazione per spermatozoi di specie autoctone mediterranee emergenti per il settore acquacolturale, per la validazione delle produzioni in sistemi a ricircuitazione idrica (RAS) mediante l'utilizzo di protocolli già  standardizzati, e per l'impiego di sistemi criopreservati in biosaggi innovativi per il monitoraggio ambientale.
2010
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